Situazione attuale
Due storiche sentenze sono state emesse nel mese di luglio dalle autorità giudiziarie colombiane. Il 23 luglio è stata resa nota la notizia della condanna a undici anni di prigione per sette ex dirigenti della multinazionale Chiquita Brands per associazione a delinquere. Lo ha deciso la giudice Diana Lucía Monsalve del Juzgado Sexto Penal di Antioquia all’interno del processo che vedeva imputati gli ex manager della multinazionale per i finanziamenti concessi ai paramilitari delle Autodefensas Unidas de Colombia (AUC) tra il 1997 e il 2004.
Lunedì 28 luglio, la giustizia colombiana ha dichiarato l'ex Presidente Álvaro Uribe (2002-2010) responsabile di corruzione in un procedimento penale e frode processuale. La giudice ha indicato che la sentenza sarà resa nota venerdì 1° agosto. È la prima volta che un ex Presidente colombiano viene sottoposto a un procedimento penale. Il caso risale al 2012, quando il senatore Ivan Cepeda dichiarò, davanti al Congresso, di sospettare il coinvolgimento dell'ex Presidente nella creazione del Bloque Metro delle Autodefensas Unidas de Colombia (AUC), un gruppo paramilitare responsabile di massacri e omicidi. Uribe citò in giudizio il senatore Cepeda per presunta manipolazione di testimoni, il quale all'epoca stava preparando una denuncia contro di lui per presunti legami con il paramilitarismo. Lungi dall'indagare su Cepeda, la Corte Suprema ha avviato un procedimento contro Uribe per manipolazione di testimoni.
Purtroppo nel resto del Paese la violenza non si ferma. La guerriglia dell’ELN in varie regioni si è resa protagonista di attacchi alla popolazione civile e non, con blocchi stradali illegali, lancio di esplosivi, incendi di veicoli, sembra per “celebrare” i 61 anni dalla loro fondazione.
Un grave attacco anche nella regione di Antioquia da parte del Clan del Golfo, nella zona rurale di Cañasgordas, ha provocato la morte di due ufficiali di polizia.
La risposta del Ministero della Difesa ai vari attacchi è stata molto forte con un bombardamento contro il Clan del Golfo proprio in Antioquia, nella zona rurale di Valdivia. La stampa riporta la morte tra i 30 e 40 integranti del gruppo armato illegale.
Allarmanti anche i dati resi pubblici nel report del segretario delle Nazioni Unite su bambini e conflitti armati, capitolo Colombia, che evidenzia l’aumento del reclutamento e della violenza sessuale contro minori con un aumento del 145% di attacchi e violazioni contro di loro. Negli ultimi 5 anni il reclutamento e le violazioni dei gruppi armati illegali in Colombia nei confronti dei minori sono aumentate in modo esponenziale.
In generale il Paese sta attraversando una escalation di violenza, anche politica, confermata altresì da dal quarto rapporto del Comité de Seguimiento della Commissione per la Verità nel quale emerge come il difficile contesto politico nazionale rappresenti il primo ostacolo al raggiungimento di una vita dignitosa e di una pace stabile.
Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari e le Volontarie
Nel mese di luglio l’accompagnamento protettivo dei volontari e volontarie di Operazione Colomba ha garantito lo spostamento e lo svolgimento delle attività agricole dei membri della Comunità di Pace, soprattutto nelle proprietà terriere comunitarie ubicate nei villaggi di Mulatos, Resbalosa e La Esperanza. Come denunciato pubblicamente attraverso la costancia della Comunità di Pace lo scorso 14 luglio, la situazione nel territorio permane tesa a causa della costante presenza di gruppi paramilitari che con l’estorsione pongono condizioni limitanti alla popolazione contadina della regione rispetto al tipo di attività agricole possibili da svolgere. Anche per i membri della Comunità, in particolare per il rappresentante legale German Graciano Posso, continuano a giungere minacce di morte da parte del gruppo armato Clan del Golfo autodenominato EGC (Ejercito Gaitanista de Colombia).
Purtroppo il 6 luglio un amato e stimato storico fondatore della Comunità di Pace, Ricardo Quintero, è deceduto dopo una grave malattia. Lascia dietro di sé un esempio di lealtà e fermezza morale di fronte alle scelte di nonviolenza e neutralità al conflitto armato.
L’8 luglio, invece, la Comunità si è stretta intorno al monumento nel villaggio de La Union per ricordare i 6 compagni uccisi nel 2000 dai paramilitari e dall’esercito colombiano mentre difendevano il loro spazio di vita comunitaria e pacifica.
Salutiamo e ringraziamo Sofia per il tempo e la disponibilità condivisa in terra colombiana e diamo il bentornato a Marco.



