Il 29 settembre scorso, durante la 63ª sessione del Consiglio ONU per i Diritti Umani, nel corso del Dibattito Generale sulla situazione dei diritti umani in Palestina, l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII (APG23) è intervenuta per denunciare la crescente violenza dei coloni e delle forze di occupazione israeliane in Cisgiordania.
Nel suo intervento, APG23 ha richiamato le parole dell’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani Volker Türk e ha richiamato l’attenzione sulla situazione di comunità come Masafer Yatta, colpite da violenze, sgomberi forzati, demolizioni, abitazioni incendiate, distruzione dei mezzi di sussistenza e attacchi contro chi presta soccorso e offre solidarietà.
Di fronte allo spettro della pulizia etnica, l’appello è chiaro: sostenere il popolo e le comunità palestinesi che resistono in modo nonviolento all’occupazione e alla violenza, fermare l’impunità e applicare pienamente il diritto internazionale e le risoluzioni delle Nazioni Unite.
IN PRIMO PIANO
Intervento al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite
Il 24 settembre 2026, nel corso della 63ª sessione del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, riunito a Ginevra, durante il dialogo con il Meccanismo di esperti sui Diritti dei Popoli Indigeni (che ha presentato lo studio sul diritti dei Popoli Indigeni in situazioni di conflitto e post conflitto), una rappresentante della Comunità Papa Giovanni XXIII ha portato all’attenzione dell’Assemblea la situazione del popolo Mapuche in Cile, richiamando le profonde ingiustizie che, da lungo tempo, segnano il rapporto tra le comunità Mapuche e lo Stato.
Hills Under Siege (versione inglese)
Violenza dei coloni israeliani e impunità sistemica in Masafer Yatta (2010-2025)
Basandosi sulla documentazione raccolta negli ultimi 15 anni di presenza sul campo, questo rapporto di Operazione Colomba esamina l'escalation di violenza perpetrata dai coloni israeliani contro le comunità palestinesi in Masafer Yatta, nelle colline a sud di Hebron.
Attraverso testimonianze dirette, fotografie, video e una raccolta sistematica di dati, il rapporto mette in luce i modelli di molestie, aggressioni, distruzioni ed espropriazioni, nonché la persistente impunità di cui godono i coloni israeliani presente nell'area.
Il rapporto analizza inoltre come la violenza dei coloni, il sostegno istituzionale e l'assenza di responsabilità contribuiscano allo sfollamento forzato delle comunità palestinesi nell'Area C della Cisgiordania.
Con una prefazione di Francesca Albanese, Relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967.
[Versione in lingua italiana disponibile a breve]
I nostri 13 anni tra Libano e Siria
Carlo sta rientrando dalla Siria, è l'ultimo volontario di Operazione Colomba presente nell'area e prima di prendere il volo passa dal Libano.
E' in Akkar, nel luogo in cui come Operazione Colomba siamo stati per circa 12 anni e da lì ci manda una foto: quella che vedete qui, sono solo pochi metri quadrati vuoti.
"La tenda non c'è più", ci scrive.
In effetti è così: resta solo un rettangolo con una vecchia colata di cemento e polvere. Questo è il posto in cui le "colombe" hanno vissuto diversi anni al fianco di chi scappava dalla guerra in Siria. Non è uno spazio molto grande, ma è un terreno che ha visto tantissima vita, umanità, sentimenti ed emozioni.
Istituzione del Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta
Lo scorso marzo è stata depositata in Cassazione una proposta di Legge di iniziativa popolare per l’istituzione del Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta.
L’obiettivo è la costituzione di un luogo istituzionale capace di indirizzare il contributo alla difesa civile, coordinando con le proprie autonomie le varie componenti oggi esistenti: il Servizio Civile, i Corpi Civili di Pace, la Protezione Civile, oltre a un ipotizzato Istituto di ricerca su Pace e Disarmo.
C’è tempo fino al 15 settembre per raggiungere le 50.000 firme necessarie!





