Situazione attuale

Siria

La guerra dimenticata in Siria va avanti.
Il 5 ottobre, a Homs, durante una cerimonia per la promozione di alcuni ufficiali dell’esercito siriano, un attacco effettuato con un drone ha causato la morte di più di 100 persone. L’attacco non è stato rivendicato (destando molti dubbi tra siriani ed esperti), ma il regime ha reagito conducendo intensi bombardamenti nella zona a nord-ovest di Idlib, area fuori dal suo controllo. I duri attacchi del regime siriano e dei russi sono andati avanti per tutto il mese, colpendo indiscriminatamente aree civili e densamente popolate e danneggiando diverse infrastrutture. Durante gli attacchi, sono state utilizzate anche bombe a grappolo e munizioni incendiarie. Nelle aree governative, principalmente nel governatorato di Sweida, le manifestazioni pacifiche contro il regime sono proseguite per il terzo mese consecutivo. L’ultima notizia rilevante è che l’11 ottobre è stato aperto al tribunale dell’Aia il processo contro le torture commesse dal regime siriano di Assad. Si tratta di un evento molto importante, perché per la prima volta il regime viene portato davanti ad un tribunale internazionale, in seguito alla violazione della Convenzione ONU contro la tortura, firmata dallo stesso Paese nel 2004.

Libano

Il Libano questo mese è stato coinvolto dalle conseguenze dell’attacco di Hamas in Israele del 7 ottobre. Fin da subito il partito e milizia armata libanese Hezbollah, presente in modo particolare nel sud del Paese, ha espresso solidarietà ad Hamas e avversione nei confronti di Israele, da loro considerato come un avamposto statunitense all’interno del mondo islamico.
Sul confine tra Libano e Israele fin da subito si è verificata un’intensificazione degli scontri, scambi di razzi e colpi di artiglieria. Alcuni villaggi, su entrambi i fronti, sono stati evacuati.
Secondo alcuni media libanesi e alcune ONG internazionali, Israele ha utilizzato bombe al fosforo che hanno portato a numerose morti, oltre che un danno ambientale importante, stimato in 450 ettari di terra bruciata. Per ora si parla di un’escalation controllata, ma a sud del fiume Litani la tensione resta molto alta.
Un intervento deciso di Hezbollah nel conflitto, con un conseguente allargamento dello stesso al territorio del Libano, potrebbe avere degli effetti devastanti anche sull’economia Paese, ormai al collasso a causa della peggiore crisi finanziaria della sua storia. Secondo l’ONU, infatti, l’80% della popolazione vive dal 2020 sotto la soglia di povertà e il Paese non riuscirebbe minimamente a sostenere le spese per i danni che una guerra provocherebbe.

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Situazione attuale

Siria

Sono costanti i tentativi di migliaia di Siriani di entrare in Libano per scappare da un Paese invivibile in termini di sicurezza e incolumità personale, Diritti Umani e impossibilità di approvvigionamento delle risorse basilari per la vita quotidiana, dalla sicurezza alimentare all’energia elettrica. Ma circostanze estreme hanno atteso i Siriani che hanno provato ad attraversare il confine con il Libano, dove ad attenderli ci sono ormai da tempo mine antiuomo che hanno causato vittime e un esercito che ha eseguito arresti di massa, violenze e colpi d’arma da fuoco.
Alla luce degli ultimi sviluppi in Siria, la frammentazione del Paese si mostra a due facce: da una parte le proteste per le condizioni di vita della popolazione deteriorate portano in piazza un popolo che prova a superare le divisioni etno-confessionali, dall’altra, specialmente a est del Paese, è evidente come le logiche claniche facciano ancora presa quando si tratta di rispondere alla chiamata alle armi.

Libano

In un Libano in cui la popolazione è in balia di Istituzioni assenti o in mano a leve di potere che giostrano il loro funzionamento in base agli interessi politici, le fasce più sensibili e vulnerabili della società sono sotto costante attacco.
In questo senso, la libertà di espressione, sia personale che nel campo dell’informazione, è bersagliata ormai costantemente.
La comunità LGBTQ+ subisce apertamente delle vere e proprie spedizioni punitive intimidatorie e violente attraverso aggressioni in luoghi pubblici da parte di gruppi armati autogestiti che ormai pattugliano determinati quartieri, soprattutto di Beirut. Questo fenomeno relativamente nuovo si sostanzia in gruppi armati che pretendono di preservare la sicurezza e la morale nella loro area di riferimento. La propaganda e le azioni di questi gruppi si indirizzano anche nei confronti dei rifugiati siriani che vedono incombere su di loro lo spettro di incursioni armate sommarie. Inoltre i rifugiati siriani stanno provando sulla loro pelle le conseguenze delle decisioni e della narrativa politica ostile che punta a spingerli al rientro in Siria rendendo le condizioni di vita dei rifugiati terribili.

