Diario dal Nord Uganda 

Morire alla sola età di due anni qui non è un problema, morire perchè non conti, perchè come te ci sono tanti che hanno lo stesso nome, non è un problema...l'importante però è morire tra le braccia di qualcuno che con qualche lacrima bagni il tuo corpicino così debole, così fragile, così sofferente... Vedere tanta sofferenza in un piccolo innocente e non poter fare niente, solo guardare impotenti che la vita faccia il suo corso... la corsa in ospedale, il lungo il tragitto da Minakulu a Gulu, per poi vedere i suoi occhi spegnersi pian piano, occhi di un bambino che chiedeva solo di essere tale, di giocare e correre libero, ci richiama a non essere superficiali, tirando somme o giudicando, ma a stare in silenzio, un silenzio di impotenza ma anche di ascolto di un dolore che ha un significato per noi troppo grande per avere la pretesa di conoscerne il senso... Ma tu piccolo Ojok, come tanti piccoli Ojok, chiamati così perchè diversi, perchè nati con qualche malformazione, chiedevi, prima di partire per quel viaggio di solo andata, l'amore di una madre che non c'era... non ti è stato concesso neanche questo diritto, neanche questo... ma mi piace pensare che la tua richiesta finalmente sia stata esaudita e che ora ti trovi là tra le braccia di un Padre e di una Madre che finalmente ti fanno sentire unico, irripetibile, amato... Mi piace pensare che il tuo pianto sia stato ascoltato da quel Padre che di certo non ha le stesse nostre orecchie, ma che forse vive la stessa nostra impotenza di fronte alla sofferenza di un piccolo , e che soffrendo con lui aspetta in silenzio che dal suo corpicino crescano due splendide ali per portarlo dolcemente tra le proprie braccia...perchè il mondo non ti ha meritato, perchè come sei arrivato nel silenzio anche così nel silenzio te ne sei andato, lasciando solo grossi interrogativi nel mio cuore? Che senso ha tutto questo?Che parte ho io in questo? Meritiamo noi questi piccoli? So solo che la risposta a tutto questo ci sarà sussurrata un giorno...tra le braccia del Padre.

Carlo C. - Operazione Colomba - Nord Uganda

Il 17 agosto 2006 , i volontari di operazione colomba hanno incontrato Otto James dell' ufficio Human Rights Focus. Tale ufficio collabora nelle azioni di denuncia delle violazioni dei diritti umani, tra gli altri anche con gli stessi paralegals della Commissione Giustizia e Pace di Gulu e quindi anche di Minakulu .
L'opinione di J. Otto riguardo i colloqui di pace ha lasciato trasparire tutta l'incertezza sugli esiti delle trattative. Ha paragonato la situazione ad un fragile bicchiere di vetro che in ogni momento può rompersi. Ha inoltre sottolineato l'inadeguatezza del governo nel gestire i colloqui, soprattutto facendo riferimento al fatto che il governo ugandese sembrerebbe non molto convinto del coinvolgimento della chiesa cattolica locale ( nella persona di Monsignor Odama, ma non solo)negli accordi di pace .Il governo ha interpellato la Chiesa agli inizi dei colloqui, mentre ora sembra quasi infastidito dalla sua presenza. 

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Diario dal Nord Uganda

Paul aveva forse settant'anni. Forse, perché qui in Africa è cosa comune non sapere la data di nascita e lasciare al tempo decidere  l'approssimata stima dell'età...se avessimo però dovuto indovinare l'età sotto quella pelle scura e incartapecorita che copriva le scheletriche ossa di Paul, di anni gliele avremmo potuti dare anche 100.... anni di dolori, di sofferenze, di atrocità viste e subite durante la guerra in Nord Uganda tra il popolo acholi...perché nel vederlo lì, sotto il sole rovente d'Africa, incapace di camminare,con il poco cibo conteso tra lui e le formiche, nessuno avrebbe avuto il dubbio di trovarsi difronte all' impietosa immagine di ciò che la guerra lascia dietro di sé.

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In data 10 agosto 2006 i volontari di opcol hanno incontrato Oywa Rosalba, coordinatrice di COPA (www.copafrica.org ), che è anche membro della commissione Giustizia e Pace dell'arcidiocesi di Gulu e Parte di Voice for Peace.
Dopo le presentazioni la signora Rosalba ci ha spiegato a grandi linee gli interventi del COPA, Questo network è presente in diverse parti del mondo: in Cambogia, nei balcani, in africa..
La sede principale è a Nairoby, ma l'ufficio di Gulu è quello che si occupa della zona Uganda e Sudan ed in particolare quindi del conflitto nord ugandase.
Sono più di 10 anni che COPA lavora in collaborazione con altre realtà ed ONG  per raccogliere e diffondere notizie, avvenimenti, organizza workshop ed incontri.
E' ad esempio una delle fonti di UgandaCAN (www.ugandacan.org) e lavora in collaborazione con la rete di Gulu walk (www.guluwalk.com) e con altre realtà.
COPA ha istituito anche diversi Master universitari in sudafrica, cambogia e balcani sull'analisi e la trasformazione dei conflitti.
In loco da poco si è tenuto un corso a cui hanno partecipato parecchie figure che hanno partecipato al conflitto nord ugandese: ex-ribelli, ragazze rapite, forze dell'esercito, persone facenti parte della società civile. E' stato reputato un grande avvenimento in quanto per la prima volta si è riusciti a far partecipare fianco a fianco persone che non si erano mai incontrate proprio per le diverse parti che avevano avuto nel conflitto.
Altre iniziative e collaborazioni vengono decise e sponsorizzate.
COPA si occupa anche di sovvenzionare visite mediche o particolari corsi per alcune fasce di popolazione.
Si occupa per esempio dei mutilati dalle mine e dai ribelli, delle ragazze rapite e di ex ribelli.

La richiesta che ci è stata fatta da Ms Rosalba è di appoggiare le iniziative della popolazione che vuole tornare a casa, di fare da link tra la gente e i rappresentanti locali (LC3,LC5) di promuovere il dialogo tra la gente e i militari.
Una cosa secondo lei molto importante è che la gente senta direttamente dalle parole dei leader politici locali che è possibile rientrare nei propri villaggi con garanzie certe di sicurezza.
Cogliamo al volo la proposta ed al più presto inviteremo l'LC5 Mao (incontrato anche con Antonio) a venirci a trovare a Minakulu. 

Da settimane sulle pagine dei giornali locali ugandesi si legge delle ormai vicine trattative di pace tra J. Kony, leader dei ribelli dell'LRA, ed il governo ugandese con la mediazione del Governo del sud-Sudan. Si leggono cosi' anche notizie su varie agenzie si stampa che mettono in risalto l'interruzione degli attacchi dei ribelli e l'effettivo inizio del processo di decongestione dei campi profughi, cioe' lo spostamento di alcune migliaia di persone dai campi sfollati governativi ( IDP'S) a campi piu' piccoli, vicini ai villaggi originari da cui proveniva la gente e piu' prossimi alle terre da coltivare.
Tutto questo dovrebbe essere inteso come primo passo verso la " normalizzazione" ed il rientro definitivo della gente...quindi la fine della guerra.

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