Situazione attuale

Siria

Settembre verrà ricordato, nella storia del popolo siriano, come il momento in cui il Presidente della nazione ha potuto partecipare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dopo ben 58 anni di assenza. L’evento è stato celebrato in tutto il Paese con maxi schermi presenti nelle piazze delle principali città, per seguire il discorso tanto atteso. I temi presentati sono stati tanti, ma grande importanza è stata data alle relazioni con la comunità internazionale, all’immagine della nuova Siria e ai rapporti con Israele. Quest’ultima ha infatti già lanciato più di un migliaio di attacchi in territorio siriano dalla partenza di Assad e il rischio di creare tensioni interne rimane alto. Il Governo siriano si è reso disponibile al dialogo, con l’obiettivo annunciato di una de-escalation mediata dagli Stati Uniti. Le trattative sono in corso, con Israele che dovrebbe rinunciare agli attacchi se il Governo siriano non posizionerà armamenti pesanti lungo il confine.

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Situazione attuale

Siria

Secondo quanto reso pubblico dall’UNHCR, ad oggi sono circa 1,7 milioni i siriani “sfollati interni” che sono potuti ritornare nelle proprie zone di provenienze.

Sono circa 850.000, invece, i siriani ritornati dai Paesi limitrofi, di cui circa 400.000 dalla Turchia e 200.000 dal Libano.

Per quanto riguarda il supporto alla ripresa del Paese, gli investimenti maggiori, tendenzialmente privati, stanno provenendo da Qatar, Arabia Saudita e USA e riguardano soprattutto infrastrutture strategiche quali aeroporti, porti e approvvigionamento di risorse per alimentare il fabbisogno energetico. Tuttavia, sono crescenti le apprensioni per l’entourage di persone che rivestono ruoli chiave nella gestione della conclusione di accordi economici importanti per affrontare questioni cruciali per tutta la popolazione siriana.

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Situazione attuale

Siria

Nel mese di luglio la Siria è stata travolta da una nuova ondata di violenze, con epicentro nella provincia meridionale di Suwayda, abitata in maggioranza dalla comunità drusa. La scintilla di tutto, il 13 luglio, è stata un episodio di reciproci rapimenti tra drusi e tribù beduine, ma in poche ore la tensione si è trasformata in scontri armati con armi pesanti. Le forse del governo transitorio sono intervenute per ristabilire l’ordine, ma la loro presenza ha aggravato la crisi portando a esecuzioni di civili drusi disarmati, costretti a dichiarare la loro religione prima di essere uccisi. Testimoni riferiscono anche di arresti arbitrari e perquisizioni casa per casa da parte delle forze governative. Il 15 del mese è stato raggiunto un fragile cessate il fuoco, presto infranto. Il giorno successivo Israele ha lanciato raid su Damasco, colpendo il Ministero della Difesa e aree vicine al palazzo presidenziale, dichiarando di voler difendere i drusi e inviare un segnale al governo. I giorni seguenti hanno visto la città di Suwayda sottoposta a un blocco totale di cibo, carburante e medicine, mentre ONG e ONU denunciavano gravi crimini di guerra. Il 19 luglio è stato annunciato un nuovo cessate il fuoco, ma anche in questi caso le violenze e le tensioni sono continuate. Parallelamente, il 25 luglio le forze siriane e curde, con il sostegno della coalizione internazionale, hanno condotto un’operazione contro l’ISIS ad Al-Bab, eliminando un leader del gruppo.

Sul fronte diplomatico, il 26 si sono tenuti a Parigi dei colloqui a cui hanno partecipato Siria, Israele e Stati Uniti, senza risultati concreti ma con la proposta di inviare osservatori internazionali. A fine mese, il bilancio era pesante: centinaia di civili uccisi, tra cui donne e bambini, infrastrutture distrutte e una crisi umanitaria che ha riportato il sud della Siria in una condizione di guerra aperta.

