Da settimane sulle pagine dei giornali locali ugandesi si legge delle ormai vicine trattative di pace tra J. Kony, leader dei ribelli dell'LRA, ed il governo ugandese con la mediazione del Governo del sud-Sudan. Si leggono cosi' anche notizie su varie agenzie si stampa che mettono in risalto l'interruzione degli attacchi dei ribelli e l'effettivo inizio del processo di decongestione dei campi profughi, cioe' lo spostamento di alcune migliaia di persone dai campi sfollati governativi ( IDP'S) a campi piu' piccoli, vicini ai villaggi originari da cui proveniva la gente e piu' prossimi alle terre da coltivare.
Tutto questo dovrebbe essere inteso come primo passo verso la " normalizzazione" ed il rientro definitivo della gente...quindi la fine della guerra.
Quanto in realta' questo sia ancora incerto e poco chiaro lo dimostra il fatto che e' l'esercito a tutti gli effetti a decidere i luoghi di costruzione dei campi di decongestione non garantendo sempre peraltro in essi, il funzionamento dei servizi vitali di base, come i pozzi, le scuole ed i centri di salute.
Inoltre non tutte le famiglie hanno la possibilita' di sostenere economicamente la spesa della ricostruzione della propria capanna nel campo di decongestione, specialmente in un periodo come questo dove il cibo scarseggia ed il WFP ( programma mondiale per il cibo, ironicamente chiamato da queste parti " problema mondiale del cibo" ), ha prima ridotto e ora, tempo due mesi, cessera' completamente la distribuzione degli alimenti alla popolazione.
Anche per quanto riguada gli attacchi le notizie che noi abbiamo raccolto testimoniano che, se pur in misura nettamente inferiore, essi avvengono ancora lasciando dietro ad essi morti, bimbi sequestrati e violenze...ma , come si sa, essendo le vittime poche, questi fatti non fanno piu' notizia.
Ma l'esempio piu' eclatante di come il Governo centrale di Kampala voglia gettare fumo negli occhi per non far trapelare tutta la verita' su una guerra non finita ed una sicurezza che ancora non puo' essere garantita, e' il campo sfollati di Atiak. Esso conta circa 20.000 persone e si trova all'estremo nord del distretto di Gulu, a circa 30 km. dal confine con il Sudan.
Niente di diverso dagli altri campi se non fosse che e' impossibile raggiungerlo senza la scorta armata dell'esercito che forma un convoglio nei pressi del campo di Pabbo, circa 25 km. da Atiak, una sola volta al giorno con destinazione Atiak, Moyo e Nimule citta' di confine con il Sudan.
La gente di Atiak puo' raggiungere i campi da coltivare solo fino a 2 miglia verso l'interno della foresta e fino a 6 km. lungo la strada.
Dunque e' sicuro o no per la gente spostarsi nelle proprie terre per coltivare?
E' davvero sicuro per loro spostarsi da un luogo all'altro per vendere le proprie mercanzie?
Ad Atiak la scuola superiore e' attiva da quest'anno con solo due classi, pochi i ragazzi che hanno il denaro per pagare la tassa e accedervi. Le altre scuole superiori sono a Pabbo o Gulu, come anche l'ospedale o semplicemente un medico...presto fatto...basta prendere il convoglio e aspettare il giorno seguente per rientrare a casa!
Ma se davvero questa guerra e' finita, perche' e' necessario il convoglio per spostarsi?
E come mai i militari vietano di fotografare i convogli, pena il sequestro della macchina fotografica, dimostrando cosi' tutta l'incertezza piuttosto che la sicurezza?
E che dire del fatto che ad Atiak e' solo da un mese a questa parte che non accadono fatti gravi o scontri tra l'esercito regolare ed i ribelli dell' LRA?
...come al solito accade qui molte sono le domande, ma poche le risposte....


