Situazione attuale e Attività volontari/e

Durante il mese di agosto è continuato il monitoraggio di arrivi e respingimenti portato avanti dalla ONG Aegean Boat Report, che ha contato 220 persone respinte illegalmente. Per quanto riguarda gli arrivi, la stessa ONG ha documentato l’arrivo di 1.190 persone e di 43 imbarcazioni.

In questo periodo estivo, la sospensione e la riduzione di numerosi servizi territoriali hanno contribuito ad aggravare le difficoltà quotidiane affrontate dalle persone in movimento. Per far fronte a questa temporanea carenza di servizi, diverse realtà e associazioni locali hanno fatto rete, organizzando momenti di confronto per comprendere le necessità emergenti delle persone in movimento che vivono in strada ad Atene.

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Secondo il rapporto di Refugee Support Aegean (RSA) e le stesse ammissioni del Ministero per la migrazione e l'asilo, Creta è diventata la principale porta di accesso in Grecia con il 70% degli arrivi. Sull'isola le condizioni sono pessime e non risulta sia stato attuato alcun tentativo di implementare l'accoglienza.

Lo stesso rapporto cita dati della Guardia costiera ellenica, nei quali emerge che la maggior parte delle persone in movimento proviene dal Bangladesh, dal Sudan e dall'Egitto e tra loro è presente un consistente numero di minori. RSA riporta anche la testimonianza della Croce Rossa, che ha documentato segni di percosse, ustioni, ipotermie e disidratazione tra le persone giunte a Creta.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Nel mese di giugno la novità più sensibile per quanto riguarda le persone in movimento è stata l’entrata in vigore del nuovo patto sulla migrazione e l’asilo dell’Unione Europea. Il Patto ha allarmato molto tutte le organizzazioni che si occupano di Diritti Umani poiché le nuove norme mineranno il Diritto d'asilo, facilitando ai Governi la possibilità di fare valutazioni affrettate delle richieste di protezione, limitando le garanzie nelle procedure di asilo e aumentando la frequenza e la durata della “detenzione” delle persone richiedenti asilo. Inoltre le dieci norme introdotte consentiranno anche il trasferimento dei migranti verso "Paesi terzi sicuri". Il provvedimento però, a differenza di quanto dichiarato dalla Commissione Europea, non risolve il peso sproporzionato che grava sulle nazioni di frontiera, ma permette agli Stati di finanziare barriere anziché forme di accoglienza per le persone in movimento.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Che si tratti di teoria o di pratica i Diritti delle persone in movimento, e delle organizzazioni a loro solidali, continuano inesorabilmente ad assottigliarsi.

Il 15 maggio gli Stati membri del Consiglio d’Europa hanno approvato una dichiarazione politica sulla migrazione con l’esplicito intento di diminuire le tutele nei confronti dei migranti, di cui gli stati nazionali avrebbero “l’innegabile Diritto sovrano di controllare l’ingresso e il soggiorno”. Tra i punti più controversi spicca un preoccupante allentamento della protezione contro la tortura e i trattamenti inumani e degradanti nei casi di rimpatrio verso Paesi ritenuti poco sicuri sotto questo aspetto.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Il mese di aprile si è aperto con una doppia tragedia in mare. Il 1° aprile diciotto persone sono annegate al largo della costa di Bodrum, nel sud-ovest della Turchia, dopo il naufragio del loro gommone diretto in Grecia. Nel frattempo, a largo dell’isola di Lampedusa, la guardia costiera italiana raggiungeva un barchino partito dalla Libia con a bordo 80 persone, da giorni alla deriva a causa della rottura del motore e delle pessime condizioni meteo. Tra i corpi semi congelati e tremanti per il freddo, c’erano 19 cadaveri, morti per ipotermia durante la traversata. Alla vigilia di Pasqua un’imbarcazione proveniente da Tajoura (Libia), si è ribaltata a causa delle condizioni meteo avverse. Il bilancio è terribile: solo 32 sopravvissuti, 71 dispersi e 2 corpi recuperati. Le acque libiche continueranno a restituire corpi per tutto il mese a testimonianza dei continui naufragi conseguenza del maltempo, della crudeltà dei trafficanti e della mancanza di un sistema europeo di ricerca e soccorso.

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