Situazione attuale

Siria

Secondo quanto reso pubblico dall’UNHCR, ad oggi sono circa 1,7 milioni i siriani “sfollati interni” che sono potuti ritornare nelle proprie zone di provenienze.

Sono circa 850.000, invece, i siriani ritornati dai Paesi limitrofi, di cui circa 400.000 dalla Turchia e 200.000 dal Libano.

Per quanto riguarda il supporto alla ripresa del Paese, gli investimenti maggiori, tendenzialmente privati, stanno provenendo da Qatar, Arabia Saudita e USA e riguardano soprattutto infrastrutture strategiche quali aeroporti, porti e approvvigionamento di risorse per alimentare il fabbisogno energetico. Tuttavia, sono crescenti le apprensioni per l’entourage di persone che rivestono ruoli chiave nella gestione della conclusione di accordi economici importanti per affrontare questioni cruciali per tutta la popolazione siriana.

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Situazione attuale

Siria

Nel mese di luglio la Siria è stata travolta da una nuova ondata di violenze, con epicentro nella provincia meridionale di Suwayda, abitata in maggioranza dalla comunità drusa. La scintilla di tutto, il 13 luglio, è stata un episodio di reciproci rapimenti tra drusi e tribù beduine, ma in poche ore la tensione si è trasformata in scontri armati con armi pesanti. Le forse del governo transitorio sono intervenute per ristabilire l’ordine, ma la loro presenza ha aggravato la crisi portando a esecuzioni di civili drusi disarmati, costretti a dichiarare la loro religione prima di essere uccisi. Testimoni riferiscono anche di arresti arbitrari e perquisizioni casa per casa da parte delle forze governative. Il 15 del mese è stato raggiunto un fragile cessate il fuoco, presto infranto. Il giorno successivo Israele ha lanciato raid su Damasco, colpendo il Ministero della Difesa e aree vicine al palazzo presidenziale, dichiarando di voler difendere i drusi e inviare un segnale al governo. I giorni seguenti hanno visto la città di Suwayda sottoposta a un blocco totale di cibo, carburante e medicine, mentre ONG e ONU denunciavano gravi crimini di guerra. Il 19 luglio è stato annunciato un nuovo cessate il fuoco, ma anche in questi caso le violenze e le tensioni sono continuate. Parallelamente, il 25 luglio le forze siriane e curde, con il sostegno della coalizione internazionale, hanno condotto un’operazione contro l’ISIS ad Al-Bab, eliminando un leader del gruppo.

Sul fronte diplomatico, il 26 si sono tenuti a Parigi dei colloqui a cui hanno partecipato Siria, Israele e Stati Uniti, senza risultati concreti ma con la proposta di inviare osservatori internazionali. A fine mese, il bilancio era pesante: centinaia di civili uccisi, tra cui donne e bambini, infrastrutture distrutte e una crisi umanitaria che ha riportato il sud della Siria in una condizione di guerra aperta.

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Situazione attuale

Siria

Man mano che si entra nel merito delle principali questioni da affrontare per il recupero e la ricostruzione del Paese, emergono diversi scenari a cui far fronte come la sicurezza alimentare.

Il quadro preoccupante dei dati OCHA rivela che la denutrizione colpisce un siriano su 3. A questa situazione, dovuta prevedibilmente dalla guerra, le sanzioni e lo scarso accesso al cibo, acqua potabile e acqua pulita per produzione alimentare, si aggiunge anche la crisi del grano e un’aspra siccità.

L’evento più allarmante, non solo per entità, ma anche per le prospettive di tenuta e coesione della Siria, riguarda l’attentato alla chiesa di Sant’Elia, nel quartiere di Dweila a Damasco, che ha mietuto 25 vittime e circa 60 feriti colpendo in realtà su più fronti. Una delle più antiche comunità cristiane del mondo, già erosa da 2 milioni a 500.000 cristiani, si ritrova spaventata dal repentino cambio di equilibri di potere e dalla potenziale deriva islamista.

In questo senso, le tensioni e violenze confessionali rimangono uno dei principali nervi scoperti del nuovo corso post regime. Inoltre, i fautori dell’attacco, un tempo alleati delle forze del nuovo governo centrale, dimostrano come persista un non pieno controllo delle forze governative, soprattutto relativamente ad alcune sacche di malcontento armato in quello che era il fronte ribelle.

Continuano le incursioni dei soldati israeliani nel sud ovest, a Quneitra e Beit Jinn. Le violazioni arbitrarie del suolo siriano vengono motivate da presenza di depositi di armi e di militanti armati, portando così all’ingresso di truppe che raggiungono anche un centinaio di uomini. 

