Incontro con Coalition for Peace in Africa

In data 10 agosto 2006 i volontari di opcol hanno incontrato Oywa Rosalba, coordinatrice di COPA (www.copafrica.org ), che è anche membro della commissione Giustizia e Pace dell'arcidiocesi di Gulu e Parte di Voice for Peace.
Dopo le presentazioni la signora Rosalba ci ha spiegato a grandi linee gli interventi del COPA, Questo network è presente in diverse parti del mondo: in Cambogia, nei balcani, in africa..
La sede principale è a Nairoby, ma l'ufficio di Gulu è quello che si occupa della zona Uganda e Sudan ed in particolare quindi del conflitto nord ugandase.
Sono più di 10 anni che COPA lavora in collaborazione con altre realtà ed ONG  per raccogliere e diffondere notizie, avvenimenti, organizza workshop ed incontri.
E' ad esempio una delle fonti di UgandaCAN (www.ugandacan.org) e lavora in collaborazione con la rete di Gulu walk (www.guluwalk.com) e con altre realtà.
COPA ha istituito anche diversi Master universitari in sudafrica, cambogia e balcani sull'analisi e la trasformazione dei conflitti.
In loco da poco si è tenuto un corso a cui hanno partecipato parecchie figure che hanno partecipato al conflitto nord ugandese: ex-ribelli, ragazze rapite, forze dell'esercito, persone facenti parte della società civile. E' stato reputato un grande avvenimento in quanto per la prima volta si è riusciti a far partecipare fianco a fianco persone che non si erano mai incontrate proprio per le diverse parti che avevano avuto nel conflitto.
Altre iniziative e collaborazioni vengono decise e sponsorizzate.
COPA si occupa anche di sovvenzionare visite mediche o particolari corsi per alcune fasce di popolazione.
Si occupa per esempio dei mutilati dalle mine e dai ribelli, delle ragazze rapite e di ex ribelli.

La richiesta che ci è stata fatta da Ms Rosalba è di appoggiare le iniziative della popolazione che vuole tornare a casa, di fare da link tra la gente e i rappresentanti locali (LC3,LC5) di promuovere il dialogo tra la gente e i militari.
Una cosa secondo lei molto importante è che la gente senta direttamente dalle parole dei leader politici locali che è possibile rientrare nei propri villaggi con garanzie certe di sicurezza.
Cogliamo al volo la proposta ed al più presto inviteremo l'LC5 Mao (incontrato anche con Antonio) a venirci a trovare a Minakulu.