Situazione attuale
Il 10 febbraio si sono svolte due importanti manifestazioni, a Jericho e a Tel Aviv, contro le politiche del governo israeliano, entrambe represse dalla polizia.
L’11 febbraio sono stati invece arrestati 18 israeliani che bloccavano l’ingresso di aiuti umanitari a Gaza all’entrata di Kerem Abu Salem.
A febbraio Israele ha continuato i bombardamenti sulla popolazione civile nella Striscia di Gaza, principalmente a Rafah; centinaia di persone hanno cercato rifugio nel Kuwait Hospital della città, ormai al collasso.
L’ONU, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la FAO hanno denunciato le difficoltà a far entrare aiuti umanitari nella Striscia, lo sfollamento della popolazione civile, e le condizioni degli ospedali, che sono sovraffollati e senza risorse.
Il 14 febbraio è stato pubblicato un Report della Palestinian Commission of Detainees’ Affaires e della Palestinian Prisoner’s Society, in cui viene reso noto che dall’inizio della guerra sono stati arrestati più di 7.000 palestinesi in West Bank, tra cui 220 donne, 440 bambini e 53 giornalisti.
Il 15 febbraio è stato attaccato il Nasser Hospital a Khan Younis, il Ministero della Salute ha riportato spari di cecchini israeliani e l’uccisione di almeno 3 persone. L’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione della struttura, nella quale erano presenti circa 300 persone dello staff medico, 450 pazienti e 10.000 sfollati. L’infermiere dell’ospedale Muhammed al-Astal ha denunciato l’assenza di cibo e acqua potabile. Il 16 febbraio 5 pazienti sono morti nello stesso ospedale a causa dell’esaurimento di ossigeno e dell’interruzione della rete elettrica.
L’ONU ha riportato lo sfollamento di alcuni civili da Rafah verso Deir el-Balah, mentre immagini satellitari hanno mostrato la costruzione di un muro al confine tra l’Egitto e la Striscia, e il Ministro della Difesa israeliano Gallant ha ribadito che è stata pianificata l’offensiva di terra a Rafah.
Il 18 febbraio l’esercito israeliano ha attaccato Deir el-Balah, uccidendo 10 persone, il Nasser Hospital è stato dichiarato “completamente fuori servizio” e Al Jazeera ha riportato un attacco ai danni di civili in coda per prendere aiuti umanitari a Gaza City.
Il Presidente egiziano Al Sisi ha rigettato categoricamente l’ingresso di sfollati palestinesi all’interno del Paese, mentre gli Stati Uniti hanno posto il terzo veto dall’inizio della guerra a una risoluzione ONU per un cessate il fuoco immediato.
L’associazione israeliana Medici per i Diritti Umani ha rivelato che prigionieri palestinesi dal 7 ottobre sono vittime di abusi, umiliazioni e violenze sessuali; le celle sono sovraffollate e i detenuti sono privati di acqua ed elettricità fino a 23 ore al giorno.
Viene inoltre riportata la sparizione di centinaia di palestinesi da Gaza.
Dal 19 al 26 febbraio si sono tenute le udienze alla Corte Internazionale dell’Aja sull’occupazione israeliana in Cisgiordania, in cui sono intervenute le delegazioni di 50 Stati e di 3 organizzazioni internazionali. A seguito di queste udienze, la Corte si pronuncerà nei mesi a venire, ma la sua opinione non è legalmente vincolante.
Nella notte tra il 24 e il 25 febbraio sono stati riportati numerosi bombardamenti sulla città di Rafah.
Il 27 febbraio raid dell’esercito israeliano in Cisgiordania hanno portato all’uccisione di 3 palestinesi nel campo profughi di Far’a e 4 arresti a Nablus.
Il 29 febbraio l’esercito israeliano ha bombardato un punto di smistamento di aiuti umanitari a Gaza, uccidendo almeno 112 persone e ferendone più di 760.
Dal 7 ottobre a fine febbraio, solo nella Striscia di Gaza, le vittime sono circa 1.000 israeliani e 30.000 palestinesi.






