Situazione attuale
Siria
Marzo è un mese significativo per la Siria. Il 15, infatti, è stato celebrato il 13° anniversario della rivoluzione. Nelle zone fuori dal controllo del regime, sono state diverse le manifestazioni, concentrate in modo particolare ad Idlib e nei dintorni di Aleppo, così come a Ras al-Ain e Tal Abyad nel nord-est della Siria. Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza chiedendo la caduta del regime, libertà e giustizia, e il rilascio dei prigionieri.
Le proteste non sono state solo contro il regime di Assad, ma anche nei confronti di al-Jolani, leader del gruppo Hayat Tahrir al-Sham, affiliato ad al-Qaeda che controlla la città di Idlib. Dopo la rivoluzione è iniziata la guerra che dura da ben 13 anni ed ha devastato il Paese con gravi conseguenze sull'accesso all'assistenza sanitaria, elettricità, istruzione, trasporti pubblici, acqua e igiene. Secondo l'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani sono circa 500.000 i morti e 100.000 le persone scomparse.
A ciò si aggiungono 13 milioni di sfollati, di cui 7 milioni interni e 6 milioni richiedenti asilo o rifugiati all'estero.
Per quanto riguarda il conflitto con Israele, si sono intensificati gli attacchi aerei da parte di quest'ultimo nella regione di Aleppo.
Da registrare in particolare quelli avvenuti il 29 marzo che hanno portato alla morte di almeno 42 militari, tra cui 36 soldati siriani e 6 combattenti di Hezbollah. Gli attacchi hanno preso di mira alcuni depositi di armi del gruppo armato libanese. Dopo il raid, il Ministro della difesa israeliano Gallant ha annunciato che gli attacchi nel nord verranno intensificati, aumentando il raggio d'azione e l'intensità contro Hezbollah. Il fronte nord, già teatro di raid contro le milizie sciite sostenute dall'Iran, diventa ancora più caldo, e oltre al Libano si allarga alla Siria.
Libano
Nel mese di marzo sono continuate le tensioni tra Israele ed Hezbollah nel sud e anche oltre la linea di confine, dove fin'ora si erano concentrati gli scontri.
L'esercito israeliano ha lanciato attacchi mirati a Balbeek, a Tiro e nella valle della Bekaa, affermando di mirare su alcuni depositi di Hezbollah.
Una serie di raid aerei israeliani nel sud hanno scatenato lanci di razzi da parte di Hezbollah rendendo il 28 marzo il giorno più letale in più di 5 mesi di scontri lungo il confine. Cresce il timore internazionale di una possibile escalation del conflitto in tutto il territorio libanese.
L’instabilità e la severa crisi economica del Paese si ripercuotono anche sulle condizioni di vita dei rifugiati siriani tramite discriminazioni e violazioni dei Diritti fondamentali sempre più dure. In questo ultimo periodo si sono registrate diverse chiusure di attività commerciali di siriani con ritiro dei documenti nel distretto di Tripoli; tutto ciò in continuità con la politica discriminatoria contro i rifugiati siriani volta all'espulsione degli stessi verso la Siria.





