Situazione attuale e Attività volontari/e

In Cile novembre è stato uno dei mesi chiave del 2025. Domenica 16 si è tenuto il primo turno delle elezioni presidenziali: al ballottaggio, il 14 dicembre, Jeannette Jara (Partito Comunista) e José Antonio Kast (Partito Repubblicano). Il clima piuttosto teso che ha caratterizzato l’intero mese è culminato con la vittoria di Kast (58,16%): l’estrema destra governerà il Cile per i prossimi 4 anni. Alcune comunità Mapuche, pur riconoscendo la minaccia, hanno preferito prendere le distanze non votando. Altri hanno scelto di far sentire la propria voce. Secondo il leader Mapuche Hector Llaitul, il rischio è che il nuovo Presidente possa imporre un sistema di dominazione molto cruento contro il loro popolo. Novembre è stato un mese denso di agitazioni, a partire dalle mobilitazioni per il caso di Julia Chuñil. L’8 novembre, ad un anno dalla sua sparizione, non emergono notizie chiare sui colpevoli. Le manifestazioni non si sono concentrate solo nella ricorrenza dell’8, ma hanno permeato tutto il mese. L’equipe ha accompagnato le proteste di fronte alla Procura. Presente, ad uno degli incontri, anche uno dei figli di Julia Chuñil, che ha rimarcato le carenze investigative da parte delle autorità. Al termine di una delle manifestazioni, i Carabineros di Valdivia hanno arrestato alcuni studenti dell’Hogar We Liwen, residenza universitaria Mapuche. I ragazzi coinvolti hanno denunciato un uso sproporzionato della forza da parte degli agenti, che avrebbero puntato loro le armi. I volontari sono potuti intervenire incontrando sia gli studenti che i Carabineros, in collaborazione con l’Instituto Nacional de Derechos Humanos (INDH).

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Ottobre ha visto il ritorno sul campo dei volontari di Operazione Colomba.
Diverse sono state le azioni da parte delle autorità cilene che hanno preoccupato le comunità Mapuche. Il 2 ottobre la comunità di Weketrumao ha denunciato l’uso della violenza durante l’arresto del suo portavoce. Il 7 ottobre Fredy Manquel Córdoba, del lof Rgaliko è stato arrestato dalla PDI. L’azione sembra associata alla querela presentata nel 2022 dallo Stato cileno contro i membri del lof, a causa di una rivendicazione territoriale.

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In Cile il mese di settembre è carico di significato, per la storia della dittatura militare di Pinochet (1973-1990) e per le celebrazioni de las Fiestas Patrias. Per le comunità Mapuche settembre quest’anno si è contraddistinto per gli ennesimi atti di ingiustizia e per tenaci azioni di protesta.

Il primo settembre è iniziato il processo contro Alejandro Linguen Venegas, prigioniero politico Mapuche detenuto nel carcere di Angol, accusato dell’omicidio del sotto ispettore Luis Morales Balcázar e del tentato omicidio del funzionario della PDI (Policía de Investigaciónes) Felipe González Pradenas. Linguen si dichiara innocente rispetto a tali fatti, avvenuti durante un’operazione a cui presero parte circa 850 membri della PDI, il 7 gennaio 2021. Il 16 settembre il tribunale di Angol lo ha dichiarato colpevole e il 29 settembre ha emesso la sentenza di condanna a 28 anni di carcere. Lo stesso giorno, nella zona, si sono registrati numerosi controlli stradali interpretati, da alcuni, come segno di intimidazione. Il suo caso ha scatenato diverse obiezioni da parte delle comunità Mapuche, che denunciano le carenze investigative, evidenziate da perizie balistiche contraddittorie, oltre che dall’assenza di prove scientifiche e di testimonianze.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Ad agosto i volontari e le volontarie di Operazione Colomba hanno continuato a seguire alcuni importanti eventi riguardanti la popolazione Mapuche dall’Italia, in attesa di un loro prossimo ritorno in Cile.

Purtroppo continuano le violazioni dei Diritti dei Mapuche. All’inizio del mese si è diffusa la notizia di un grave fatto risalente ai primi di giugno: il figlio 13enne del lonko Alberto Curamil del Lof Radalco, nella zona di Curacautín, è stato ingiustamente accusato di furto dalla direttrice dello studentato dove vive, nella città di Victoria. I carabineros hanno interrogato il ragazzo senza la presenza dei genitori e successivamente lo hanno scortato e trattenuto al commissariato di Victoria Huarria. Sembra che gli agenti abbiano agito pur essendo a conoscenza del reale autore del furto, un altro alunno della scuola. Il ragazzo fortunatamente è stato rilasciato alcune ore dopo per ordine del Ministero Pubblico. Il padre ha denunciato i maltrattamenti subiti dal figlio e ha condannato l’accaduto come atto di razzismo e discriminazione nei confronti dell'adolescente.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Crescono le sentenze di detenzione preventiva per i Mapuche impegnati nella difesa del territorio. La detenzione preventiva è un provvedimento frequentemente adottato, che desta preoccupazione tra le comunità. A preoccupare è sia il suo utilizzo, di fatto una pena anticipata, particolarmente ingiusta nel caso in cui gli imputati vengano poi riconosciuti innocenti, sia l’intento punitivo e la tendenza alla criminalizzazione nei confronti di chi si batte per la difesa della terre ancestrali.

Numerosi fatti, in questo mese, hanno portato all’attenzione questo tema come il caso Quilleco o quello del LonkoPichun. Il 23 luglio sono stati arrestati tre Mapuche, con l’accusa di attentati incendiari avvenuti nel 2021 e 2022; per loro il 25 luglio, il tribunale di Panguipulli, ha deciso di mantenere la detenzione preventiva per una durata di 6 mesi.

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