Situazione attuale e Attività volontari/e

Nel mese di giugno la novità più sensibile per quanto riguarda le persone in movimento è stata l’entrata in vigore del nuovo patto sulla migrazione e l’asilo dell’Unione Europea. Il Patto ha allarmato molto tutte le organizzazioni che si occupano di Diritti Umani poiché le nuove norme mineranno il Diritto d'asilo, facilitando ai Governi la possibilità di fare valutazioni affrettate delle richieste di protezione, limitando le garanzie nelle procedure di asilo e aumentando la frequenza e la durata della “detenzione” delle persone richiedenti asilo. Inoltre le dieci norme introdotte consentiranno anche il trasferimento dei migranti verso "Paesi terzi sicuri". Il provvedimento però, a differenza di quanto dichiarato dalla Commissione Europea, non risolve il peso sproporzionato che grava sulle nazioni di frontiera, ma permette agli Stati di finanziare barriere anziché forme di accoglienza per le persone in movimento.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Che si tratti di teoria o di pratica i Diritti delle persone in movimento, e delle organizzazioni a loro solidali, continuano inesorabilmente ad assottigliarsi.

Il 15 maggio gli Stati membri del Consiglio d’Europa hanno approvato una dichiarazione politica sulla migrazione con l’esplicito intento di diminuire le tutele nei confronti dei migranti, di cui gli stati nazionali avrebbero “l’innegabile Diritto sovrano di controllare l’ingresso e il soggiorno”. Tra i punti più controversi spicca un preoccupante allentamento della protezione contro la tortura e i trattamenti inumani e degradanti nei casi di rimpatrio verso Paesi ritenuti poco sicuri sotto questo aspetto.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Il mese di aprile si è aperto con una doppia tragedia in mare. Il 1° aprile diciotto persone sono annegate al largo della costa di Bodrum, nel sud-ovest della Turchia, dopo il naufragio del loro gommone diretto in Grecia. Nel frattempo, a largo dell’isola di Lampedusa, la guardia costiera italiana raggiungeva un barchino partito dalla Libia con a bordo 80 persone, da giorni alla deriva a causa della rottura del motore e delle pessime condizioni meteo. Tra i corpi semi congelati e tremanti per il freddo, c’erano 19 cadaveri, morti per ipotermia durante la traversata. Alla vigilia di Pasqua un’imbarcazione proveniente da Tajoura (Libia), si è ribaltata a causa delle condizioni meteo avverse. Il bilancio è terribile: solo 32 sopravvissuti, 71 dispersi e 2 corpi recuperati. Le acque libiche continueranno a restituire corpi per tutto il mese a testimonianza dei continui naufragi conseguenza del maltempo, della crudeltà dei trafficanti e della mancanza di un sistema europeo di ricerca e soccorso.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Durante il mese di marzo, gli arrivi via mare in Grecia sono stati in diminuzione rispetto all'inizio del 2026, in linea con quanto avvenuto anche negli anni precedenti. Secondo quanto riporta ABR, sulle isole greche vicine al confine con la Turchia sono arrivate 436 persone a bordo di 17 imbarcazioni, mentre a più di mille persone è stato impedito di arrivare a seguito dell’intercettazione da parte della Guardia Costiera turca.
A dieci anni dall’accordo tra Unione Europea e Turchia per fermare la cosiddetta “crisi migratoria” impedendo la partenza dalle coste turche di persone in movimento dirette in Europa, diverse organizzazioni internazionali hanno denunciato l’aumento della militarizzazione del mare e delle isole, un crescente uso della violenza e dei respingimenti illegali per evitare gli arrivi sulle coste europee, e l'aumento degli arresti arbitrari di persone in movimento. Per questa ragione, passare dalla Turchia è diventato sempre più costoso e complesso e così, soprattutto nel corso del 2025, la rotta che collega la Libia Orientale a Creta è emersa come la più utilizzata.

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Situazione attuale

Secondo Aegean Boat Report, in questo inizio del 2026 gli arrivi sulle isole dell’Egeo sono diminuiti del 59,9% rispetto al 2025, con un calo ulteriore tra gennaio e febbraio 2026 del 17,8%. L’ONG riporta che le persone partite dalla Turchia in direzione delle coste greche sono state 1.702, ma di queste solo 737 sono arrivate effettivamente a destinazione. Le restanti 965 sono state riprese dalla Guardia Costiera turca. Di queste, il 10,4% ha subito un pushback da parte della Guardia Costiera greca, ma probabilmente il numero è maggiore.
Il mese di febbraio è stato anche un mese tragico per quanto riguarda le morti in mare. 54 sono le persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere la Grecia, alla data di scrittura del presente report. Il 3 febbraio, al largo delle coste di Chios, 15 persone, tra cui donne e minori, hanno perso la vita dopo la collisione tra un barcone in gomma e una nave da pattugliamento della Guardia Costiera greca. Le dinamiche non sono ancora chiare e sono sotto indagine, ma è evidente come la versione ufficiale sia contestata dalle testimonianze dei sopravvissuti.

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