Situazione attuale e Attività volontari/e

In Cile il mese di settembre è carico di significato, per la storia della dittatura militare di Pinochet (1973-1990) e per le celebrazioni de las Fiestas Patrias. Per le comunità Mapuche settembre quest’anno si è contraddistinto per gli ennesimi atti di ingiustizia e per tenaci azioni di protesta.

Il primo settembre è iniziato il processo contro Alejandro Linguen Venegas, prigioniero politico Mapuche detenuto nel carcere di Angol, accusato dell’omicidio del sotto ispettore Luis Morales Balcázar e del tentato omicidio del funzionario della PDI (Policía de Investigaciónes) Felipe González Pradenas. Linguen si dichiara innocente rispetto a tali fatti, avvenuti durante un’operazione a cui presero parte circa 850 membri della PDI, il 7 gennaio 2021. Il 16 settembre il tribunale di Angol lo ha dichiarato colpevole e il 29 settembre ha emesso la sentenza di condanna a 28 anni di carcere. Lo stesso giorno, nella zona, si sono registrati numerosi controlli stradali interpretati, da alcuni, come segno di intimidazione. Il suo caso ha scatenato diverse obiezioni da parte delle comunità Mapuche, che denunciano le carenze investigative, evidenziate da perizie balistiche contraddittorie, oltre che dall’assenza di prove scientifiche e di testimonianze.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Ad agosto i volontari e le volontarie di Operazione Colomba hanno continuato a seguire alcuni importanti eventi riguardanti la popolazione Mapuche dall’Italia, in attesa di un loro prossimo ritorno in Cile.

Purtroppo continuano le violazioni dei Diritti dei Mapuche. All’inizio del mese si è diffusa la notizia di un grave fatto risalente ai primi di giugno: il figlio 13enne del lonko Alberto Curamil del Lof Radalco, nella zona di Curacautín, è stato ingiustamente accusato di furto dalla direttrice dello studentato dove vive, nella città di Victoria. I carabineros hanno interrogato il ragazzo senza la presenza dei genitori e successivamente lo hanno scortato e trattenuto al commissariato di Victoria Huarria. Sembra che gli agenti abbiano agito pur essendo a conoscenza del reale autore del furto, un altro alunno della scuola. Il ragazzo fortunatamente è stato rilasciato alcune ore dopo per ordine del Ministero Pubblico. Il padre ha denunciato i maltrattamenti subiti dal figlio e ha condannato l’accaduto come atto di razzismo e discriminazione nei confronti dell'adolescente.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Crescono le sentenze di detenzione preventiva per i Mapuche impegnati nella difesa del territorio. La detenzione preventiva è un provvedimento frequentemente adottato, che desta preoccupazione tra le comunità. A preoccupare è sia il suo utilizzo, di fatto una pena anticipata, particolarmente ingiusta nel caso in cui gli imputati vengano poi riconosciuti innocenti, sia l’intento punitivo e la tendenza alla criminalizzazione nei confronti di chi si batte per la difesa della terre ancestrali.

Numerosi fatti, in questo mese, hanno portato all’attenzione questo tema come il caso Quilleco o quello del LonkoPichun. Il 23 luglio sono stati arrestati tre Mapuche, con l’accusa di attentati incendiari avvenuti nel 2021 e 2022; per loro il 25 luglio, il tribunale di Panguipulli, ha deciso di mantenere la detenzione preventiva per una durata di 6 mesi.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Nel mese di giugno le attività sul campo sono state compromesse da un evento particolarmente critico e doloroso: la casa di Lautaro, sede dei volontari e delle volontarie di Operazione Colomba, è stata interamente distrutta da un incendio. Il forte impatto di quanto successo è stato accompagnato dalla generosità della comunità circostante, che da subito ha accolto e sostenuto i volontari con attenzione e cura, segno anche di una reale condivisione diretta che Operazione Colomba ha avuto la fortuna di coltivare in questi anni.

