Hai un sorriso travolgente, Bushra. Quando mi prendi la mano e ridi, guardandomi con quegli occhi nerissimi, posso solo guardarti incantata. Il resto del tuo corpo tradisce i segni di sei anni in questo pantano: i capelli scuri, nascosti sotto l’Hijab, sono meno folti d’un tempo; la pelle è diventata grigia, arrugginita dalle lacrime. Tutto il tuo corpo vacilla sotto il peso di un’attesa perenne ed incerta.
Malgrado tutto, hai una forza straordinaria: su quel sorriso si reggono i tuoi cinque figli e tuo marito, ci reggiamo noi e le altre persone che hai incontrato in cammino. La stessa forza, tuttavia, ti lascia da sola a portare questo peso. Non vuoi che i tuoi figli debbano vedere le tue lacrime; non ti è concesso piangere davanti a tuo marito, né davanti agli sguardi che spiano dai container. Puoi smettere di sorridere solo con un’amica e con noi.




