Situazione attuale
All’inizio del nuovo anno è stato annunciato dal Presidente Gustavo Petro un Accordo tra cinque gruppi armati che prevede un cessate il fuoco bilaterale della durata di sei mesi. Camilo Gonzalez Posso, direttore della ONG Indepaz, ha riferito che la Colombia è di fronte ad un fatto “straordinario”. Il 4 gennaio però, il governo ha annunciato la sospensione del cessate il fuoco con il gruppo guerrigliero “Esercito di Liberazione Nazionale” (ELN), dopo che i suoi rappresentanti hanno negato l’esistenza di un Accordo per contenere le ostilità. L’11 gennaio si è tenuto il Consiglio di Sicurezza dell’ONU durante il quale Carlos Ruiz Massieu, capo della Missione di Verifica ONU in Colombia, si è compiaciuto col governo per gli audaci passi finora intrapresi e, allo stesso tempo, ha deplorato la continua violenza perpetrata contro comunità, leader sociali ed ex membri delle FARC-EP, a distanza di sei anni dalla firma dell’Accordo di Pace. Inoltre, è stata sottolineata la necessità di implementare in modo coordinato le dispozioni previste dall’Accordo sul tema della sicurezza. Continua la violenza anche nella zona rurale della città di Buenaventura dove, nonostante il cessate il fuoco, sono circa 9.000 le persone sfollate e/o isolate, senza accesso a internet e con le scuole distrutte, a causa dei persistenti combattimenti tra la dissidenza delle FARC-EP, l’ELN e il gruppo neo paramilitare delle AGC. Dagli Stati Uniti è arrivata la notizia che Dairo Antonio Úsuga David, alias Otoniel, capo del gruppo neo paramilitare delle AGC (o Clan del Golfo), si è dichiarato colpevole rispetto alle accuse di narcotraffico per le quali è sotto processo. Il 24 gennaio, Gloria Cuartas Montoya si è ufficialmente insediata come Direttrice della Unidad de Implementación del Acuerdo de Paz. Dopo la nomina, Gloria Cuartas ha commentato: “l’implementazione di questo Accordo, che pone al centro le vittime del conflitto armato, si realizza partendo dai territori e con i territori per essere un gran contributo alla Paz Total. L’implementazione implica grandi sfide che, senza dubbio, ci assumiamo perchè crediamo che la pace sia possibile e perchè gli impegni dell’Accordo sono irreversibili”.



