Situazione attuale
Siria
Continua il racconto di un Paese che è un campo di battaglia per le potenze regionali e non solo: si moltiplicano gli attacchi esterni e gli scontri interni mentre il regime rimane all’opera per quanto riguarda la sua normalizzazione, mantenendo sul territorio siriano i suoi alleati come la Russia, milizie e attori non statali armati; mentre l’Iran entra direttamente nel teatro siriano attaccando “cellule di gruppi terroristi” nel nord della Siria, salvo bombardare anche la città di Erbil in Iraq (affermando di aver colpito un quartier generale di spie, nei pressi del consolato Americano).
Per quanto riguarda gli aiuti nella zona Nord-Ovest non controllata dal regime, è stato rinnovato per altri sei mesi il permesso di ingresso degli aiuti umanitari attraverso il gate di Bab al-Hawa.
Libano
Il Paese si conferma un unicum in tutta la regione in questo periodo burrascoso, tanto da arrivare ad essere colpito nel cuore della sua capitale, nel quartiere di Dahyeh, da parte di un attacco israeliano e con la parte meridionale del Paese messa a ferro e fuoco.
Non sembra però esserci una reazione condivisa da parte delle Istituzioni e della popolazione se non il desiderio comune di voler evitare il peggio attraverso un’escalation che sarebbe impossibile da affrontare qualora si verificasse.
Le calamità meteorologiche invernali, d’altro canto, hanno ulteriormente provato tutto il Libano, raggiungendo il massimo della devastazione nella zona più remota e dimenticata: l’Akkar. La regione più a nord del Paese, con la più alta concentrazione di rifugiati siriani, ha visto inondati ed evacuati centinaia tra campi profughi, siti abitativi isolati e villaggi con enorme disagio per le migliaia di persone che vivono in condizioni disumane da diversi anni.




