Situazione attuale

Siria

A inizio mese la World Bank ha dichiarato che il terremoto ha causato in Siria oltre 5.1 miliardi di dollari di danni fisici diretti.
Inoltre, intorno al 17 marzo, forti alluvioni hanno colpito alcune zone nel nord-ovest della Siria, creando ancora più danni oltre a quelli causati dal terremoto, e danneggiando le tende dei recenti sfollati e delle persone che vivevano in tenda già da anni.
Le difficoltà di accesso agli aiuti nelle aree del nord della Siria sono proseguite anche a marzo: l’8 marzo un numeroso convoglio di aiuti della Mezzaluna Rossa Siriana è rimasto bloccato per due giorni al confine con Saraqib, provincia di Idlib, prima di ricevere il permesso di ingresso da parte di tutte le parti politiche coinvolte.
A livello internazionale, con il terremoto si osserva una generale tendenza da parte di alcuni Paesi arabi a mostrare un interesse nel riallacciare e normalizzare i rapporti con il governo siriano. Su questa scia anche la Russia ha chiesto un incontro con rappresentanti di Siria, Turchia e Iran ma le autorità siriane hanno domandato l’uscita delle forze turche dal territorio siriano nel nord del Paese prima di sedersi al tavolo di dialogo con il governo turco. Dopo alcuni giorni la Russia ha dichiarato che questo meeting tra i vice ministri esteri dei quattro Paesi avverrà a inizio di aprile, con tutte le parti che si sono dichiarate d’accordo.
Contemporaneamente si sono registrati due attacchi delle forze israeliane sull’aeroporto di Aleppo, uno dei centri nevralgici delle distribuzioni di aiuti da dopo il terremoto, e un altro attacco aereo in un quartiere di Damasco storicamente non bersaglio bellico.

Libano

Il 6 marzo un gruppo di 38 Paesi, che vede come capofila l’Australia, ha rilasciato una dichiarazione congiunta allo UN Human Rights Council (HRC) chiedendo che sia fatta luce sull’esplosione nel porto di Beirut dell’agosto 2020, facendo presente al governo libanese la necessità di un’indagine indipendente e credibile.
Per il Libano, marzo è stato un mese di crisi nera dal punto di vista economico.
La BCL ha tentato alcune manovre finanziare per far riacquistare alla lira parte del suo originario valore pre-inflazione, insieme al tentativo anche di aggiornare gli stipendi dal 15% al 50% del valore di cambio effettivo della lira sul mercato reale. Queste manovre sembrano però misure palliative atte a rallentare di poco un deprezzamento che è in continua corsa: il Paese è stato definito come "il più colpito al mondo" dall'inflazione alimentare nel 2022.
La lira ha raggiunto i 140.000 LBP su 1$, con un declino del 35% ulteriore in un solo mese. 

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Situazione attuale

Siria

Il 6 febbraio la Siria insieme alla Turchia si sono svegliate nella notte per una scossa di terremoto con magnitudo 7.8 senza precedenti simili nel corso dell’ultimo secolo. L’area siriana più colpita è il nord-ovest del Paese nelle regioni di Aleppo e di Idlib. Dopo giorni in cui il numero delle vittime è aumentato ora dopo ora, la stima è arrivata a circa 6000 morti solo nel lato siriano. Quest’area è stata duramente colpita dai bombardamenti negli ultimi anni di guerra, e anche nei giorni successivi al sisma le forze russe e governative siriane hanno colpito aree densamente popolate nella regione di Idlib e Hama.
I primi aiuti umanitari sono riusciti ad avere accesso alle aree siriane colpite solo 3 giorni dopo il sisma
e in quantità estremamente contenuta, ufficialmente a causa dei danni riportati dalle infrastrutture di Bab al-Hawa, principale via di accesso dalla Turchia al nord-ovest siriano, anche se numerose ONG hanno denunciato la chiusura selettiva del valico per ragioni politiche che hanno prevalso sul poter salvare vite umane; il governo siriano ha chiesto a gran voce la sospensione delle sanzioni, ottenuta da parte degli USA per un periodo di 6 mesi, e l’ingresso degli aiuti umanitari esclusivamente da Damasco. Diverse ONG e attivisti locali hanno accusato il governo siriano di aver sottratto alle vittime del sisma buona parte degli aiuti: secondo alcune ONG locali il 13% degli aiuti entrati a Damasco ha raggiunto le zone terremotate. Parte di questi aiuti sono arrivati attraverso il Libano che ha aperto aeroporto e porti di Beirut e Tripoli per il loro ingresso sollevandoli da tasse doganali.
Molte persone sono state costrette a rifugiarsi in campi profughi improvvisati o a dormire nelle proprie auto per giorni, nonostante il freddo.
Un coordinatore dell’OCHA dell’ONU ha dichiarato che “con la Siria abbiamo fallito” per la lentezza e l’insufficienza di aiuti che hanno raggiunto le aree colpite. I passaggi di frontiera di Bab Al-Salam e Al Raee tra Turchia e Siria sono stati aperti dopo quasi dieci giorni.