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Situazione attuale

Siria

II progressivo processo di normalizzazione e la narrativa che vuole la Siria come un posto in cui il conflitto è finito, per cui si può addirittura spingere i siriani a ritornare, si scontrano con i tentativi incessanti di partenza per mare da parte dei siriani e con la nuova sorprendente ondata massiccia di proteste che attraversano la Siria.
La cosiddetta rotta del Mediterraneo orientale sta scatenando il suo flusso imponente dovuto alla stagione estiva. La rotta punta all'Italia ed è affollata soprattutto da Siriani, Libanesi e Palestinesi. Il punto principale delle partenze è la regione dell’Akkar, a Nord del Libano, dove si è creato quel circolo vizioso di assenza delle Istituzioni, collusione dei trafficanti con le forze di sicurezza nella tratta di esseri umani e prossimità al confine siriano.
Sul territorio siriano invece, in seguito ad un ennesimo rincaro del gasolio, vanno intensificandosi le proteste contro il governo siriano che durano da ormai due settimane e che hanno come punto nevralgico il sud del Paese, nelle città di Daraa e Sweida e sembra si stiano irradiando verso nord.

Libano

In questo periodo il Libano ricorda le vittime dell’esplosione del porto del 4 agosto di 3 anni fa; alla commemorazione fa da beffardo contraltare un’inchiesta giudiziaria ormai arenata da tempo sotto i colpi delle ricusazioni incrociate, dal sapore di scontro politico sulle responsabilità dell’accaduto.
Le fratture confessionali, sociali e politiche si manifestano in avvenimenti nefasti come scontri a fuoco tra milizie Cristiane e Sciite, arresti, intimidazioni e censure che bersagliano il mondo dell’informazione, dell’intrattenimento e avvocati, insieme ad aggressioni alla comunità LGTBQ+.

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Situazione attuale

Siria

Il regime sta consolidando sempre più i contatti e gli incontri diplomatici con i Paesi confinanti e con gli interlocutori della regione, sotto l’egida della Russia.
Dopo la chiusura del confine presso Bab al-Hawa nel Nord Ovest della Siria, varco attraverso cui era concesso l’ingresso degli aiuti umanitari dalla Turchia, è arrivato, in seno al Consiglio di Sicurezza ONU, l’accordo per la riapertura di sei mesi del valico, che garantisce la sopravvivenza di 4 milioni di persone che vivono nelle zone controllate dall’opposizione.

Libano

Sul versante migranti, la rotta mediterranea orientale è in piena attività e gli Stati dell’area coinvolta si sono attivati in una operazione di addestramento congiunto: il fine è l’impedimento delle partenze e il ritorno forzato di chi parte illegalmente per mare.
Preoccupano le conseguenze che queste operazioni possono portare, in particolare per gli arresti, le detenzioni e l’alta probabilità di andare incontro a torture.
Il numero delle partenze per mare dal Libano molto probabilmente eccederà quello dello stesso periodo di riferimento del 2022, con 51 partenze che hanno trasportato più di 4000 persone. Numeri che risultano raddoppiati rispetto al 2021.
Un esempio di ritorno, come prassi ormai consolidata, è rappresentata dal caso del 30 Luglio, quando Cipro, che considera il Libano un “Paese sicuro”, ha rimandato nel Paese dei cedri più di 70 persone, tra cui 11 bambini e 9 donne, dopo averle intercettate in mare.

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Situazione attuale

Siria

Il 14 e 15 giugno si è svolta a Bruxelles la settima conferenza a sostegno del futuro della Siria e della regione. Secondo il Commissario Europeo alle Emergenze, Janez Lenarcic, sono stati raccolti 9,6 miliardi di euro sotto forma di sovvenzioni e prestiti.
Negli stessi giorni della conferenza, nelle regioni di Tal Rifaat e Manbij (nord Siria), l’esercito turco ha ucciso 41 miliziani delle forze curde siriane Ypg, ritenute da Ankara un’organizzazione terroristica.  Il 25 giugno, il bombardamento da parte di aerei russi sulla regione di Idlib, ha causato nove morti e dozzine di feriti tra la popolazione civile.

Libano

I volontari hanno continuato a monitorare la situazione dei profughi siriani, in rete con le altre associazioni presenti sul territorio. Purtroppo, le notizie sono sempre negative: le limitazioni sulle vite delle persone siriane sono costanti e pratiche come il coprifuoco sono ancora imposte. La situazione di sicurezza non è migliorata, le persone sono ancora terrorizzate dal rischio concreto di essere deportate in Siria e, di conseguenza, si è verificato un incremento delle pericolose partenze via mare, delle quali si registrano 8 viaggi nel mese di maggio.
Nello stesso mese, poi, sono stati segnalati abusi sessuali a danno di minori lavoratori dei campi agricoli, soprattutto nella zona dell’Akkar, e forti discriminazioni subite a scuola dai bambini siriani.
Nemmeno l’impasse politico del Paese accenna a migliorare. La seduta Parlamentare dedicata all’elezione del Presidente della Repubblica, infatti, si è chiusa ancora una volta con un nulla di fatto.

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