Situazione attuale

Secondo Aegean Boat Report, in questo inizio del 2026 gli arrivi sulle isole dell’Egeo sono diminuiti del 59,9% rispetto al 2025, con un calo ulteriore tra gennaio e febbraio 2026 del 17,8%. L’ONG riporta che le persone partite dalla Turchia in direzione delle coste greche sono state 1.702, ma di queste solo 737 sono arrivate effettivamente a destinazione. Le restanti 965 sono state riprese dalla Guardia Costiera turca. Di queste, il 10,4% ha subito un pushback da parte della Guardia Costiera greca, ma probabilmente il numero è maggiore.
Il mese di febbraio è stato anche un mese tragico per quanto riguarda le morti in mare. 54 sono le persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere la Grecia, alla data di scrittura del presente report. Il 3 febbraio, al largo delle coste di Chios, 15 persone, tra cui donne e minori, hanno perso la vita dopo la collisione tra un barcone in gomma e una nave da pattugliamento della Guardia Costiera greca. Le dinamiche non sono ancora chiare e sono sotto indagine, ma è evidente come la versione ufficiale sia contestata dalle testimonianze dei sopravvissuti.

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Situazione attuale

A gennaio, sulle coste delle isole greche del Mar Egeo, secondo i dati registrati da Agean Boat Report, sono arrivate 897 persone in movimento, mentre sono state respinte 43 barche con a bordo 1.038 persone. Tuttavia, il database dell’UNHCR, che considera anche gli arrivi su altre isole, incluse Creta e Gavdos, segnala l’arrivo via mare di 1.222 persone e di 720 persone via terra. Gli arrivi via mare sono i più bassi degli ultimi 12 mesi, in linea con la tendenza evidenziata da Frontex per cui gli sbarchi irregolari sulla rotta dell’Egeo sono diminuiti del 27% nel 2025. Non è detto, però, che alla diminuzione degli arrivi corrisponda necessariamente una diminuzione delle partenze: il forte maltempo causato dal ciclone Harry potrebbe avere causato la morte di un migliaio di persone in movimento che in quei giorni hanno provato ad attraversare il Mediterraneo.

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Situazione attuale

Nel mese di dicembre l’agenzia indipendente di monitoraggio Aegean Boat Report ha registrato l’arrivo di 1.606 persone in movimento sulle isole greche del Mar Egeo, un dato in forte calo rispetto allo stesso periodo del 2024, quando gli arrivi erano stati 3.981. Tuttavia, il database dell’UNHCR ha riportato 4.714 arrivi via mare complessivi in Grecia nel mese di dicembre. In attesa delle statistiche ufficiali della Guardia Costiera greca, le principali testate giornalistiche hanno segnalato l’arrivo di circa 3.000 persone sulle isole di Creta e Gavdos, confermando anche nel mese di dicembre la preferenza emersa nell’arco di tutto l’anno per la rotta meridionale, che collega la Libia orientale all’isola di Creta, piuttosto che la tradizionalmente più utilizzata rotta del Mare Egeo che bagna Turchia e Grecia. 
In particolare, proprio a ridosso delle festività natalizie si è registrato un nuovo picco di partenze lungo il corridoio meridionale: nell’arco di pochi giorni, circa 830 persone sono state soccorse dalla Guardia Costiera greca e da Frontex al largo di Creta e Gavdos. Nello stesso tratto di mare, tuttavia, si è consumata una grave tragedia: il 13 dicembre un gommone è naufragato, causando la morte accertata di 17 persone, mentre 15 risultano disperse e solo due sopravvissuti sono stati tratti in salvo da un peschereccio.

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Situazione attuale

Il mese di novembre è stato segnato da un’importante diminuzione degli sbarchi di persone in movimento in Grecia: la ONG Aegean Boat Report ha segnalato l’arrivo sulle isole greche dell’Egeo di 966 persone, su 30 imbarcazioni. Il calo dei numeri è in parte fisiologico, con l’arrivo del freddo e del maltempo, ma quest’anno è stato particolarmente netto. Basti pensare che ad ottobre gli arrivi sulle isole erano stati 2.276, mentre nel novembre del 2024 erano sbarcate 6.401 persone. In generale, il numero degli arrivi via mare è il più basso registrato negli ultimi due anni. Oltre che al minor numero di partenze dalla Turchia, questo potrebbe essere dovuto all’aumento dei respingimenti, che in questo mese sono stati quasi il doppio degli arrivi: Aegean Boat Report ha segnalato che sono state 1.710 le persone in movimento intercettate e respinte a novembre.
In uscita dalla Grecia, invece, diversi segnali fanno pensare che si sia riaperta la rotta via terra che parte dal confine con la Macedonia e attraversa i Balcani per raggiungere gli Stati dell’Europa Occidentale. La rotta balcanica non si era mai chiusa, ma negli ultimi anni aveva segnato un netto calo: le persone in movimento continuavano a lasciare la Grecia ma lo facevano soprattutto in aereo, utilizzando documenti falsi o sfruttando la possibilità di muoversi dopo aver ricevuto la protezione internazionale. Il fatto che ora i passaggi via terra siano tornati ad aumentare può essere dovuto al rallentamento dei processi di asilo, seguito alla riforma del Diritto di asilo di settembre.

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Situazione attuale

Nel mese di ottobre Aegean Boat Report ha rilevato l’arrivo di 2276 persone sulle isole del Mar Egeo e il respingimento verso le coste turche di 31 imbarcazioni con a bordo 942 persone. Inoltre sono 31 le persone che sono morte nel tentativo di raggiungere l’Europa, a cui si aggiungono almeno 5 dispersi. Secondo la denuncia di Aegean Boat Report in seguito al naufragio del 14 ottobre nelle vicinanze di Rodi, le morti che stanno avvenendo vedono come responsabile anche l’azione della stessa Guardia Costiera Greca. Inoltre, la stessa ONG, segnala come i respingimenti illegali continuino ad essere sempre molto violenti nei confronti delle persone in movimento provenienti dalla Turchia. Ultimo esempio quello avvenuto il 25 ottobre nel quale i passeggeri sono stati respinti anche mediante la minaccia di una pistola e violenti colpi su viso e corpo.

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