Situazione attuale

La Federaciòn Internacional para los Derechos Humanos (FIDH) e le sue organizzazioni nelle Americhe in una nota del 4 gennaio, condannano con forza le operazioni militari e i bombardamenti degli Stati Uniti sul territorio venezuelano, che colpiscono direttamente la popolazione civile e costituiscono un'aggressione alla sovranità dei popoli, alla pace regionale e al rispetto del Diritto Internazionale.
Il Segretario Generale al Consiglio di Sicurezza ONU riunito d'urgenza per esaminare la crisi in Venezuela, ha ricordato che “La Carta (delle Nazioni Unite) sancisce il divieto di ricorrere alla minaccia o all'uso della forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato”.

Leggi tutto...

Risuonano dentro di me le parole di una conversazione avuta con M.
Lui è un punto di riferimento per la saggezza e la lucidità con cui affronta e scioglie nodi nelle questioni interne, è una guida per le piccole persone, porta l’esempio di come lavorare con dedizione, attenzione, come prendersi cura degli animali, come riflettere prima di agire, come mantenere la calma in ogni situazione, come tenere saldo il principio della vita davanti a tutto. Mostra che le qualità più apprezzate sono l’umiltà, la semplicità e la claridad, come trasparenza, chiarezza di ideali e coerenza nei comportamenti. Rappresenta un’immagine distinta di liderazgo il cui fulcro è essere al servizio.

Leggi tutto...

Situazione attuale 

Dal Qatar, il Governo colombiano e l’autodenominato Ejército Gaitanista de Colombia (EGC) o Clan del Golfo, hanno annunciato ad inizio mese i nuovi impegni per la smobilitazione del gruppo armato e la pace con la popolazione nei territori, così come reso pubblico nel comunicato della Consejerìa Comisionada de Paz. Un dei grandi impegni sottoscritti a Doha riguarda la definizione di tre Zone di Sistemazione Temporanea (ZUT) per il trasferimento graduale e progressivo dei membri dell’EGC a partire dal 1° marzo 2026. Queste ZUT saranno situate a Belén de Bajirá e Unguía, nella regione del Chocó e a Tierralta nella regione di Córdoba. A riguardo, la Defensorìa del Pueblo ha segnalato, attraverso un comunicato pubblico, di accogliere con favore tali impegni e ha sollevato una serie di considerazioni sulla loro portata territoriale, in particolare nelle regioni in cui i cittadini chiedono garanzie sulla pace. Il Gruppo dei Paesi mediatori (Qatar, Norvegia, Spagna e Svizzera) ha rilasciato una dichiarazione congiunta al termine del ciclo di mediazione annunciando gli importanti passi verso la pace. 

Leggi tutto...

Situazione attuale

È proseguito nel mese di novembre il viaggio di alcuni rappresentanti della Comunità di Pace in Europa, dove hanno avuto la possibilità di incontrare la deputata del Parlamento Europeo Cristina Guarda, vicepresidente della delegazione per le relazioni con i Paesi della comunità andina (DAND), per esprimere la forte preoccupazione per le recenti minacce di morte contro i leader della Comunità.
Nel resto del Paese i combattimenti sono continuati sia tra i diversi gruppi armati illegali, sia contro la forza pubblica, mentre la violenza e lo sconcerto rimarcano la tragedia di un conflitto difficile da definire e per il quale pare non ci sia mai fine. Tra i tanti scontri armati avvenuti in questo mese il più drammatico è stato quello dell’esercito contro la dissidenza delle estinte FARC-EP, conosciuta come EMC (Estado Mayor Central) comandata da alias Ivan Mordisco nella regione del Guaviare, che ha portato alla morte di 25 guerriglieri, di cui però almeno sei erano minori. La Defensoria del Pueblo ha emesso un comunicato risaltando come il principio di umanità deve prevalere sulla guerra mettendo in forte discussione l’operato militare poiché il Diritto Internazionale Umanitario stabilisce limiti rigorosi nell’avviare delle ostilità quando siano presenti minori anche qualora abbiano perso il loro stato civile e siano stati obbligati a partecipare a dei combattimenti: “[…]nessun bambino, bambina o adolescente reclutato dovrebbe essere coinvolto in operazioni militari. Il semplice fatto che si trovino negli accampamenti dei gruppi armati illegali e abbiano perso lo status di civili per diventare combattenti, ovvero con funzioni di combattimento continuative, non giustifica la possibilità di un attacco”.

Leggi tutto...

“Abbiamo il diritto di esistere come comunità. E continueremo a difenderlo.”

Il 29 ottobre 2025 al 5th Meeting, 12th Session of the Expert Mechanism on the Right to Development delle Nazioni Unite, a Ginevra, José Roviro López, della Comunidad de Paz de San José de Apartadó (Colombia), ha portato la voce di chi resiste alla violenza, alla pressione delle imprese economiche e alla distruzione del territorio e della natura.
Roviro ha ricordato che il diritto allo sviluppo non può essere imposto dall’alto: nasce dalle comunità che difendono la terra, l’acqua, le sementi native, la memoria, l’educazione, la possibilità di vivere in Pace. Nonostante 28 anni di minacce e attacchi, la Comunità di Pace continua a costruire modelli alternativi di convivenza e agricoltura, lontani dalla logica della guerra e dello sfruttamento. Operazione Colomba accompagna la Comunità di Pace in Colombia da oltre 15 anni. Per ascoltare tutti gli interventi dell'incontro: https://webtv.un.org/en/asset/k1n/k1nkn3fy8z