Situazione attuale
Siria
A fine giugno almeno tre persone sono state uccise e altre 11 ferite in un attacco in Siria attribuito a Israele, vicino la città di Sayyidah Zaynab, a sud della capitale Damasco. Lo ha reso noto l’Osservatorio siriano per i Diritti Umani, ripreso dai media israeliani. L’attacco, secondo la stessa fonte, avrebbe colpito il centro servizi di una fondazione affiliata a gruppi filo-iraniani, tra cui gli Hezbollah libanesi.
Per quanto riguarda lo scenario internazionale, in Germania sono state arrestate cinque persone sospettate di aver commesso crimini contro l'umanità in Siria. I presunti crimini di guerra sono stati commessi tra il 2012 e il 2014 nei primi anni della guerra civile siriana, da parte di quattro militari e un membro dei servizi segreti del regime di Bashar Al-Assad. Gli arresti sono stati effettuati grazie alle leggi sulla giurisdizione universale che vigono in Germania, che consentono ai magistrati tedeschi di perseguire i crimini contro l'umanità commessi ovunque nel mondo.
Libano
Continuano i colloqui tra Hezbollah e il mediatore statunitense in merito alla situazione nel sud del Libano, dove perdura la “sorveglianza” israeliana con raid aerei sul territorio libanese e dove si sono verificati omicidi di presunti (secondo Israele) membri del partito di Dio.
Anche il Presidente francese Emmanuel Macron è intervenuto recentemente invitando il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ad evitare di provocare un’escalation del conflitto tra Israele e i militanti di Hezbollah in Libano. La tensione crescente è evidente: la Francia ha sottolineato l’urgente necessità di evitare il peggioramento della situazione poiché avrebbe un impatto negativo sia sul Libano che su Israele. Le famiglie siriane che vivono nella valle della Bekaa e nel sud del Libano raccontano che la presenza aerea militare israeliana è motivo di grande paura per gli abitanti della zona e c’è grande preoccupazione, tanto che nella regione sono state chiuse 35 scuole: per 6000 bambini è sospeso il Diritto allo studio. Nel mese di giugno inoltre la campagna cosiddetta “di sicurezza” portata avanti dall’Ufficio di Sicurezza Generale e dalla Sicurezza di Stato libanese si è accanita verso negozi e attività commerciali gestite da siriani: le notizie ufficiali riportano di diverse attività chiuse e di almeno 6 persone siriane arrestate, ma sono in continuo aumento.