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Situazione attuale

Siria

Maggio per la Siria è stato un mese caratterizzato da aperture diplomatiche e riforme, ma allo stesso tempo di sfide legate alla sicurezza e alla sopravvivenza economica.

Le relazioni con Israele hanno vissuto una fase di complessa evoluzione, caratterizzata da tensioni militari e tentativi di dialogo diplomatico. Dopo l’attacco aereo israeliano di inizio mese vicino al palazzo presidenziale di Damasco, si sono registrati segnali di apertura diplomatica tra i due Stati. Grazie alla mediazione degli Emirati Arabi Uniti e degli USA, si sono verificati dei colloqui diretti con l’obiettivo di ristabilire l’accordo di cessate il fuoco del 1974 e prevenire ulteriori escalation.

Sul piano internazionale da segnalare l’incontro avvenuto il 14 maggio tra Trump e il Presidente Ahmad al-Sharaa, che rappresenta un importante passo verso la normalizzazione delle relazioni tra Stati Uniti e Siria. A seguito di questo incontro, infatti, sono state revocate la maggior parte delle sanzioni economiche americane nei confronti del Paese; così come è stato fatto anche dall’UE.

Nonostante questi segnali positivi, la sicurezza rimane fragile. Il 30 maggio lo Stato Islamico ha rivendicato un attentato contro un veicolo militare siriano nella provincia di Suwayda, primo attacco ufficiale contro il nuovo governo.

Infine, dal punto di vista economico, l’annuncio dell’abolizione dei sussidi agricoli ha sollevato forti preoccupazioni, soprattutto a causa della siccità persistente e della crisi alimentare in corso.

Libano

Il mese di maggio è stato caratterizzato dallo sprint finale delle campagne elettorali: per la prima volta in quasi un decennio, i cittadini libanesi si sono recati alle urne per eleggere consigli municipali e i mokhtar.

La necessità di movimentare l’esercito, al fine di garantire la sicurezza e prevenire eventuali scontri confessionali, ha fatto sì che le elezioni si svolgessero nell’arco delle 4 domeniche del mese, ciascuna adibita ad una zona prestabilita. Analizzando la media nazionale, l’affluenza è stata inferiore rispetto all’ultima tornata elettorale. Tuttavia, può essere rilevante considerare che circa 1/5 delle sezioni sono state assegnate per acclamazione.


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Situazione attuale

Siria

L’UNHCR stima che da inizio marzo sono oltre 21.000 i siriani che si sono rifugiati in Libano per sfuggire ai massacri che si sono verificati sulla costa di Latakia e Tartus ai danni della minoranza Alawita.

In questo senso, il bilancio di 1.500 morti civili continua ad aggiornarsi poiché le violenze settarie si verificano anche nelle aree circostanti e si estendono anche nella città di Homs, dove si verificano assalti mirati contro gli Alawiti, mietendo ulteriori vittime. Un altro inquietante tratto di questa situazione è il rapimento di 62 donne e ragazze Alawite scomparse nel nulla.

A distanza di poco meno di due mesi dal massacro degli Alawiti, si verificano nuovi scontri che questa volta interessano la zona a Sud di Damasco, precisamente a Jaramana e Sehnaya. In questa zona, storicamente a prevalenza Drusa, si sono verificati aspri scontri armati tra milizie sunnite che sembrano sfuggire al controllo delle cosiddette nuove forze di sicurezza governative di Damasco e miliziani drusi delle forze locai. Quelle stesse forze con cui si era raggiunto un accordo per integrarle nelle fila governative. Risulta evidente che la strada per l’unità e per riportare sotto il controllo anche frange armate affini al nuovo governo di Damasco, sembra lungi dall’essere raggiunta.

Rimane aperto il quesito se esista la volontà di raggiungere questa unità fino in fondo o se venga lasciato margine di manovra a queste frange armate fuori dal controllo governativo, minando così alle basi le prospettive del Paese.
In questa situazione, Israele continua a martoriare la terra e la popolazione siriana attraverso attacchi gravissimi che mietono vittime civili e colpiscono obiettivi sensibili, prendendo a pretesto la competizione con la Turchia che si gioca sulla pelle dei siriani e questa sedicente postura di protettore della minoranza drusa.

Libano

Nel mese di aprile le tensioni al confine meridionale con Israele sono continuate in violazione del cessate il fuoco di novembre. A seguito del lancio di razzi dal Libano, Israele ha intensificato le operazioni, colpendo soprattutto Beirut e la valle della Bekaa, in risposta agli attacchi di Hezbollah. Il Ministro della Difesa israeliano Katz ha minacciato ulteriori ritorsioni se gli attacchi dovessero continuare.

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