Siamo arrivate alla Esperanza, vereda a me nuova, verso le 17 del pomeriggio.
Il cammino è stato lungo e a tratti difficile, ma alla fine è andato bene, anzi è un cammino paesaggisticamente parlando molto bello, si aprono scorci che mi hanno lasciata meravigliata e a bocca aperta.
Mentre scendevamo verso la casa della Comunità di Pace, su un albero c’erano una dozzina di guacamayas, pappagalli azzurri e brillanti che quando dispiegano le ali mostrano il petto giallo sole e verde come i prati bagnati frequentemente dalla pioggia.
Dovevo guardare il sentiero e “guidare” Santina, la mia mula, ma le ho ammirate attentamente per svariati minuti.

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Il 16 maggio siamo state in un villaggio, chiamato “La Resbalosa”, dove la Comunità di Pace ha dei terreni collettivi. Lì sono stati inaugurati due monumenti in memoria delle vittime del massacro del 21 febbraio 2005.

La mattina di quel 21 febbraio la brigata XVII dell’esercito in modo congiunto ai paramilitari, volendo attaccare direttamente e in modo premeditato la comunità, prima si recarono presso il Rio Mulatos, nei pressi di quella che oggi è l’aldea “Luis Eduardo Guerra” distante un’ora e mezza dalla Resbalosa, dove stavano arrivando, per andare a raccogliere il cacao, Deiner, di 11 anni, Luis Eduardo Guerra, suo padre e leader della comunità, e la sua compagna Bellanira.
I paramilitari, arrivando, non risparmiarono nessuno dei tre, tagliando la testa a Deiner e uccidendo brutalmente Luis Eduardo e Bellanira.

Poi esercito e paramilitari raggiunsero la Resbalosa, poco distante, dove viveva una famiglia composta da quattro persone: Sandra, Alfonso Bolivar e i due bambini di 1 e 5 anni, Santiago e Natalia.

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Risuonano dentro di me le parole di una conversazione avuta con M.
Lui è un punto di riferimento per la saggezza e la lucidità con cui affronta e scioglie nodi nelle questioni interne, è una guida per le piccole persone, porta l’esempio di come lavorare con dedizione, attenzione, come prendersi cura degli animali, come riflettere prima di agire, come mantenere la calma in ogni situazione, come tenere saldo il principio della vita davanti a tutto. Mostra che le qualità più apprezzate sono l’umiltà, la semplicità e la claridad, come trasparenza, chiarezza di ideali e coerenza nei comportamenti. Rappresenta un’immagine distinta di liderazgo il cui fulcro è essere al servizio.

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“Abbiamo il diritto di esistere come comunità. E continueremo a difenderlo.”

Il 29 ottobre 2025 al 5th Meeting, 12th Session of the Expert Mechanism on the Right to Development delle Nazioni Unite, a Ginevra, José Roviro López, della Comunidad de Paz de San José de Apartadó (Colombia), ha portato la voce di chi resiste alla violenza, alla pressione delle imprese economiche e alla distruzione del territorio e della natura.
Roviro ha ricordato che il diritto allo sviluppo non può essere imposto dall’alto: nasce dalle comunità che difendono la terra, l’acqua, le sementi native, la memoria, l’educazione, la possibilità di vivere in Pace. Nonostante 28 anni di minacce e attacchi, la Comunità di Pace continua a costruire modelli alternativi di convivenza e agricoltura, lontani dalla logica della guerra e dello sfruttamento. Operazione Colomba accompagna la Comunità di Pace in Colombia da oltre 15 anni. Per ascoltare tutti gli interventi dell'incontro: https://webtv.un.org/en/asset/k1n/k1nkn3fy8z

Che cosa significa essere nella Comunidad de Paz come Paloma, accompagnante di Operazione Colomba?

Indosso la maglietta arancione e lascio me, non sono più io, divento simbolo.

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