Carlo sta rientrando dalla Siria, è l'ultimo volontario di Operazione Colomba presente nell'area e prima di prendere il volo passa dal Libano. 
E' in Akkar, nel luogo in cui come Operazione Colomba siamo stati per circa 12 anni e da lì ci manda una foto: quella che vedete qui, sono solo pochi metri quadrati vuoti.
"La tenda non c'è più", ci scrive. 
In effetti è così: resta solo un rettangolo con una vecchia colata di cemento e polvere. Questo è il posto in cui le "colombe" hanno vissuto diversi anni al fianco di chi scappava dalla guerra in Siria. Non è uno spazio molto grande, ma è un terreno che ha visto tantissima vita, umanità, sentimenti ed emozioni.

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A fine maggio saranno otto mesi che ci siamo stabilite a Quseyr, otto mesi che abbiamo una casa, otto mesi che cerchiamo di capire questo Paese, questa città, queste persone. Ci immergiamo sempre di più nella cultura profonda, nelle idee, sperimentiamo cibi nuovi, ascoltiamo, facciamo domande. Luoghi diversi hanno storie diverse, persone che hanno vissuto vite simili, ma mai uguali, e ora stanno elaborando a proprio modo i loro passati.
Nell’ultimo periodo ci siamo interessate soprattutto alla situazione del riff (campagna), dove abbiamo iniziato un progetto di sensibilizzazione socio-emotiva con i/le giovani del territorio – che però non è tema di questo scritto. Per noi questo rappresenta anche un motivo per incontrarsi, parlare, creare spazi di condivisione. Per mantenere stretti i legami ereditati dal Libano e stringerne di nuovi. Alla fine è tutto un modo per stare, condividere tempi e spazi, creare rapporti. Per ascoltare, fermarsi e lasciare che le persone raccontino le loro storie.



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Diario di Agnese - 5
 
Sono stanca e sono piena.
Mi resta impressa fortissima la convivenza tra vita e distruzione: i negozi luminosi e moderni al piano terra di edifici diroccati ai piani superiori.
Mi restano le parole di W. quando mi porta a vedere casa sua, completamente distrutta:
"Non sono stati dei nemici a ridurre la mia casa così. È stato il mio governo... il mio".

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Diario di Agnese - 4
 
Mi svegliano alle 6 un galletto e il canto del Muezzin.
Gli altri ormai si sono abituati, anche per me era così quando vivevo qui.
Ma ogni volta si ricomincia da capo.
Oggi seguirò il gruppo nelle attività locali.

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Diario di Agnese - 3

Ieri la mia valigia, carica di regali di amici siriani per i parenti, ha perso qualche pezzo, che ha raggiunto il suo destinatario, ma subito si è riempita di qualcos'altro da portare a chi è in Italia.
Oggi si parte presto verso Homs.
Uscendo da Damasco il bus costeggia la Ghouta, il quartiere letteralmente raso al suolo dalla repressione violenta del regime.
Quello degli attacchi chimici.

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