Situazione attuale

Il mese di novembre è stato segnato da un’importante diminuzione degli sbarchi di persone in movimento in Grecia: la ONG Aegean Boat Report ha segnalato l’arrivo sulle isole greche dell’Egeo di 966 persone, su 30 imbarcazioni. Il calo dei numeri è in parte fisiologico, con l’arrivo del freddo e del maltempo, ma quest’anno è stato particolarmente netto. Basti pensare che ad ottobre gli arrivi sulle isole erano stati 2.276, mentre nel novembre del 2024 erano sbarcate 6.401 persone. In generale, il numero degli arrivi via mare è il più basso registrato negli ultimi due anni. Oltre che al minor numero di partenze dalla Turchia, questo potrebbe essere dovuto all’aumento dei respingimenti, che in questo mese sono stati quasi il doppio degli arrivi: Aegean Boat Report ha segnalato che sono state 1.710 le persone in movimento intercettate e respinte a novembre.
In uscita dalla Grecia, invece, diversi segnali fanno pensare che si sia riaperta la rotta via terra che parte dal confine con la Macedonia e attraversa i Balcani per raggiungere gli Stati dell’Europa Occidentale. La rotta balcanica non si era mai chiusa, ma negli ultimi anni aveva segnato un netto calo: le persone in movimento continuavano a lasciare la Grecia ma lo facevano soprattutto in aereo, utilizzando documenti falsi o sfruttando la possibilità di muoversi dopo aver ricevuto la protezione internazionale. Il fatto che ora i passaggi via terra siano tornati ad aumentare può essere dovuto al rallentamento dei processi di asilo, seguito alla riforma del Diritto di asilo di settembre.

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Situazione attuale

Nel mese di ottobre Aegean Boat Report ha rilevato l’arrivo di 2276 persone sulle isole del Mar Egeo e il respingimento verso le coste turche di 31 imbarcazioni con a bordo 942 persone. Inoltre sono 31 le persone che sono morte nel tentativo di raggiungere l’Europa, a cui si aggiungono almeno 5 dispersi. Secondo la denuncia di Aegean Boat Report in seguito al naufragio del 14 ottobre nelle vicinanze di Rodi, le morti che stanno avvenendo vedono come responsabile anche l’azione della stessa Guardia Costiera Greca. Inoltre, la stessa ONG, segnala come i respingimenti illegali continuino ad essere sempre molto violenti nei confronti delle persone in movimento provenienti dalla Turchia. Ultimo esempio quello avvenuto il 25 ottobre nel quale i passeggeri sono stati respinti anche mediante la minaccia di una pistola e violenti colpi su viso e corpo.

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Situazione attuale

Nel mese di settembre Aegean Boat Report ha riportato l’arrivo di 2.248 persone a bordo di 67 imbarcazioni e il respingimento verso la Turchia di 28 imbarcazioni con a bordo 806 persone sulle coste delle isole dell’Egeo. Tuttavia, questi dati non includono gli arrivi sulle isole di Creta e Gavdos (che si trovano infatti nel Mare Levantino) dove non sono presenti organizzazioni indipendenti che si occupino di monitorare regolarmente gli sbarchi e i respingimenti, rendendo così difficile reperire dati precisi su questi fenomeni. È però significativo riportare che secondo l’ultimo aggiornamento dell’UNHCR risalente al 28 settembre, le persone arrivate in Grecia via mare nel mese di settembre sarebbero in totale 3.795, mentre alcune testate giornalistiche riportano, rispettivamente nelle date del 15 e del 23 settembre, gli sbarchi di 800 e 145 persone a Creta e Gavdos. Sembrerebbe quindi che nonostante un iniziale declino negli arrivi dovuto alla sospensione del Diritto di asilo entrata in vigore a luglio scorso, la recente rotta su Creta continui ad essere utilizzata dalle persone in movimento. Al contempo, la protratta impreparazione della gestione dell’accoglienza inizia ad emergere anche dalle autorità preposte, come nel caso del comunicato in cui la Guardia Costiera di Chania denuncia le proprie condizioni lavorative nel centro di accoglienza temporaneo di Agia.

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Situazione attuale

Nel mese di agosto, la ONG Aegean Boat Report ha segnalato l’arrivo sulle coste greche di 2.079 persone, su 71 imbarcazioni. I numeri sono inferiori rispetto a quelli registrati a luglio e, soprattutto, rispetto alle cifre dello scorso anno: nello stesso mese del 2024 gli arrivi erano stati 5.447. Sono state invece 2.632 le persone respinte verso le coste turche. Durante tutto il mese, la sospensione del diritto di asilo per le persone che arrivano in Grecia attraversando il Mediterraneo dal nord Africa è restata al centro del dibattito sulle migrazioni. Mentre il Governo ha continuato ad elogiare la nuova legge, che con ogni probabilità ha contribuito al netto calo degli arrivi, diverse organizzazioni hanno criticato la misura e hanno sollevato dei dubbi sulla legalità della norma. Nel concreto, tuttavia, non è cambiato nulla: le persone in movimento che partono dalla Libia e giungono a Creta e a Gavdos hanno continuato ad essere portate nei Pre-Removal Detention Center (i centri per rimpatrio) senza poter presentare la domanda di protezione internazionale. Fino ad ora, però, nessuna persona è stata rimpatriata.

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Situazione attuale

Nel mese di luglio Aegean Boat Report ha registrato l’arrivo di 2.435 persone sulle isole del Mar Egeo, mostrando un evidente aumento rispetto al mese precedente.

La tratta che unisce Tobruck, in Libia orientale, con Creta e Gavdos rimane al centro del fenomeno migratorio in Grecia. Gli arrivi sulle due isole da gennaio fino ad oggi sono di 10.688 persone su un totale di 25.421 ingressi in tutto il Paese.

Lo scorso anno gli arrivi a Creta e Gavdos erano stati 5.161.

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