Nei giorni dal 29 maggio al 1 giugno '06 i volontari di OpCol si sono recati nei distretti di Kitgum e Pader per prendere contatti con i gruppi di para-legals locali e per vedere alcuni IDP camp e alcuni campi di Decongestione.

La costruzione dei campi di decongestione è iniziata dopo che il governo centrale di Kampala ha dato il via libera per il rientro degli sfollati ai villaggi originali. In realtà la gente si è trovata difronte alla dura realtà di non poter concretamente rientrare ai villaggi (ufficialmente per motivi di sicurezza e quindi in contraddizione con le decisioni governative) e di dover quindi sottostare alle decisioni dei militari che hanno disposto lo spostamento della gente in campi più piccoli e prossimi ai villaggi d'origine, detti appunto campi di decongestione, la cui ubicazione viene scelta però solo dall'esercito spesso per ragioni tattiche e strategiche, non rispondendo così ai reali bisogni della gente.


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Nei giorni dal 29 maggio al 1 giugno '06 i volontari di OpCol si sono recati nei distretti di Kitgum e Pader per prendere contatti con i gruppi di para-legals locali e per vedere alcuni IDP camp e alcuni campi di Decongestione.

La costruzione dei campi di decongestione è iniziata dopo che il governo centrale di Kampala ha dato il via libera per il rientro degli sfollati ai villaggi originali. In realtà la gente si è trovata difronte alla dura realtà di non poter concretamente rientrare ai villaggi (ufficialmente per motivi di sicurezza e quindi in contraddizione con le decisioni governative) e di dover quindi sottostare alle decisioni dei militari che hanno disposto lo spostamento della gente in campi più piccoli e prossimi ai villaggi d'origine, detti appunto campi di decongestione, la cui ubicazione viene scelta però solo dall'esercito spesso per ragioni tattiche e strategiche, non rispondendo così ai reali bisogni della gente.


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Da venti anni in Nord Uganda continua nel silenzio e nella dimenticanza generale un conflitto che ha già portato rapimento di circa 25.000 bambini costretti a combattere nelle file del sedicente “Esercito di Resistenza del Signore” e a subire ogni sorta di vessazioni e di soprusi.

1.500.000 persone, il 95% degli abitanti della regione, sono costretti a vivere nei campi per sfollati nell’inedia e nell’abbandono,  con poca acqua, poco cibo e nessuna prospettiva. Un popolo lavoratore, proprietario di una terra ricca, è piegato ed umiliato in questi assembramenti con il pretesto di una maggiore protezione, e così c'è un incremento continuo della depressione, dell'abuso di bevande alcoliche, e dei suicidi, un fenomeno prima sconosciuto alla popolazione Acholi.

La promiscuità e la mancanza di igiene favoriscono la diffusione del virus dell'HIV. Molte persone ammucchiate in poco spazio fanno aumentare il tasso di intolleranza e di conseguenza le morti legate ad episodi di violenza. Non di rado sono gli stessi militari governativi che si macchiano di questa onta. E’ così confermata dai missionari che vivono sul posto la cifra ( secondo loro per difetto) di 1000 morti la settimana, secondo una ricerca compiuta nel I semestre 2005, e pubblicata lo scorso Settembre. 

Secondo Dennis McNamara – consulente speciale delle Nazioni Unite per gli sfollati nelle crisi umanitarie, che ha visitato recentemente il Nord Uganda , "nei campi degli sfollati il tasso di mortalità è pari al doppio di quello segnalato nella tormentata regione sudanese del Darfur”.

Già alla fine del 2004 il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, Jan Egeland, ha definito questa situazione la più grande emergenza umanitaria dimenticata del mondo.
A dispetto delle dichiarazioni governative di maggior sicurezza e del miglioramento generale della situazione, non si capisce perche’ vengono aperti nuovi campi invece di fare progetti pilota di rientro nei villaggi di origine

Il rischio per questa popolazione è di fare la fine degli indiani del Nord America, costretti prima nelle riserve e poi lentamente decimati.

Operazione Colomba si è recata diversi volte nel Nord Uganda a partire dal novembre 2004.

E’ stata con i suoi volontari nei campi per sfollati nel distretto di Gulu. Ha ascoltato questa immane tragedia  dalla viva voce delle vittime e provato a condividere con loro.

Da maggio 2006 abbiamo aperto una presenza stabile nel distretto di Gulu.

In Italia si fanno attività di sensibilizzazione su questo conflitto dimenticato e si prova a fare pressione sul governo perché attui un maggior coinvolgimento nel processo di pace.Anche con il Governo della Repubblica di San Marino c’è una stretta collaborazione a questo fine.Infine si raccolgono fondi per il sostegno alla riabilitazione dei bambini soldato e per il sostegno della vita nei campi per sfollati.

