COMUNICATO STAMPA 15/6/21
1,5 milioni di profughi vivono senza futuro.
Detlef Seif ad Operazione Colomba: «L'Unione Europea insieme alle Nazioni Unite dovranno lavorare per creare delle zone umanitarie in Siria».
Lunedì 14 giugno rappresentanti di Operazione Colomba hanno partecipato a Bruxelles alla Seconda conferenza interparlamentare di alto livello su Migrazione e Asilo, ospitata congiuntamente dal Parlamento europeo e portoghese.
«In Libano sono presenti 1,5 milioni di rifugiati siriani su una popolazione di neanche 6 milioni di persone — ha dichiarato Alberto Capannini, responsabile di Operazione Colomba in Libano —. È una situazione esplosiva che continua a peggiorare. I rifugiati sono stretti in una morsa. Da un lato vivono in un paese in piena crisi politica ed economica, con un tasso di inflazione stellare che distrugge il potere d'acquisto delle famiglie. Dall'altro non possono tornare in una Patria che è ancora sotto il ferreo controllo dei signori della guerra. Vivono senza futuro».

Operazione Colomba, corpo Civile di Pace dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, è presente in Libano nella regione dell'Akkar, sul confine con la Siria: condividiamo la difficile situazione dei profughi siriani cercando di dare loro supporto, protezione e lavorando con loro per una possibile prospettiva di Pace in Siria e quindi per aprire alla possibilità di un rientro in Siria in sicurezza. Collaboriamo stabilmente con la Comunità di Sant'Egidio nell'attivazione dei Corridoi Umanitari e per la predisposizione delle accoglienze in Italia.