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Situazione attuale

Siria

Man mano che si entra nel merito delle principali questioni da affrontare per il recupero e la ricostruzione del Paese, emergono diversi scenari a cui far fronte come la sicurezza alimentare.

Il quadro preoccupante dei dati OCHA rivela che la denutrizione colpisce un siriano su 3. A questa situazione, dovuta prevedibilmente dalla guerra, le sanzioni e lo scarso accesso al cibo, acqua potabile e acqua pulita per produzione alimentare, si aggiunge anche la crisi del grano e un’aspra siccità.

L’evento più allarmante, non solo per entità, ma anche per le prospettive di tenuta e coesione della Siria, riguarda l’attentato alla chiesa di Sant’Elia, nel quartiere di Dweila a Damasco, che ha mietuto 25 vittime e circa 60 feriti colpendo in realtà su più fronti. Una delle più antiche comunità cristiane del mondo, già erosa da 2 milioni a 500.000 cristiani, si ritrova spaventata dal repentino cambio di equilibri di potere e dalla potenziale deriva islamista.

In questo senso, le tensioni e violenze confessionali rimangono uno dei principali nervi scoperti del nuovo corso post regime. Inoltre, i fautori dell’attacco, un tempo alleati delle forze del nuovo governo centrale, dimostrano come persista un non pieno controllo delle forze governative, soprattutto relativamente ad alcune sacche di malcontento armato in quello che era il fronte ribelle.

Continuano le incursioni dei soldati israeliani nel sud ovest, a Quneitra e Beit Jinn. Le violazioni arbitrarie del suolo siriano vengono motivate da presenza di depositi di armi e di militanti armati, portando così all’ingresso di truppe che raggiungono anche un centinaio di uomini. 

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Situazione attuale

Siria

Maggio per la Siria è stato un mese caratterizzato da aperture diplomatiche e riforme, ma allo stesso tempo di sfide legate alla sicurezza e alla sopravvivenza economica.

Le relazioni con Israele hanno vissuto una fase di complessa evoluzione, caratterizzata da tensioni militari e tentativi di dialogo diplomatico. Dopo l’attacco aereo israeliano di inizio mese vicino al palazzo presidenziale di Damasco, si sono registrati segnali di apertura diplomatica tra i due Stati. Grazie alla mediazione degli Emirati Arabi Uniti e degli USA, si sono verificati dei colloqui diretti con l’obiettivo di ristabilire l’accordo di cessate il fuoco del 1974 e prevenire ulteriori escalation.

Sul piano internazionale da segnalare l’incontro avvenuto il 14 maggio tra Trump e il Presidente Ahmad al-Sharaa, che rappresenta un importante passo verso la normalizzazione delle relazioni tra Stati Uniti e Siria. A seguito di questo incontro, infatti, sono state revocate la maggior parte delle sanzioni economiche americane nei confronti del Paese; così come è stato fatto anche dall’UE.

Nonostante questi segnali positivi, la sicurezza rimane fragile. Il 30 maggio lo Stato Islamico ha rivendicato un attentato contro un veicolo militare siriano nella provincia di Suwayda, primo attacco ufficiale contro il nuovo governo.

Infine, dal punto di vista economico, l’annuncio dell’abolizione dei sussidi agricoli ha sollevato forti preoccupazioni, soprattutto a causa della siccità persistente e della crisi alimentare in corso.

Libano

Il mese di maggio è stato caratterizzato dallo sprint finale delle campagne elettorali: per la prima volta in quasi un decennio, i cittadini libanesi si sono recati alle urne per eleggere consigli municipali e i mokhtar.

La necessità di movimentare l’esercito, al fine di garantire la sicurezza e prevenire eventuali scontri confessionali, ha fatto sì che le elezioni si svolgessero nell’arco delle 4 domeniche del mese, ciascuna adibita ad una zona prestabilita. Analizzando la media nazionale, l’affluenza è stata inferiore rispetto all’ultima tornata elettorale. Tuttavia, può essere rilevante considerare che circa 1/5 delle sezioni sono state assegnate per acclamazione.


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