Libano

Il terremoto registrato il 6 febbraio si è riverberato prepotentemente anche in Libano dove è stato avvertito fino a Beirut. Le zone che sono state investite in maniera preoccupante hanno interessato l’area del Nord, in particolare la città di Tripoli e la regione di Akkar. Oltre al panico che ha costretto la popolazione a restare in strada in più occasioni per precauzione, qui si sono dovuti affrontare diversi crolli per fortuna senza registrare conseguenze tragiche. Il sisma ha anche causato un picco nell’inflazione che ha visto salire tantissimo il valore del dollaro rispetto alla lira libanese, che in pochi giorni è passata da 50.000 LBP a 80.000 LBP.

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Situazione attuale

Siria

Continua l’impegno di normalizzazione da parte del regime che, dopo il vertice a Mosca con Russia e Turchia, ospita il Ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti in prospettiva di un riavvicinamento con uno degli Stati Arabi che aveva precedentemente appoggiato i ribelli che volevano rovesciare lo stesso regime. Dalla Turchia giunge la suggestione di includere anche l’Iran nei colloqui con Russia e Siria per discutere l’assetto per la stabilità del nord della Siria, di principale interesse per lo Stato confinante.

Nella zona di Idlib continuano i venerdì di protesta da parte della popolazione che invia un chiaro segnale di inamovibilità contro la cosiddetta “riconciliazione” delle zone che non sono sotto il controllo del regime. Qui la gente rimane tuttora bersaglio di bombardamenti da parte del regime e della Russia. Il suolo siriano si conferma teatro di bombardamenti da parte di Israele, come quello di inizio anno, all’aeroporto di Damasco, che ha causato vittime e la sua chiusura temporanea; secondo l’Osservatorio siriano per i Diritti Umani sono state prese di mira “posizioni di Hezbollah e di gruppi filo-iraniani nell’aeroporto e nei dintorni, compreso un deposito di armi”.

Libano

Nel mese di gennaio la tensione sociale è ulteriormente salita e diverse parti sociali della popolazione sono scese in strada ormai sfinite dall’onda lunga delle grandi questioni irrisolte del Paese.

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Situazione attuale

Siria

Nell’ultimo periodo la Siria ha conosciuto sviluppi che vedono, da una parte tentativi di normalizzazione diplomatica relativi a dinamiche regionali tra attori in prima linea nel conflitto, dall’altra accese proteste popolari antiregime diffuse in gran parte del Paese.
A Suwayda, nel sud del Paese, centinaia di manifestanti sono scesi in strada intonando slogan
antiregime che risuonavano durante le prime sollevazioni del 2011. Queste proteste sono molto simboliche perché accadono in un’area del Paese sotto il controllo del regime che è stata risparmiata dai feroci combattimenti. Qui il malcontento è il risultato di isolamento, povertà, corruzione, crisi energetica e insicurezza alimentare che colpisce la popolazione di tutta la Siria.
Sul versante diplomatico, i Ministri della difesa e i rispettivi vertici dei servizi di intelligence di Russia, Siria e Turchia si sono incontrati a Mosca,
la prima volta dall’inizio della guerra civile, nel tentativo di intavolare un processo di normalizzazione dell’assetto territoriale delle zone sotto occupazione Turca o delle milizie filoturche che lasciano presagire una restituzione delle suddette zone al regime di Assad.
La reazione popolare non si è fatta attendere, questa volta nelle aree rimaste sotto il controllo dei ribelli e dell’occupazione
turca. Qui, le bandiere della “Siria libera” hanno colorato le proteste e sollevazioni nella regione di Idlib e Aleppo ricordando che la rivoluzione esiste ancora e non vuole riconciliarsi col suo carnefice.

