Situazione attuale
La Federaciòn Internacional para los Derechos Humanos (FIDH) e le sue organizzazioni nelle Americhe in una nota del 4 gennaio, condannano con forza le operazioni militari e i bombardamenti degli Stati Uniti sul territorio venezuelano, che colpiscono direttamente la popolazione civile e costituiscono un'aggressione alla sovranità dei popoli, alla pace regionale e al rispetto del Diritto Internazionale.
Il Segretario Generale al Consiglio di Sicurezza ONU riunito d'urgenza per esaminare la crisi in Venezuela, ha ricordato che “La Carta (delle Nazioni Unite) sancisce il divieto di ricorrere alla minaccia o all'uso della forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato”.
L’azione militare statunitense in Venezuela a inizio mese non è stato un episodio isolato ma un messaggio rivolto all’intera America Latina e in particolare ai governi progressisti. Simone Bruno, giornalista italiano residente a Bogotà, che di Venezuela e Colombia, narcotraffico e geopolitica si occupa da più di 20 anni, in un’intervista per Altraeconomia dichiara che un intervento diretto contro la Colombia è molto più complicato di quanto sembri.
L'inizio del 2026 vede la situazione interna al Paese con un deterioramento accumulato della sicurezza in diverse regioni e uno scenario tutt'altro che favorevole: i gruppi armati illegali sono oggi più grandi, più diffusi e più difficili da contenere rispetto a un anno fa come si legge nel recente studio della Fundaciòn Ideas para la Paz. Uno dei segnali più preoccupanti del deterioramento della sicurezza è proprio il rafforzamento costante dei gruppi armati.
A dicembre 2025 queste strutture contavano più di 27.000 membri, tra uomini armati e reti di supporto, con una crescita del 23,5% rispetto a dicembre 2024. Ciò significa che più di 5.000 persone si sono unite a queste organizzazioni illegali in un solo anno.
Il Clan del Golfo è in testa a questa crescita, con quasi 2.300 nuovi membri, seguito dall'ELN e dallo Stato Maggiore Centrale (EMC), le fazioni dissidenti guidate da alias “Mordisco”.
Né le operazioni militari, né i processi di negoziazione, né la proposta di accettare accordi giudiziari sono riusciti a frenare la loro capacità di reclutamento. I gruppi offrono salari e altri incentivi in territori dove lo Stato arriva in ritardo o non arriva affatto.
Lunedì 19 gennaio la Fiscalìa General de la Naciòn ha reso nota la condanna a 40 anni di reclusione dell'ex capo paramilitare Salvatore Mancuso per crimini commessi contro la comunità indigena Wayúu e altre comunità della Guajira, in 117 episodi criminali verificatisi tra il 2002 e il 2006.
Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari e le Volontarie
È proseguita intensamente l’attività di accompagnamento protettivo internazionale alla Comunità di Pace di San José de Apartadó in particolare nell’area dei villaggi di Mulatos Medio e Resbalosa dove sono ubicati alcuni terreni collettivi. Una proficua raccolta di riso a metà mese è avvenuta nel terreno El Remolino, dove sono stati raccolti oltre mille chili di riso in un’azione collettiva di resistenza e continua ricerca dell’autonomia alimentare.
Così come dichiarato in una pubblicazione della stessa Comunità di Pace, la base della vita è la terra: se la distruggiamo con la costruzione di miniere e con il disboscamento, il pianeta llegarà a su fin. Queste constanti azioni nonviolente collettive in un territorio dominato dalla presenza del Clan del Golfo o autodenominato Ejercito Gaitanista de Colombia sono un chiaro messaggio e una chiara risposta al dominio territoriale dei gruppi armati da parte della Comunità di Pace che vede nella non accettazione delle regole imposte il proprio camminare in libertà con continue riflessioni che dal locale si estendono al globale.
Ringraziamo Irene e Caterina per il tempo trascorso in Colombia.
Segnaliamo infine l’uscita del libro “La Colombia dei paramilitari – Inchiesta sui signori della guerra in Urabà” di Mattia Fossati.



