Situazione attuale e Attività volontari/e

A dicembre l’area della Masafer Yatta ha visto una serie di pratiche di violenza ai danni della popolazione palestinese attraverso aggressioni, intimidazioni, arresti illegali, furto di terra e di bestiame.
Nonostante le forti piogge di dicembre, le comunità palestinesi hanno continuato ad arare le loro terre in previsione dei pascoli primaverili. Quasi ogni giornata di aratura ha visto interruzioni e intimidazioni da parte di polizia e esercito (che contestavano la proprietà delle terre palestinesi) e da parte di coloni armati e coloni pastori (che aggredivano palestinesi e attivisti internazionali e danneggiano campi e ulivi).
Inoltre, si sono intensificati gli arresti arbitrari: una pratica illegale, violenta e particolarmente traumatizzante per le famiglie coinvolte, che vedono i propri cari portati via dalle forze di occupazione senza sapere né la meta, né l’accusa. Specialmente nell’area di Susya l’esercito israeliano, anche a seguito di una denuncia per aggressione (mai avvenuta) sporta da coloni, ha ripetutamente arrestato uomini palestinesi. In un’occasione, il 13 dicembre, un uomo del villaggio di Samoa è stato prelevato dalla sua macchina in cui erano presenti anche i due figli piccoli, che sono rimasti nel veicolo, soli e terrorizzati. All’arrivo di attivisti internazionali, l’esercito ha aggredito anche loro, lanciando una flash-granade (granata stordente). L’uomo per fortuna è stato rilasciato il giorno dopo.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Nel mese di novembre, nell’area della Masafer Yatta, si è registrato un ulteriore peggioramento delle pratiche di intimidazione e violenza ai danni della popolazione palestinese.
Le comunità hanno affrontato demolizioni, arresti arbitrari, aggressioni da parte dei coloni e continue restrizioni all’accesso alla terra, mentre allo stesso tempo hanno proseguito con determinazione il lavoro agricolo stagionale, fondamentale per la loro sopravvivenza.
La minaccia costante di demolizioni continua a incidere profondamente sulla vita quotidiana dei residenti palestinesi. Si stima che nell’area siano stati emessi oltre sessanta ordini di demolizione, colpendo abitazioni, strutture agricole e spazi comunitari.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

La Cisgiordania a ottobre ha subito un inasprimento delle pratiche di pulizia etnica e di furto di terre ai danni della popolazione palestinese. 
Gli attacchi dei coloni e delle forze di occupazione israeliane riportati dall’OCHA sono più di 260, il numero più alto dell’ultimo quinquennio. 
Il villaggio di Susyia resta uno dei posti più colpiti, con ben 49 attacchi solo questo mese: irruzioni in abitazioni, taglio di ulivi, distruzione di muri e finestre, incendi a macchine, sono solo alcune delle violenze riportate nel mese. 

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Situazione attuale e Attività volontari/e

A settembre in Masafer Yatta sono stati posizionati nuovi cancelli all’entrata di molti villaggi, tra cui quello di At-Tuwani. Negli scorsi mesi in tutta la Cisgiordania sono stati apposti circa 900 cancelli per bloccare l’accesso a città e villaggi palestinesi, come strategia di controllo e limitazione della libertà di movimento dei palestinesi.

La loro apertura o chiusura è rimessa alla discrezionalità delle forze di occupazione israeliane e non è soggetta ad alcun preavviso.

Nello stesso piano si vedono i ripetuti attacchi violenti e le continue invasioni di terra da parte dei coloni. Uno di particolare gravità è avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 settembre nel villaggio di Khallet Athaba’, situato all’interno della “firing zone 918”, zona definita di addestramento militare: una trentina di coloni sono arrivati nella notte armati di coltelli, mazze e spray al peperoncino, e hanno aggredito ferocemente chiunque si trovasse nelle case. Dei 25 palestinesi feriti, 13 sono stati ricoverati in ospedale con lesioni multiple e diverse emorragie interne; tra loro anche una coppia di anziani e un bambino di circa 4 mesi, soffocato dallo spray urticante.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Agosto 2025 in Masafer Yatta è stato caratterizzato da una fitta frequenza di attacchi da parte delle forze di occupazione israeliane ai danni della popolazione palestinese, vittima di un’operazione sempre più sistematica di pulizia etnica realizzata con invasioni dei villaggi palestinesi, aggressioni fisiche, spesso brutali, ed espansione territoriale.

Il 3 agosto i coloni hanno organizzato ad At-Tuwani una preghiera nei pressi della casa di Basil Adra, bloccando l’ingresso del villaggio per la nottata e durante le prime ore del giorno, con il supporto delle forze d’occupazione israeliane (esercito e polizia).

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