«Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.»
Gianni Rodari

Pensai a queste parole quattro anni fa, il 24 febbraio 2022.
Ancora oggi, la guerra c’è. Basta aprire il telefono: notizie di nuovi fronti, escalation, missili, droni. Una quantità continua di violenza che sembra riempire il mondo.
Poi lo chiudi, e ricordi che in alcuni luoghi la guerra non è una notizia: è la vita quotidiana.
E così ti ritrovi nel centro di Mykolaïv, camminando tra negozi aperti e persone che parlano tra loro. Poi suona la sirena e le commesse del negozio ti fanno uscire subito. Procedura normale, ragioni di sicurezza. Nessuna scena drammatica, solo una città che continua a muoversi mentre una voce metallica ricorda che la guerra è lì, sempre vicina.

Leggi tutto...

Una città stupenda, il porto con i silos del grano in partenza per il mondo, la scalinata Potëmkin, simbolo della città che guarda al mare, i viali alberati, la gente per strada che prova a vivere, piccoli locali con musica il più delle volte italiana, Battiato, Mina, Celentano… palazzi che raccontano la memoria, l’accademia nazionale di teatro, le grandi arterie del centro piene di storia, la stazione dei treni maestosa, sembra così lontana la guerra… ma non è così, ieri sera gli allarmi, i soliti allarmi e le esplosioni, verso il mare, qui vicino.

Leggi tutto...

Due giorni a Mykolaïv, la "città dei costruttori di navi".
Per questo ha grandi viali, così il principe Potëmkin l’ha pensata già dal XVIII secolo.
Qui si respira la storia di una delle più grandi città della moderna Ucraina, una storia che parte dal XIII secolo a. C.

Leggi tutto...

Scrivo queste righe a poca distanza da una stanza che ospita circa 30 persone che hanno dovuto abbandonare le loro case perché costantemente a rischio di attacchi da parte dell'esercito russo. Scrivo poco dopo che due uomini, in una base militare a migliaia di chilometri da questo Paese, hanno discusso della vita di migliaia di persone come delle clausole di un contratto immobiliare.

Leggi tutto...

Mykolaïv, ore 21:30, suona di nuovo l’allarme, il pensiero va subito a dove sarà l’attacco, a chi lo subirà, ad altre distruzioni e ad altri morti che andranno ad aggiungersi ad una lista senza fine.
Torniamo nel rifugio, ora più confortevole rispetto a tre anni fa, ma pur sempre un luogo “sottoterra”; la luce laggiù, in fondo al corridoio, sembra ogni giorno più vicina ma, invece, rimane fuori, lontana, come la Pace e la serenità.

Leggi tutto...