Giugno 2025

Situazione attuale e Attività volontari/e

A giugno, nella zona di Masafer Yatta, l’occupazione dei territori palestinesi si è tradotta in continue invasioni, aggressioni e intimidazioni dei coloni israeliani, con la complicità di esercito e polizia.

Le invasioni dei campi sono diventate praticamente quotidiane; il modus operandi è sempre lo stesso: i coloni, spesso armati, accedono con il proprio gregge alla terra, devastando i campi e provocando la reazione del pastore palestinese. In alcuni casi i coloni hanno addirittura aggredito fisicamente i palestinesi, legittimi proprietari delle terre, e danneggiato le loro abitazioni.

Gli sporadici interventi della polizia hanno sempre avallato l’operato dei coloni; in alcuni episodi la polizia ha concluso l’azione “sequestrando” (non si può parlare di arresto, la c.d. illegal abduction) i palestinesi colpiti, che non avevano commesso alcun illecito, solo perché esercitavano resistenza nonviolenta ad un sopruso.

Il villaggio di Khallet Athaba’, già colpito da pesanti demolizioni a febbraio e a maggio, è stato ancora oggetto di distruzione da parte delle forze di occupazione: il giorno 16 giugno sono state distrutte due case, quattro tende e quattro taniche d’acqua. Ormai restano in piedi solo due case e una scuola.

Anche il villaggio di Susya è stato oggetto di diversi attacchi, tra i quali il ferimento alla testa di un uomo palestinese e l’incendio di una casa. Il 18 giugno, nel villaggio di At-Tuwani, soldati e polizia hanno compiuto un raid: sono entrati nella casa di un palestinese, hanno interrogato i palestinesi e gli attivisti internazionali, perquisendo abitazioni e auto sul piazzale.

I volontari/e di Operazione Colomba sono stati identificati e ammoniti sul presunto divieto di filmare i soldati, nonostante la legge preveda il contrario.

Il 26 giugno, ad Ar-Rakeez, un colono ha portato le greggi a pascolare nel terreno di un palestinese, distruggendone gli ulivi. Poco dopo è sopraggiunto anche un colono armato, seguito poi da esercito e polizia. I proprietari del terreno invaso hanno intimato al colono di andarsene, filmando l’accaduto, ma le forze di occupazione hanno ordinato a palestinesi e internazionali presenti di smettere di filmare. Hanno fermato sul luogo due ragazzi minorenni della famiglia proprietaria del terreno, e uno dei due è stato portato via su una macchina civile, incappucciato e con le fascette ai polsi. E’ stato rilasciato nel tardo pomeriggio. Due volontari internazionali sono stati identificati e convocati presso l’ufficio immigrazione, col rischio di un’espulsione immediata dal Paese, poi fortunatamente evitata.

A fine giugno il villaggio di Tuba ha subito incursioni notturne da parte dei coloni, con furto di mangime delle pecore dei palestinesi. La situazione diventa sempre più insostenibile, costringe gli abitanti del villaggio ad un presidio e ad uno stato di allerta costante.