Situazione attuale
Durante le ultime settimane è diminuito sensibilmente il numero di residenti all’interno del campo di Ritsona in quanto la stagione estiva offre diverse opportunità lavorative in agricoltura e nel turismo. Molte persone inoltre hanno lasciato il campo per viaggiare lungo la rotta balcanica, sperando di raggiungere altri Paesi dove poter ricevere una forma di protezione.
A luglio, infatti, in Grecia sono aumentati i casi di persone che hanno ricevuto il rigetto alla domanda d’asilo. Nelle ultime settimane si è osservato che le interviste vengono svolte direttamente presso i campi e non più presso gli uffici del Ministero della migrazione e asilo, e in modalità remota, come nei campi nel nord.
In generale, con l’aumento delle temperature le condizioni di vita all’interno dei campi in Grecia diventano sempre più difficili, in particolare sulle isole.
Rispetto agli arrivi via mare, particolarmente grave risulta la situazione sull’isola di Rodi: molte associazioni hanno ricevuto segnalazioni da persone che sono arrivate tramite sbarco sull’isola e che al loro arrivo non hanno ricevuto alcun tipo di aiuto da parte delle autorità competenti. Sono centinaia le persone, compresi anziani e bambini, che dormono per le strade di Rodi senza alcun tipo di supporto.
Ad Atene, in generale, è molto grave la marginalizzazione e la difficoltà di accesso ai servizi sociali per le persone straniere. L’assenza di mediatori culturali e linguistici all’interno di uffici pubblici volti alla tutela dei cittadini (ospedali, centri antiviolenza, servizi sociali) preclude l’accesso a servizi di protezione ed aiuto aumentando la vulnerabilità e l’esposizione a forme di violenza di genere ed abusi, in particolare per donne sole e bambini.
Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari e le Volontarie
I volontari e le volontarie hanno svolto, durante il mese di luglio, un viaggio di monitoraggio a Lesbo. A seguito di un confronto con gli attivisti presenti sull’isola, è emerso che nel campo di Mavrovouni, a Mytilene, le persone che ricevono lo status di rifugiato non hanno più diritto a ricevere cibo ed acqua, all’interno del campo, a partire dal giorno successivo del riconoscimento della protezione internazionale.



