Situazione attuale
È proseguito nel mese di novembre il viaggio di alcuni rappresentanti della Comunità di Pace in Europa, dove hanno avuto la possibilità di incontrare la deputata del Parlamento Europeo Cristina Guarda, vicepresidente della delegazione per le relazioni con i Paesi della comunità andina (DAND), per esprimere la forte preoccupazione per le recenti minacce di morte contro i leader della Comunità.
Nel resto del Paese i combattimenti sono continuati sia tra i diversi gruppi armati illegali, sia contro la forza pubblica, mentre la violenza e lo sconcerto rimarcano la tragedia di un conflitto difficile da definire e per il quale pare non ci sia mai fine. Tra i tanti scontri armati avvenuti in questo mese il più drammatico è stato quello dell’esercito contro la dissidenza delle estinte FARC-EP, conosciuta come EMC (Estado Mayor Central) comandata da alias Ivan Mordisco nella regione del Guaviare, che ha portato alla morte di 25 guerriglieri, di cui però almeno sei erano minori. La Defensoria del Pueblo ha emesso un comunicato risaltando come il principio di umanità deve prevalere sulla guerra mettendo in forte discussione l’operato militare poiché il Diritto Internazionale Umanitario stabilisce limiti rigorosi nell’avviare delle ostilità quando siano presenti minori anche qualora abbiano perso il loro stato civile e siano stati obbligati a partecipare a dei combattimenti: “[…]nessun bambino, bambina o adolescente reclutato dovrebbe essere coinvolto in operazioni militari. Il semplice fatto che si trovino negli accampamenti dei gruppi armati illegali e abbiano perso lo status di civili per diventare combattenti, ovvero con funzioni di combattimento continuative, non giustifica la possibilità di un attacco”.
Così, mentre rimane l’attesa per il proseguo del dialogo tra il Governo e il gruppo armato illegale autodenominato EGC o Clan del Golfo che opera anche in Antioquia, in un recente documento redatto da varie organizzazioni per i Diritti Umani si denuncia l’aumento preoccupante degli omicidi e un lotta sempre più forte del Clan del Golfo per il controllo del narcotraffico e delle attività illegali quali l’estrazione dell’oro in particolare nel sud-ovest della regione di Antioquia. Solo tra gennaio e agosto scorso sono state 245 le persone assassinate tra chi si oppone ai loro piani e appartenenti ad altri gruppi criminali che si contendono questa area.
Prosegue invece la negoziazione tra il Governo colombiano e la dissidenza EMBF (Estado Mayor de los Bloques y Frentes) comandata da Calarcà Cordoba con la stipulazione di sei accordi tra i quali l'attuazione di una politica di non arruolamento di minori di 18 anni nelle proprie file, promuove l'accesso alla terra e il contenimento del disboscamento.
Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari e le Volontarie
Anche per tutto il mese di novembre sono continuati gli accompagnamenti protettivi ai membri della Comunità di Pace. I villaggi più monitorati soprattutto per la situazione di insicurezza sono stati Mulatos, Resbalosa e La Esperanza dove di fatto si svolgono le attività agricole principali dei membri della Comunità: in particolare in queste settimane è iniziata la raccolta del riso e del cacao. Purtroppo in questo mese sono giunte anche altre minacce da parte delle EGC (o Clan del Golfo) che avrebbero autorizzato l’invasione abusiva di terreni comunitari nel villaggio de La Union e a cui hanno fatto seguito minacce, calunnie, aggressioni verbali oltre che il furto e la distruzione di beni alimentari destinati alle famiglie della Comunità di Pace. Tutte queste violazioni stanno mettendo a forte rischio la l’incolumità delle persone della Comunità. La stessa direttrice dell’Unità di Implementazione dell’Accordo di Pace, Gloria Cuartas, attraverso le reti sociali, ha richiesto alla Brigata XVII e alla Polizia di Urabà di intervenire di fronte alla presenza del Clan del Golfo nella regione.
Diamo il benvenuto a Irene che inizia il suo cammino di condivisione in terra colombiana.



