Situazione attuale
Nel mese di marzo Aegean Boat Report ha registrato l’arrivo di 1.911 migranti sulle coste greche ed ha riportato che la guardia costiera turca ha intercettato 61 imbarcazioni, bloccando un totale di 1.379 persone. La stessa ONG ha poi segnalato il respingimento illegale di due imbarcazioni, con a bordo 55 persone, che avevano già raggiunto le acque greche.
Sul versante politico, la lotta all’immigrazione illegale e l’aumento dei respingimenti sono diventati il cavallo di battaglia del neoeletto Ministro per l’immigrazione Makis Voridis, che promette una stretta anche sulla gestione dei migranti legalmente residenti nel Paese.
In questo contesto, la delibera del Consiglio di Stato greco di annullare una precedente decisione ministeriale che designava la Turchia come “Paese terzo sicuro” per le persone provenienti da Siria, Afghanistan, Somalia, Pakistan e Bangladesh è stata accolta dai Difensori dei Diritti Umani come un importante passo avanti.
Tuttavia, la situazione nei campi resta allarmante. In particolare, a Ritsona, l’isolamento prolungato del campo continua a limitare l’accesso ai servizi essenziali, rendendo difficile per i residenti raggiungere l’ospedale. Sono stati registrati numerosi casi di persone con gravi patologie, bisognose di cure settimanali, impossibilitate a raggiungere l’ospedale e costrette a sostenere da sole le spese di trasporto.
A livello internazionale, la nuova regolamentazione proposta dalla Commissione Europea per facilitare l’espulsione dei migranti irregolari, la sospensione del diritto d’asilo per i migranti provenienti dalla Bielorussia decisa dalla Polonia e la conversione dei centri in Albania in Centri per il Rimpatrio, voluta dal Consiglio dei Ministri italiano, riflettono un clima di crescente ostilità verso le persone in movimento.



