Situazione attuale
Siria
L’UNHCR stima che da inizio marzo sono oltre 21.000 i siriani che si sono rifugiati in Libano per sfuggire ai massacri che si sono verificati sulla costa di Latakia e Tartus ai danni della minoranza Alawita.
In questo senso, il bilancio di 1.500 morti civili continua ad aggiornarsi poiché le violenze settarie si verificano anche nelle aree circostanti e si estendono anche nella città di Homs, dove si verificano assalti mirati contro gli Alawiti, mietendo ulteriori vittime. Un altro inquietante tratto di questa situazione è il rapimento di 62 donne e ragazze Alawite scomparse nel nulla.
A distanza di poco meno di due mesi dal massacro degli Alawiti, si verificano nuovi scontri che questa volta interessano la zona a Sud di Damasco, precisamente a Jaramana e Sehnaya. In questa zona, storicamente a prevalenza Drusa, si sono verificati aspri scontri armati tra milizie sunnite che sembrano sfuggire al controllo delle cosiddette nuove forze di sicurezza governative di Damasco e miliziani drusi delle forze locai. Quelle stesse forze con cui si era raggiunto un accordo per integrarle nelle fila governative. Risulta evidente che la strada per l’unità e per riportare sotto il controllo anche frange armate affini al nuovo governo di Damasco, sembra lungi dall’essere raggiunta.
Rimane aperto il quesito se esista la volontà di raggiungere questa unità fino in fondo o se venga lasciato margine di manovra a queste frange armate fuori dal controllo governativo, minando così alle basi le prospettive del Paese.
In questa situazione, Israele continua a martoriare la terra e la popolazione siriana attraverso attacchi gravissimi che mietono vittime civili e colpiscono obiettivi sensibili, prendendo a pretesto la competizione con la Turchia che si gioca sulla pelle dei siriani e questa sedicente postura di protettore della minoranza drusa.
Libano
Nel mese di aprile le tensioni al confine meridionale con Israele sono continuate in violazione del cessate il fuoco di novembre. A seguito del lancio di razzi dal Libano, Israele ha intensificato le operazioni, colpendo soprattutto Beirut e la valle della Bekaa, in risposta agli attacchi di Hezbollah. Il Ministro della Difesa israeliano Katz ha minacciato ulteriori ritorsioni se gli attacchi dovessero continuare.




