Ottobre 2024

Situazione attuale

Nella notte del 1° ottobre l’Iran ha lanciato un attacco missilistico contro Israele in risposta all’uccisione di Ismail Haniyeh e Hassan Nasrallah, con 200 missili balistici che hanno provocato la morte di un palestinese per la caduta di detriti a Gerico. Israele ha risposto nella notte tra il 25 e il 26 ottobre attaccando alcune basi militari in Iran.

Il 3 ottobre, Israele ha effettuato un raid aereo sul campo profughi di Tulkarem uccidendo 18 palestinesi e provocando decine di feriti, l’attacco più letale in Cisgiordania da anni.

Il massacro a Gaza continua, il 7 ottobre ha marcato un anno dall’inizio della guerra. Israele continua con la tattica di denominare alcuni luoghi come sicuri, per poi bombardarli, come avvenuto il 14 ottobre quando Israele ha distrutto una scuola-rifugio. Il bombardamento ha provocato un incendio, che ha bruciato vive quattro persone e ferite circa 50. Il 17 ottobre Israele ha bombardato la scuola di Jabalia, uccidendo 22 palestinesi. Il 19 ottobre Israele ha bombardato i piani superiori dell’ospedale di Beit Lahiya, nonostante la presenza di oltre quaranta pazienti e personale medico. Nella stessa settimana Jahya Sinwar, presidente dell’ufficio politico di Hamas, è stato ucciso dall’esercito israeliano nella zona di Tel as-Sultan, a Rafah.

Il 28 ottobre il parlamento israeliano ha dichiarato l’UNRWA, l’agenzia ONU per i profughi palestinesi, un gruppo terroristico, impedendo loro di operare in Israele.

 

Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari e le Volontarie

A ottobre Operazione Colomba è stata impegnata al fianco dei palestinesi durante la raccolta delle olive. Nel 2023 in Cisgiordania non era stato possibile fare la raccolta a causa dei frequenti e violenti attacchi dei coloni israeliani. Anche quest’anno gli attacchi si sono susseguiti, ma i palestinesi dell’area del Masafer Yatta hanno provato lo stesso a raccogliere le olive, che costituiscono una parte consistente dell’economia palestinese. Secondo il Palestine Trade Center, il settore delle olive, con un valore tra i 160 e i 181 milioni di dollari all’anno, costituisce l’entrata principale di circa 90.000 famiglie palestinesi e ha un alto tasso di impiego femminile. Proprio per l’alto livello di violenza da parte dei coloni, i palestinesi hanno richiesto la presenza di internazionali e attivisti israeliani che li accompagnassero nella raccolta.

Il 16 ottobre, nei campi di Humra, nel villaggio di At-Tuwani, un gruppo di coloni armati, scortati da esercito, polizia e border police israeliana, ha interrotto la raccolta delle olive, aprendo anche il fuoco contro contadini e attivisti. Il 18 ottobre, nei campi palestinesi attorno al villaggio di Susiya, un’attivista israeliana è stata presa a bastonate nel costato da un colono israeliano a volto coperto.

La presenza internazionale nel Masafer Yatta, e in generale in Cisgiordania, è diventata il focus principale della repressione delle forze d’occupazione israeliana.

Il 5 ottobre, due attivisti internazionali che stavano accompagnando un palestinese sulle sue terre ad At-Tuwani, sono stati arrestati e deportati dal Paese, dopo aver passato 5 giorni in carcere. Il Ministro della sicurezza nazionale israeliana, Itamar Ben Gvir – che ad aprile ha fondato un corpo di forze speciali di polizia mirato a reprimere la presenza di attivisti in Cisgiordania – ha pubblicato sui suoi profili social un post in merito, definendo i due attivisti come terroristi. Successivamente, sono avvenuti altri arresti e deportazioni di attivisti internazionali, molti nella stessa area in At-Tuwani.

I coloni continuano a terrorizzare e attaccare gli abitanti del Masafer Yatta. Il 20 ottobre, un gruppo di coloni israeliani ha incendiato una casa nel villaggio palestinese di Shab el Boutum; fortunatamente la famiglia non era presente in quel momento. La notte del 21 ottobre, un gruppo di coloni israeliani a volto coperto provenienti dal nuovo avamposto illegale israeliano vicino al villaggio palestinese di Al Halawa, hanno fatto un raid minacciando e terrorizzando i palestinesi del villaggio.

Il 22 ottobre, un colono dell’avamposto di Havat Ma’On è andato ad abbeverare le sue pecore nel pozzo di una famiglia palestinese del villaggio di Tuba. Due ragazzi del villaggio sono accorsi per allontanare il gregge e sono stati attaccati dal colono, che ha anche chiamato l’esercito accusando i due palestinesi di averlo attaccato. Quando l’esercito è arrivato, ha sequestrato tutti i cellulari ai Tubawi, trattenuto gli uomini costringendoli a sedere con le mani legate. I palestinesi sono stati detenuti per circa tre ore, perquisiti e minacciati dai soldati, che infine hanno arrestato i due ragazzi palestinesi attaccati dal colono.

Dallo scoppio della guerra, il Diritto dei bambini palestinesi ad andare a scuola è stato costantemente compromesso. I bambini dei villaggi palestinesi di Tuba e Maghayir al Abeed, che un tempo venivano scortati a scuola nel villaggio di At-Tuwani, ora vanno a scuola nel villaggio di Al Fakheet che, essendo in Firing zone, ha la scuola sotto ordine di demolizione. Il 23 ottobre il pulmino che trasportava i bambini di ritorno da scuola è stato fermato da un gruppo di coloni armati, che hanno perquisito il veicolo e gli zaini dei bambini rubando le loro merende.