Incontro con Para-legal group in Mina Kulu
Nella giornata di giovedì 19 maggio abbiamo incontrato per la prima volta uno dei gruppi che fanno capo al servizio obiezione e pace dell'arci diocesi di Gulu.

Il gruppo di para-legals copre un'area che comprende i campi per sfollati di Mina Kulu, che ha l'ufficio principale (una piccola stanza con tavolo e due panche), il campo di Bobbi e quello di Palenga.
Il gruppo è composto da 7 persone di ambo i sessi:
Vincent Akuta (chairman) di Bobbi
Galdino Lalobo (vice chairman) di Palenga
Richard Odongo di Mina Kulu
Alice Oback di Bobbi
Samuel Olum di Mina Kulu
Lilly Okwera di Mina Kulu
Alunyu Patrick di Mina Kulu

I membri del gruppo dovrebbero percepire uno stipendio di 10.000 Sh al mese (pari a 5 euro) che tuttavia per ragioni burocratiche non riceve dal mese di gennaio 2006. In qualità di uomini e donne di buona volontà si propongono di intervenire e dirimere le questioni di carattere conflittuale che nascono all'interno dei campi.

Dal punto di vista pratico chiunque abbia delle lamentele, o abbia subito furti, abusi o violenze fisiche o psicologiche, abbandono di minori e del tetto coniugale. La loro attività va in parte a sostituire quella che all'origine (prima della guerra) avevano i comitati dei vecchi, saggi, dei villaggi.

Siamo però in un nuovo tempo, i villaggi oggi non esistono più. Sono stati sostituiti dai campi per sfollati, dove è ben più complicata la vita e le relazioni ne subiscono un inasprimento.
Così nel caso di un piccolo furto il comitato convoca le parti in conflitto e attorno ad un tavolo si cerca di pianificare la soluzione. Non sempre è possibile arrivare ad una soluzione in breve tempo, così può capitare che intervenga nella discussione anche il responsabile del campo, nei casi di pericolo o di aggressioni il comitato fa intervenire la polizia (esercito) o nei casi di difficile soluzione si riporta la querelle al Legal AID in Gulu che in funzione di tribunale legale sancisce un verdetto.

Il gruppo attualmente si incontra una volta al mese in ufficio per discutere dei casi di cui una sola persona non trova soluzione o per pianificare incontri o presenze straordinarie nei campi.
In ogni campo è poi possibile rivolgersi direttamente ad un membro del gruppo per avere consiglio o per presentare un caso, oppure ci si reca nell'ufficio preposto che per mancanza di fondi è aperto solo due giorni alla settimana da mezzodì alle 17.

I volontari di Operazione Colomba hanno chiesto al gruppo di para-legals di poter partecipare ai loro incontri per essere così introdotti all'interno delle dinamiche di risoluzione del conflitto e relazionali all'interno dei campi e farsi conoscere dalla gente.

Incontro con Cosmas
Nella giornata di venerdì 19 maggio 2006 i volontari di Operazione Colomba hanno incontrato il consulente del comitato Giustizia e Pace dell'arci diocesi di Gulu: Mr. Lam Cosmas.
La commissione giustizia e pace ha come responsabile mons. Odama.
A sua volta il comitato è coordinato da un program manager Mrs. Flora Abè, la quale monitora i tre comitati dei tre distretti di Gulu, Pader,...
La referente per il distretto di Gulu è la Mrs. Rose Adon.
Il ruolo del Mr. Cosmas è di consulente del comitato e del program manager. 

Le attività del comitato G e P sono :
"    Sensibilizzazione all'interno dei campi sulla situazione degli stessi
"    attivazione di gruppi di lavoro(giovanili e non) per la coscientizzazione ed il rispetto dei diritti umani
"    la costituzione di gruppi di para-legal per la risoluzione delle diatribe
"    la riconciliazione tra gli ex ribelli e le comunità locali
Ai volontari dell'opcol è stato proposto di partecipare una volta al mese a degli incontri dei para-legal ed alle eventuali attività del comitato ed accompagnare la popolazione nel processo di decongestione dei campi per sfollati.
I volntari di opcol sono stati invitati inoltre nei giorni del 23-24-25 giugno ad un "leadership training" nella parrocchia di Atiak vicino al confine con il Sudan.
Nei giorni dal 25 al 30 agosto si terrà a Gulu lo "Youth cultural week" a cui sono invitati i giovani di tutta la regione.