L’avvenimento ha costretto il gruppo a sospendere le attività sul territorio, ritenendo opportuno il rientro in Italia. Prima del ritorno, i volontari e le volontarie hanno potuto incontrare alcuni attivisti Mapuche, visitando terre ancestrali nei pressi di Curacautín.

Il 24 giugno la delegazione di Apg23 alle Nazioni Unite a Ginevra è intervenuta durante il dialogo interattivo con l'esperto indipendente sui Diritti Umani e la solidarietà internazionale che ha presentato il suo rapporto tematico su solidarietà internazionale e popoli indigeni.

Nonostante la sospensione delle attività, continua l’impegno di Operazione Colomba nel porre luce sul conflitto tra le comunità Mapuche e lo Stato cileno.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Durante il mese di maggio le attività delle volontarie e dei volontari presenti in Cile sono ripartite a pieno regime accompagniate da vari momenti di condivisione con le comunità locali.

Il primo maggio l’equipe ha seguito, a Temuco, una manifestazione in occasione della Giornata Internazionale dei Lavoratori che si è svolta pacificamente con un momento particolarmente suggestivo di condivisione tenuto dalla Werken, portavoce, di una vicina comunità che ha ricordato ancora una volta l’importanza della resistenza del popolo Mapuche, la loro resilienza nel mantenere e ripristinare le tradizioni e la cultura.

A pochi giorni di distanza si è tenuta, come ogni 8 del mese, la manifestazione per mantenere alta l’attenzione sulla scomparsa della dirigente Mapuche Julia Chuñil di cui non si hanno più notizie dall’8 novembre 2024. Il corteo è stato molto sentito dai partecipanti, l’energia era alta, l’indignazione per il modo in cui le Istituzioni cilene si stanno occupando del caso si è fatta sentire. I manifestanti si sono fermati a protestare di fronte alla sede della PDI (Policìa de Investigaciones - polizia investigativa) di Temuco per diverso tempo, chiedendo a gran voce che si cominci ad indagare più approfonditamente l’uomo d’affari che avrebbe minacciato più volte Julia prima della sua scomparsa. Negli stessi giorni i volontari e le volontarie hanno assistito, in qualità di osservatori/trici, ad un’udienza di preparazione al processo che coinvolge tre giovani Mapuche, appartenenti ad una comunità nei pressi di Collipulli, detenuti già da più di un anno, in attesa di giudizio ad Angòl. Nella mattinata del 12 maggio si è svolto un “trawun”, un incontro, di fronte al carcere di Temuco. La cerimonia, guidata da autorità ancestrali Mapuche, chiamava a raccolta vari lof, comunità, familiari e sostenitori della causa Mapuche, con la finalità di rafforzare la spiritualità e solidarizzare, trasmettere energia “newen”, ai presenti e ai prigionieri Mapuche in carcere, per far fronte alla lotta quotidiana che numerose comunità mettono in atto per opporsi alla criminalizzazione da parte degli organi statali del movimento autonomista Mapuche. È stato un momento di condivisione e le/i volontarie/i hanno avuto modo di riallacciare rapporti e conoscere diversi protagonisti della resistenza del popolo originario. Nel pomeriggio dello stesso giorno è giunta la notizia dell’arresto di Jaime Huribe, “abkadi” (aiutante) e compagno della Machi Miliaray Huichalaf. Jaime è stato fermato durante un controllo stradale nel comune di Lautaro e trattenuto con modalità violente dalle autorità di polizia cilene. In serata, i volontari e le volontarie si sono recati in carcere per verificarne le condizioni di detenzione e per offrire la presenza di Operazione Colomba, come osservatori internazionali, durante l’udienza di convalida dell’arresto e il procedimento giudiziario. Il giudice del tribunale di Lautaro ha successivamente comunicato che il processo, con l'accusa di violazione di proprietà privata, si sarebbe tenuto a Río Bueno il 26 maggio, poi rinviato nuovamente a giugno.

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