Situazione attuale
Siria
Novembre è stato caratterizzato da una continua ondata di scontri su vari fronti. La prima metà del mese è stata teatro di numerosi attentati da parte di Israele all’interno del conflitto che sta interessando il vicino Libano, con l’obiettivo di indebolire la capacità offensiva di Hezbollah.
Il 14 novembre sono stati condotti dei raid sul quartiere residenziale di Mazze a Damasco, che ospita la sede delle Nazioni Unite, le ambasciate e le istituzioni siriane. L’attacco, avvenuto in concomitanza della visita dell’alto funzionario iraniano Ali Larijani, consigliere della guida suprema Ali Khamenei, ha portato alla morte di 20 persone.
Il 20 i jet israeliani hanno bombardato Palmira, nel centro desertico della Siria, prendendo di mira una riunione di comandanti di gruppi filo-iraniani e degli Hezbollah libanesi - il bilancio è di 71 vittime.
Verso la fine del mese, la Siria ha vissuto una delle sue fasi più intense del conflitto recente. Il 27, giorno della tregua in Libano, i gruppi di ribelli guidati da Hay’at Tahrir al-Sham (HTSorganizzazione per la liberazione del Levante) - affiancata da altri gruppi alleati sostenuti dalla Turchia - hanno lanciato un’offensiva su larga scala contro le forze governative nelle province di Idlib e Aleppo, conquistando quest’ultima in pochi giorni. L’operazione ha causato oltre 600 morti e un numero crescente di sfollati - più di 280.000 - in un contesto di crisi umanitaria già drammatico, attirando l’attenzione globale.
La Russia ha intensificato i raid aerei a sostegno del governo siriano, in modo particolare sulla città di Aleppo, comportando la morte di numerosi civili. L’Iran ha indicato la possibilità di rafforzare il proprio impegno militare in Siria. Le speculazioni su interventi indiretti di altri Paesi, come gli Stati Uniti o Israele, hanno ulteriormente complicato il quadro geopolitico.
Libano
A novembre gli attacchi israeliani in Libano hanno preso di mira le roccaforti e le infrastrutture di Hezbollah, principalmente a Beirut e nel Libano meridionale. Tra gli obiettivi principali ci sono stati i centri di comando e controllo nell'area Dahiyeh di Beirut, un centro focale per Hezbollah, le strutture di stoccaggio delle armi e i siti di artiglieria, l’unità di difesa aerea e diversi centri di intelligence, nonché numerose cellule di comando nel sud del Libano. Tra i vari bersagli è stato colpito anche l’ospedale di Halba - a pochi kilometri da Tel Abbas El Gharbi. Contemporaneamente, Hezbollah ha preso di mira varie località del nord di Israele. Razzi e missili hanno colpito non solo installazioni militari e infrastrutture critiche - come i sistemi di alimentazione e di comunicazione sono stati interrotti da attacchi mirati - ma anche aree civili in città quali Kiryat Shmona e Metula, causando evacuazioni e vittime.




