Situazione attuale e Attività volontari/e

La Cisgiordania a ottobre ha subito un inasprimento delle pratiche di pulizia etnica e di furto di terre ai danni della popolazione palestinese. 
Gli attacchi dei coloni e delle forze di occupazione israeliane riportati dall’OCHA sono più di 260, il numero più alto dell’ultimo quinquennio. 
Il villaggio di Susyia resta uno dei posti più colpiti, con ben 49 attacchi solo questo mese: irruzioni in abitazioni, taglio di ulivi, distruzione di muri e finestre, incendi a macchine, sono solo alcune delle violenze riportate nel mese. 

Leggi tutto...

Situazione attuale e Attività volontari/e

A settembre in Masafer Yatta sono stati posizionati nuovi cancelli all’entrata di molti villaggi, tra cui quello di At-Tuwani. Negli scorsi mesi in tutta la Cisgiordania sono stati apposti circa 900 cancelli per bloccare l’accesso a città e villaggi palestinesi, come strategia di controllo e limitazione della libertà di movimento dei palestinesi.

La loro apertura o chiusura è rimessa alla discrezionalità delle forze di occupazione israeliane e non è soggetta ad alcun preavviso.

Nello stesso piano si vedono i ripetuti attacchi violenti e le continue invasioni di terra da parte dei coloni. Uno di particolare gravità è avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 settembre nel villaggio di Khallet Athaba’, situato all’interno della “firing zone 918”, zona definita di addestramento militare: una trentina di coloni sono arrivati nella notte armati di coltelli, mazze e spray al peperoncino, e hanno aggredito ferocemente chiunque si trovasse nelle case. Dei 25 palestinesi feriti, 13 sono stati ricoverati in ospedale con lesioni multiple e diverse emorragie interne; tra loro anche una coppia di anziani e un bambino di circa 4 mesi, soffocato dallo spray urticante.

Leggi tutto...

Situazione attuale e Attività volontari/e

Agosto 2025 in Masafer Yatta è stato caratterizzato da una fitta frequenza di attacchi da parte delle forze di occupazione israeliane ai danni della popolazione palestinese, vittima di un’operazione sempre più sistematica di pulizia etnica realizzata con invasioni dei villaggi palestinesi, aggressioni fisiche, spesso brutali, ed espansione territoriale.

Il 3 agosto i coloni hanno organizzato ad At-Tuwani una preghiera nei pressi della casa di Basil Adra, bloccando l’ingresso del villaggio per la nottata e durante le prime ore del giorno, con il supporto delle forze d’occupazione israeliane (esercito e polizia).

Leggi tutto...

Situazione attuale e Attività volontari/e

A luglio nel Masafer Yatta le forze di occupazione israeliane hanno usato varie strategie di attacco, perseguendo il tentativo di espulsione della popolazione palestinese dai villaggi.

Il 12 luglio alcuni coloni hanno forato 80 metri di tubature che fornivano acqua corrente al villaggio di Maghayr Al Abeed. Nello stesso periodo, il villaggio di Tuba è stato frequentemente invaso da coloni che con le greggi hanno pascolato nei pressi delle case del villaggio, e in vari modi hanno disturbato e intimorito i residenti.

Il 15 luglio sempre i coloni hanno attaccato una famiglia del villaggio di Susya, picchiando il padre di famiglia, a cui hanno rotto le dita di una mano.

Le aggressioni sono proseguite nel corso di tutto il mese: il giorno 24 nel villaggio di Shab El Boutum un gruppo di coloni ha attaccato i residenti, razziando le case e aggredendo fisicamente alcuni palestinesi: una donna è stata ricoverata in ospedale per lesioni, dimessa il giorno seguente.

Leggi tutto...

Situazione attuale e Attività volontari/e

A giugno, nella zona di Masafer Yatta, l’occupazione dei territori palestinesi si è tradotta in continue invasioni, aggressioni e intimidazioni dei coloni israeliani, con la complicità di esercito e polizia.

Le invasioni dei campi sono diventate praticamente quotidiane; il modus operandi è sempre lo stesso: i coloni, spesso armati, accedono con il proprio gregge alla terra, devastando i campi e provocando la reazione del pastore palestinese. In alcuni casi i coloni hanno addirittura aggredito fisicamente i palestinesi, legittimi proprietari delle terre, e danneggiato le loro abitazioni.

Gli sporadici interventi della polizia hanno sempre avallato l’operato dei coloni; in alcuni episodi la polizia ha concluso l’azione “sequestrando” (non si può parlare di arresto, la c.d. illegal abduction) i palestinesi colpiti, che non avevano commesso alcun illecito, solo perché esercitavano resistenza nonviolenta ad un sopruso.

Il villaggio di Khallet Athaba’, già colpito da pesanti demolizioni a febbraio e a maggio, è stato ancora oggetto di distruzione da parte delle forze di occupazione: il giorno 16 giugno sono state distrutte due case, quattro tende e quattro taniche d’acqua. Ormai restano in piedi solo due case e una scuola.

Leggi tutto...