Situazione attuale
Le continue tensioni politiche e militari interne ed esterne al Paese riflettono l’instabilità e complessità del progetto politico di Petro della “Paz Total”. Gli attacchi degli Stati Uniti sulla costa caraibica difronte al Venezuela a presunte barche che trasportavano droga e le accuse di Trump contro Maduro e Petro, qualificandoli come leader narcotrafficanti, aumentano la tensione a livello internazionale. Gli attacchi americani, già definiti dall’Alto Commissariato dell’ONU come esecuzioni extra giudiziarie, rappresentano una minaccia anche per la Colombia che è entrata nella fase pre-elettorale (il candidato per il Pacto Historico alle prossime presidenziali sarà Ivan Cepeda), un Paese nel quale continuano numerosi gli scontri a fuoco tra i diversi gruppi armati illegali e la forza pubblica. In particolare gli scontri tra la dissidenza del fronte 36 delle FARC e il Clan del Golfo (o EGC) mantengono una situazione di violenza impressionante causando, come nel caso di Briceño, in Antioquia, lo sfollamento di 22 villaggi con un totale di quasi 2.000 persone costrette a fuggire nel centro urbano della regione, generando una grave crisi umanitaria dovuta alle difficoltà di soccorrere questa moltitudine di persone.
Nel primo semestre del 2025, secondo il rapporto della ONG “Programa Somos Defensores”, sono stati assassinati 78 attivisti, praticamente uno ogni due giorni e mezzo. Ad essi si aggiungono 308 aggressioni a leader sociali, persone difensore dell’ambiente, popolazione contadina e indigena, attraverso minacce, sparizioni (14 persone), sfollamenti forzati (30 persone) e 22 attentati soprattutto nelle regioni del Cauca, Antioquia, Santander e Valle del Cauca: la maggioranza di questi delitti sono stati perpetrati da gruppi armati illegali.
Tra ottobre e novembre si sono recati in Europa, per raccontare e denunciare il difficile cammino per la pace in Colombia, alcuni rappresentanti della Comunità di Pace di San José de Apartadó. In particolare José Roviro Lopez, leader contadino e Difensore dei Diritti Umani e dell’Ambiente è stato presente all’Assemblea ONU dei Popoli a Perugia lo scorso 9 ottobre accompagnato da Operazione Colomba in collaborazione con la Rete italiana di Solidarietà Colombia Vive! e il Comune di Narni.
Durante la sua permanenza in Italia, José Roviro ha partecipato a numerosi incontri sia pubblici che istituzionali in varie città italiane: Narni, Assisi, Fidenza, Forlì, Parma, Pordenone, Padova, Mestre (Venezia), Vicenza, Rovereto, Cuggiago (Como), dove ha parlando di Diritti Umani, Giustizia e Nonviolenza. Il leader campesino è stato poi ospite a Ginevra dai membri dell’ufficio internazionale di advocacy dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII che lo hanno accompagnato ad alcuni incontri bilateri con funzionari delle Nazioni Unite e a portare il suo intervento durante il dibattito generale della 12a sessione del Meccanismo di esperti sul Diritto allo sviluppo, con focus sul ruolo delle organizzazioni della società civile nella realizzazione del Diritto allo sviluppo a livello di base.
Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari e le Volontarie
Ottobre è stato un altro mese di intenso accompagnamento per i volontari/e di Operazione Colomba che, attraverso le azioni di protezione e monitoraggio, permettono ai membri della Comunità di Pace di continuare a svolgere le loro attività agricole e non solo. La situazione riguardo la sicurezza nel territorio rimane complessa e preoccupante come descritto attraverso l’ultima Costancia della CdP. La continua presenza di attori armati illegali negli spazi della Comunità e le minacce dirette ai suoi leader, mantengono l’allerta elevata e rimarcano la complessità della costruzione della pace in un tessuto sociale laddove gli interessi personali ed economici prevaricano sul Diritto alla vita e alla terra.
Si avvicina il tempo per la popolazione contadina della raccolta del cacao che speriamo possa essere fruttuosa anche se il clima estremamente piovoso preannuncia danni a questo tipo di coltivazioni oltre che aver causato ultimamente in varie regioni forti inondazione, come quella avvenuta nella regione limitrofa ad Antioquia, nel Chocò, dove oltre 20.000 famiglie sono state colpite a causa dello straripamento del fiume Atrato.
Infine un ringraziamento a Stefania che ha concluso il suo periodo di condivisione a San Josecito.