Oggi il cielo è grigio, fa abbastanza freddo e, a tratti, pioviggina.
Non sembra un giorno da festeggiare. Eppure lo è.
Alle tre di stanotte è iniziata una tregua nell’oblast di Kherson, per permettere l’arrivo degli aiuti umanitari e l’evacuazione volontaria dei civili dal villaggio di Oleshky, nella parte occupata della regione, oltre il fiume.
Abbiamo deciso di andare in centro con i nostri amici: M., V., A. e V..
Volevamo vedere parti della città che, a causa dei continui attacchi di artiglieria e dei droni che prendono di mira i civili, non è possibile frequentare normalmente.
Prima di partire, A. ci ha detto: «Mi sento strano, è incredibile. Non riesco a descrivere questa sensazione. È la prima tregua dall’inizio della guerra, più di quattro anni fa».





