Situazione attuale
Dal Qatar, il Governo colombiano e l’autodenominato Ejército Gaitanista de Colombia (EGC) o Clan del Golfo, hanno annunciato ad inizio mese i nuovi impegni per la smobilitazione del gruppo armato e la pace con la popolazione nei territori, così come reso pubblico nel comunicato della Consejerìa Comisionada de Paz. Un dei grandi impegni sottoscritti a Doha riguarda la definizione di tre Zone di Sistemazione Temporanea (ZUT) per il trasferimento graduale e progressivo dei membri dell’EGC a partire dal 1° marzo 2026. Queste ZUT saranno situate a Belén de Bajirá e Unguía, nella regione del Chocó e a Tierralta nella regione di Córdoba. A riguardo, la Defensorìa del Pueblo ha segnalato, attraverso un comunicato pubblico, di accogliere con favore tali impegni e ha sollevato una serie di considerazioni sulla loro portata territoriale, in particolare nelle regioni in cui i cittadini chiedono garanzie sulla pace. Il Gruppo dei Paesi mediatori (Qatar, Norvegia, Spagna e Svizzera) ha rilasciato una dichiarazione congiunta al termine del ciclo di mediazione annunciando gli importanti passi verso la pace.
Mentre si celebrava la conclusione del secondo ciclo di negoziati, dalle regioni colpite dalla presenza del gruppo armato illegale sorgeva invece nuovamente la domanda sul perché lo Stato non ha ascoltato il loro appello a sedersi al tavolo delle trattative, mentre il potere armato del Clan del Golfo si radica senza pietà nel loro territorio? La richiesta delle organizzazioni ha assunto particolare rilevanza dopo che il 18 dicembre è stato istituito il meccanismo tripartito di monitoraggio, controllo e verifica, che fa parte dell'accordo raggiunto in Qatar. Le comunità denunciano di essere state escluse da tale meccanismo: “Questa esclusione accentua l'assenza di controllo sociale e indebolisce la trasparenza del processo”, si legge nel documento pubblico presentato dal CINEP e dalle organizzazioni sociali della regione del Chocò.
Se da un lato proseguono i dialoghi di pace, dall’altro il Paese continua ad essere vittima del conflitto armato che non cessa di mietere vittime tra la popolazione civile. Continua a preoccupare la situazione nella regione del Catatumbo. La Defensorìa del Pueblo attraverso un comunicato ha chiesto ai gruppi armati illegali, in particolare al Fronte 33 della dissidenza delle FARC-EP e alla guerriglia dell'ELN, di cessare immediatamente gli scontri armati, adottare misure per proteggere la popolazione civile, rispettare il Diritto internazionale umanitario ed evitare ripercussioni sulle comunità e sui civili.
Secondo i dati preliminari forniti dalle autorità, è terminato con almeno 5 morti e 60 attacchi il blocco armato imposto dall'Esercito di Liberazione Nazionale durato per 72 ore nelle regioni di Santander, Norte de Santander, La Guajira, Sucre, Chocó e Antioquia, oltre che in altre regioni orientali e occidentali del Paese.
La Jurisdicciòn Especial para la Paz (JEP) attraverso il comunicato 201 reso pubblico il 9 dicembre, ha qualificato l’attacco contro il partito politico Uniòn Patriotica (UP) come genocidio e ha imputato responsabilità penali a cinque alti comandanti in ritiro dell’Esercito. La camera di riconoscimento della verità ha esaminato l'attacco contro l'UP su scala nazionale, concludendo che la violenza nella regione di Urabá non era un fenomeno isolato, ma la prova più critica ed esemplificativa del modello macro-criminale di genocidio politico. Nella sentenza, Apartadò è stata presa come caso illustrativo: gli attacchi ad Apartadó, dove nel 1996 si è concentrata una vittima su quattro a livello nazionale, hanno illustrato la connivenza tra paramilitari e membri della forza pubblica. Il caso di Apartadò, si legge nel comunicato, è emblematico di come si è costruito lo stigma contro l'UP. Il successo sociale e politico della sinistra nella regione dell’Urabá è stato presentato come “la materializzazione della minaccia comunista”, indicando la regione come un territorio insurrezionale che minacciava l'integrità della nazione.
Infine, dai dati raccolti da INDEPAZ, sono almeno 187 le persone leader sociali assassinate nel 2025, un incremento dell’8% rispetto al 2024. Preoccupanti sono sopratutto gli attacchi contro le donne leader difensore dei Diritti Umani che soffrono un doppio rischio, quello di essere assassinate e di subire violenze sessuali.
Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari e le Volontarie
Durante il mese sono continuate le missioni di accompagnamento protettivo alla Comunità di Pace di San Josè de Apartadò in particolare all’Aldea de Paz Luis Eduardo Guerra nel villaggio di Mulatos.
Dicembre è stato anche qui in Colombia un mese di festività, con la vigilia comunitaria del 24 dove sin dalle prime ore del mattino sono iniziati i “lavori” per la preparazione della natilla, tipico dolce natalizio, buñuelos e altre pietanze tipiche della cucina colombiana. Ancora una volta, lo spirito comunitario e la straordinaria testimonianza dell’autosufficienza alimentaria nelle varie preparazioni culinarie sono state la dimostrazione della perseveranza nella lotta politica, sotto tutti gli aspetti, di questo gruppo di difensori dei Diritti Umani e dell’ambiente: panela, yuca, arroz, mais, lìmon, queso, banano, platano ecc… tutti prodotti seminati e da loro raccolti.
Un bingo navideño, giochi ricreativi, il falò di saluto all’anno andato e di benvenuto al nuovo con l’augurio in tanti abbracci di resistere e continuare a camminare insieme per la dignità e la giustizia di ogni essere umano.
Ringraziamo il Comune di Rovereto per aver contribuito a sostenere le attività di accompagnamento protettivo internazionale di Operazione Colomba in Colombia.



