Situazione attuale

Siria

II progressivo processo di normalizzazione e la narrativa che vuole la Siria come un posto in cui il conflitto è finito, per cui si può addirittura spingere i siriani a ritornare, si scontrano con i tentativi incessanti di partenza per mare da parte dei siriani e con la nuova sorprendente ondata massiccia di proteste che attraversano la Siria.
La cosiddetta rotta del Mediterraneo orientale sta scatenando il suo flusso imponente dovuto alla stagione estiva. La rotta punta all'Italia ed è affollata soprattutto da Siriani, Libanesi e Palestinesi. Il punto principale delle partenze è la regione dell’Akkar, a Nord del Libano, dove si è creato quel circolo vizioso di assenza delle Istituzioni, collusione dei trafficanti con le forze di sicurezza nella tratta di esseri umani e prossimità al confine siriano.
Sul territorio siriano invece, in seguito ad un ennesimo rincaro del gasolio, vanno intensificandosi le proteste contro il governo siriano che durano da ormai due settimane e che hanno come punto nevralgico il sud del Paese, nelle città di Daraa e Sweida e sembra si stiano irradiando verso nord.

Libano

In questo periodo il Libano ricorda le vittime dell’esplosione del porto del 4 agosto di 3 anni fa; alla commemorazione fa da beffardo contraltare un’inchiesta giudiziaria ormai arenata da tempo sotto i colpi delle ricusazioni incrociate, dal sapore di scontro politico sulle responsabilità dell’accaduto.
Le fratture confessionali, sociali e politiche si manifestano in avvenimenti nefasti come scontri a fuoco tra milizie Cristiane e Sciite, arresti, intimidazioni e censure che bersagliano il mondo dell’informazione, dell’intrattenimento e avvocati, insieme ad aggressioni alla comunità LGTBQ+.

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Situazione attuale

Siria

Il regime sta consolidando sempre più i contatti e gli incontri diplomatici con i Paesi confinanti e con gli interlocutori della regione, sotto l’egida della Russia.
Dopo la chiusura del confine presso Bab al-Hawa nel Nord Ovest della Siria, varco attraverso cui era concesso l’ingresso degli aiuti umanitari dalla Turchia, è arrivato, in seno al Consiglio di Sicurezza ONU, l’accordo per la riapertura di sei mesi del valico, che garantisce la sopravvivenza di 4 milioni di persone che vivono nelle zone controllate dall’opposizione.

Libano

Sul versante migranti, la rotta mediterranea orientale è in piena attività e gli Stati dell’area coinvolta si sono attivati in una operazione di addestramento congiunto: il fine è l’impedimento delle partenze e il ritorno forzato di chi parte illegalmente per mare.
Preoccupano le conseguenze che queste operazioni possono portare, in particolare per gli arresti, le detenzioni e l’alta probabilità di andare incontro a torture.
Il numero delle partenze per mare dal Libano molto probabilmente eccederà quello dello stesso periodo di riferimento del 2022, con 51 partenze che hanno trasportato più di 4000 persone. Numeri che risultano raddoppiati rispetto al 2021.
Un esempio di ritorno, come prassi ormai consolidata, è rappresentata dal caso del 30 Luglio, quando Cipro, che considera il Libano un “Paese sicuro”, ha rimandato nel Paese dei cedri più di 70 persone, tra cui 11 bambini e 9 donne, dopo averle intercettate in mare.

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Situazione attuale

Siria

Il 14 e 15 giugno si è svolta a Bruxelles la settima conferenza a sostegno del futuro della Siria e della regione. Secondo il Commissario Europeo alle Emergenze, Janez Lenarcic, sono stati raccolti 9,6 miliardi di euro sotto forma di sovvenzioni e prestiti.
Negli stessi giorni della conferenza, nelle regioni di Tal Rifaat e Manbij (nord Siria), l’esercito turco ha ucciso 41 miliziani delle forze curde siriane Ypg, ritenute da Ankara un’organizzazione terroristica.  Il 25 giugno, il bombardamento da parte di aerei russi sulla regione di Idlib, ha causato nove morti e dozzine di feriti tra la popolazione civile.

