Confine è una linea che delimita e definisce uno spazio.
Confine è un limite che l’uomo si impone per dividere, allontanare, tenere fuori ciò che gli fa paura.
Confine è dimenticare che ciò che ci rende umani è l’incontro con l’altro.
Tutto questo è l’Evros, un confine naturale che separa la Grecia dalla Turchia, una porta lunga circa 130 Km verso l’Europa per tante persone in movimento.
Per capire cos’è un confine bisogna andare a toccarlo con mano.
L’Evros si mostra al nostro sguardo in tutta la sua brutalità, protetto da un muro che sembra infinito fatto di reti, barriere, basi militari e un dispiegamento di forze militari, polizia di frontiera e Frontex.
Per capire siamo voluti andare sulle rive di quel fiume, un posto che dovrebbe essere naturalmente libero, ma che essendo una delle “porte dell’Europa” diventa un luogo inaccessibile, dove non sarebbe permesso andare.
La polizia di frontiera ci ferma e la vediamo spaventata da due ragazzi.
Veniamo scortati alla stazione di polizia più vicina e trattenuti per 4 ore.
Osserviamo in un luogo che mostra tutta la sua potenza repressiva un insieme di persone totalmente scollegate dalla realtà che noi tocchiamo quotidianamente.

I volontari e le volontarie di Operazione Colomba in questi mesi hanno lavorato, in cooperazione con altre organizzazioni e collettivi solidali che agiscono sul campo, per scrivere una Dichiarazione sulla situazione di isolamento del campo profughi di Ritsona e le conseguenze che determina sulla vita dei residenti del campo.



