Novembre 2024

Situazione attuale

A novembre l’esercito israeliano ha intensificato il massiccio attacco nel nord della Striscia, coinvolgendo la città di Gaza e il campo profughi di Jabalia, e le vicine Beit Hanoun e Beit Lahia. A inizio mese, gli attacchi aerei hanno colpito una clinica per la vaccinazione contro la poliomielite. Altri bombardamenti hanno colpito aree vicine all’ospedale Kamal Adwan, uno dei pochi ancora parzialmente operativi nella Striscia.

Il 14 novembre l’ONG Human Rights Watch ha pubblicato un rapporto in cui accusa Israele di aver compiuto trasferimenti forzati di massa di palestinesi durante l’invasione della Striscia di Gaza, un crimine di guerra secondo la Convenzione di Ginevra.

Nel corso del mese, Israele ha attuato nuove strategie per ostacolare la resistenza palestinese e limitare la libertà di espressione. La Knesset ha approvato due leggi che prevedono nuove pene e misure detentive per i cittadini accusati di "terrorismo", rivolte ai palestinesi con cittadinanza israeliana: sarà permessa la deportazione di intere famiglie e la detenzione, anche con pena dell’ergastolo, di bambini sotto i 12 anni di età. Il 24 novembre è stata approvata una proposta che obbliga le organizzazioni finanziate dal governo a interrompere ogni collaborazione con il giornale Haaretz, quotidiano israeliano critico dell’esecutivo.

A novembre, gli Stati Uniti hanno bloccato una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che chiedeva un cessate il fuoco immediato e incondizionato del conflitto a Gaza.

Il 6 novembre, la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali americane è arrivata con poco clamore tra i palestinesi, scettici su entrambi i candidati. La vittoria di Trump avrà comunque ripercussioni importanti per l’occupazione israeliana e la guerra a Gaza, in un contesto internazionale che mostra incoerenza tra critica alle politiche criminali di Israele, e sostegno economico e politico. Il 21 novembre, la Corte penale internazionale ha emesso un mandato d’arresto contro il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant per crimini di guerra e contro l’umanità legati alla guerra a Gaza. Tuttavia, le probabilità che vengano arrestati sono molto basse.

 Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari e le Volontarie

A novembre i volontari e le volontarie hanno assistito a diverse demolizioni. Il 6 novembre, un convoglio di militari e ruspe è entrato ad At-Tuwani per demolire una casa e un pollaio. A Susyia ha demolito un’altra casa. Il 17 novembre un soldato-colono è arrivato a Qawawis per demolire da solo la casa di un palestinese del villaggio.

La presenza di coloni e soldati-coloni continua a rendere difficile la vita dei palestinesi, così come la costruzione ininterrotta di nuovi avamposti. Diverse comunità palestinesi richiedono una presenza internazionale soprattutto di notte, per paura di attacchi. Nel corso del mese il gruppo sul campo ha coperto alcuni villaggi dell’area, concentrandosi in particolare nella Firing Zone 918.

Sta terminando il periodo della raccolta delle olive, reso difficile dai continui attacchi dei coloni e dalle restrizioni imposte dalle forze d’occupazione israeliane. A Susya per tutto il mese si sono susseguite le aggressioni da parte dei coloni israeliani (con la connivenza dei soldati israeliani) contro i palestinesi che tentavano di raccogliere le olive o preparare i campi per la semina. Le aggressioni sono avvenute anche contro internazionali: a Susyia un volontario di un’altra associazione è stato colpito a una gamba con una spranga da un colono e gli è stato rubato il telefono mentre accompagnava un palestinese che stava lavorando la sua terra.

Il 18 novembre dei militari israeliani ad un checkpoint sulla strada tra At-Tuwani e al Birkhe hanno sparato contro una macchina che si stava avvicinando. La conducente palestinese è stata ferita e successivamente arrestata, con la falsa accusa di aver tentato di investire i soldati.

Il 21 novembre un gruppo di coloni è sceso dal vicino avamposto di Havat Ma’on ed è entrato nella proprietà privata di una famiglia palestinese di At-Tuwani. I coloni hanno attaccato membri della famiglia, ferendone due. Successivamente le forze israeliane hanno arrestato il padre con l’accusa di aver aggredito i coloni. Il palestinese è stato poi rilasciato nella notte, ma i soldati sono tornati per cercare di arrestare altri membri della famiglia.

Il giorno successivo, un altro palestinese dello stesso villaggio che stava arando la sua terra è stato filmato con un drone dai coloni israeliani. Mentre tornava a casa, gli stessi coloni hanno provato a fermare il trattore e a sequestrarglielo. Una volta a casa, i coloni hanno fatto un raid in casa, provocando un malore al palestinese, che è stato portato via con l’ambulanza.

Nonostante la repressione continua delle forze di occupazione e l’espansione dei coloni israeliani, le comunità palestinesi della zona stanno proseguendo nella loro resistenza quotidiana. In questo mese una scuola nella Firing Zone 918, che era stata demolita, è stata ricostruita, diverse grotte nuove sono state scavate e rese abitabili.