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Situazione attuale

Siria

Le conseguenze dell’attentato a Istanbul di domenica 13 novembre che vede al momento colpevole una donna curda di nazionalità siriana, non si sono fatte attendere. Nella notte di sabato 19, la Turchia, sfruttando in maniera strumentale l’avvenimento terrificante, ha lanciato un’offensiva militare aerea denominata Operazione “Spada ad Artiglio” nel nord della Siria che sta bersagliando non solo obiettivi militari ma anche edifici pubblici e civili, ospedali e infrastrutture energetiche.
Questa aggressione avviene con la complicità della Russia che consente all’aviazione Turca e ai suoi droni di entrare nello spazio aereo siriano
(interdetto dal 2019 proprio in seguito all’invasione Turca su larga scala), come continua a fare con i bombardamenti transfrontalieri nel nord dell’Iraq.
La preoccupazione è dovuta al fatto che la gran parte delle vittime risultano essere civili che, non solo vivono
nel conflitto da 11 anni, ma hanno conosciuto anche l’orrore dell’ISIS e ora si ritrovano ancora sotto assedio.
Continuano con molta difficoltà
i ricollocamenti nei Paesi di provenienza delle donne e dei bambini stranieri reclusi nel campo di detenzione di al-Hol, nel deserto di Deir Ezzor, dove sono confinati circa 56.000 sfollati mantenuti in detenzione perché parenti o sospettati di essere sostenitori dei miliziani dell’ISIS. Tra essi ci sono circa 10.000 internati, di cui il 60% bambini, di origine straniera e i cui Paesi di provenienza (60) si sono dimostrati riluttanti nel rimpatriarli per motivi di sicurezza nazionale.
Tuttavia, l’Olanda si è unita alla lista di Paesi (Canada, Germania, Russia, Svezia, USA, Kazakhistan, Kirgyzstan, Finlandia, Danimarka e Uzbekistan) che stanno progressivamente rimpatriando soprattutto donne e bambini, istituendo programmi di assistenza sociale ad hoc, specialmente per il recupero socio-psicologico dei bambini.

Libano

La situazione economica fortemente compromessa del Paese fa registrare ancora l’aumento dell’inflazione del 158% negli ultimi 10 mesi. Questo si è tradotto in beni di prima necessità dai prezzi triplicati dall’inizio della crisi economica del 2019.
Tra le cause principali
vi è lo stallo politico che persiste e si rende manifesto nell’incapacità di trovare un accordo per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, il cui ultimo mandato è terminato il 31 ottobre e il conseguente vuoto istituzionale rende impossibili le eventuali e tanto agognate riforme di cui il Libano avrebbe bisogno.
D’altro canto il Governatore della Banca Centrale Libanese ha annunciato l’adozione di un nuovo tasso di cambio ufficiale fissato a 1$=15.000 LL a partire da febbraio 2023 rispetto a
lle 1.500 LL, valore mantenuto fino ad ora senza un’effettiva valenza dato che il tasso di cambio parallelo (al “mercato nero” odierno) che vige nel Paese per i contanti è di 1$=40.000 LL circa.
La situazione sanitaria relativa alla diffusione del colera sta preoccupando ulteriormente la popolazione tra cui si contano 4.600 casi accertati, costringendo all’osp
edalizzazione soprattutto i soggetti più fragili. Durante il mese di novembr,e 440.000 libanesi sono stati vaccinati raggiungendo il computo del 70% della popolazione delle regioni di Akkar, Bekaa e Central Bekaa. Inoltre, sono tante le Ong che si stanno adoperando per somministrare in maniera capillare il vaccino nei campi rifugiati siriani e nelle aree abitate dai profughi fortemente esposti all’infezione per le condizioni igienico sanitarie in cui vivono.

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