Libano

I volontari hanno continuato a monitorare la situazione dei profughi siriani, in rete con le altre associazioni presenti sul territorio. Purtroppo, le notizie sono sempre negative: le limitazioni sulle vite delle persone siriane sono costanti e pratiche come il coprifuoco sono ancora imposte. La situazione di sicurezza non è migliorata, le persone sono ancora terrorizzate dal rischio concreto di essere deportate in Siria e, di conseguenza, si è verificato un incremento delle pericolose partenze via mare, delle quali si registrano 8 viaggi nel mese di maggio.
Nello stesso mese, poi, sono stati segnalati abusi sessuali a danno di minori lavoratori dei campi agricoli, soprattutto nella zona dell’Akkar, e forti discriminazioni subite a scuola dai bambini siriani.
Nemmeno l’impasse politico del Paese accenna a migliorare. La seduta Parlamentare dedicata all’elezione del Presidente della Repubblica, infatti, si è chiusa ancora una volta con un nulla di fatto.

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Situazione attuale

Siria

L'onda lunga dell'inesorabile processo di normalizzazione delle relazioni diplomatiche con il regime di Assad nella regione, passa per la riammissione della Siria alla Lega Araba dopo più di un decennio.

Libano

Continuano le restrizioni a danno dei siriani. È del 2 maggio la decisione della GSO che impone la registrazione dei siriani presso le rispettive municipalità (misura che risulta ancora più contraddittoria se si tiene conto che la popolazione libanese non beneficia di un censimento dal lontano 1932). A ciò si aggiunge lo scoraggiamento ad assumere nei posti di lavoro e ad affittare o vendere appartamenti ai siriani, a meno che non risultino registrati e legalmente residenti in Libano.

Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari

Maggio al campo prosegue sulla falsariga del mese precedente, per cui alle notizie di deportazioni (ormai sempre più localizzate), seguono limitazioni alla vita personale dei profughi siriani. I volontari si sono divisi spesso in due gruppi, così da mantenere una presenza stabile al campo e contemporaneamente raccogliere informazioni nei luoghi più colpiti dalle deportazioni.
Le richieste di accompagnamento giustificate dalla paura dei posti di blocco scemano col trascorrere del mese. Tra questi, però, ne vanno segnalati alcuni presso ambasciate nazionali, finalizzati ad usufruire dei Corridoi Umanitari.

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Situazione attuale

Siria

Continuano indistintamente i crimini e le torture dei soldati Turchi al confine con la Siria. Dall’inizio del 2023 sono state accertate 11 vittime e 20 feriti. Un gruppo di otto persone, una volta passato il confine, è stato intercettato e torturato, causando la morte di un uomo e di un ragazzo. Cinque ore dopo, venivano riportati sommariamente in Siria insieme ai corpi delle due vittime.
Non sempre si tratta di tentativi di passare il confine, come nel caso di un uomo che è stato assassinato mentre lavorava nei campi.
L’inesorabile processo di normalizzazione delle relazioni diplomatiche del governo siriano con i principali interlocutori del Golfo continua senza remore. In questo ha influito la mancata opposizione a queste dinamiche degli attori che si dicono promotori dei diritti umani, come ad esempio gli Stati Uniti.

Libano

Nel vacuum istituzionale, i siriani che vivono nei campi profughi ci raccontano che le forze di sicurezza si stanno rendendo protagoniste di intimidazioni, abusi e violenze, colpendo diverse parti sociali che formano la composita popolazione del Libano.
I rifugiati siriani sono terrorizzati dai rastrellamenti e deportazioni in Siria che vedono coinvolte centinaia di persone. Durante il mese di aprile sono state più di 450 le deportazioni accertate. Le zone maggiormente interessate da queste operazioni sono la Valle della Bekaa, Aley, la costa a Nord di Beirut (Jounieh, Biblos e Batroun) e l’Akkar. Oltre alla pericolosità per le vite umane dei siriani, diversi sono i casi in cui non si ha più notizie delle persone.
La libertà di espressione è sotto attacco su più versanti. Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati ha emendato il suo regolamento prevedendo la richiesta di un permesso obbligatorio per qualsiasi avvocato che voglia partecipare a seminari, conferenze, discussioni, interviste e dichiarazioni alla stampa. Inoltre sono stati disposti provvedimenti disciplinari nei confronti di coloro che hanno mosso pubblicamente critiche, rischiando l’espulsione dall’Ordine e quindi l’impossibilità di esercitare la professione. Questa ulteriore limitazione si aggiunge alla spesso difficile attività legale che, specialmente quando si occupa di diritti e abusi, è sottoposta a pressioni, ostacoli e aggressioni personali.
Anche la stampa sta subendo diverse intimidazioni come nel caso di giornalisti che si occupano di temi sensibili. Sono in molti a raccontare la propria preoccupazione per la libertà di espressione e l’interesse pubblico.

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