Situazione attuale e Attività volontari/e

Nel mese di giugno le attività sul campo sono state compromesse da un evento particolarmente critico e doloroso: la casa di Lautaro, sede dei volontari e delle volontarie di Operazione Colomba, è stata interamente distrutta da un incendio. Il forte impatto di quanto successo è stato accompagnato dalla generosità della comunità circostante, che da subito ha accolto e sostenuto i volontari con attenzione e cura, segno anche di una reale condivisione diretta che Operazione Colomba ha avuto la fortuna di coltivare in questi anni.

L’avvenimento ha costretto il gruppo a sospendere le attività sul territorio, ritenendo opportuno il rientro in Italia. Prima del ritorno, i volontari e le volontarie hanno potuto incontrare alcuni attivisti Mapuche, visitando terre ancestrali nei pressi di Curacautín.

Il 24 giugno la delegazione di Apg23 alle Nazioni Unite a Ginevra è intervenuta durante il dialogo interattivo con l'esperto indipendente sui Diritti Umani e la solidarietà internazionale che ha presentato il suo rapporto tematico su solidarietà internazionale e popoli indigeni.

Nonostante la sospensione delle attività, continua l’impegno di Operazione Colomba nel porre luce sul conflitto tra le comunità Mapuche e lo Stato cileno.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Durante il mese di maggio le attività delle volontarie e dei volontari presenti in Cile sono ripartite a pieno regime accompagniate da vari momenti di condivisione con le comunità locali.

Il primo maggio l’equipe ha seguito, a Temuco, una manifestazione in occasione della Giornata Internazionale dei Lavoratori che si è svolta pacificamente con un momento particolarmente suggestivo di condivisione tenuto dalla Werken, portavoce, di una vicina comunità che ha ricordato ancora una volta l’importanza della resistenza del popolo Mapuche, la loro resilienza nel mantenere e ripristinare le tradizioni e la cultura.

A pochi giorni di distanza si è tenuta, come ogni 8 del mese, la manifestazione per mantenere alta l’attenzione sulla scomparsa della dirigente Mapuche Julia Chuñil di cui non si hanno più notizie dall’8 novembre 2024. Il corteo è stato molto sentito dai partecipanti, l’energia era alta, l’indignazione per il modo in cui le Istituzioni cilene si stanno occupando del caso si è fatta sentire. I manifestanti si sono fermati a protestare di fronte alla sede della PDI (Policìa de Investigaciones - polizia investigativa) di Temuco per diverso tempo, chiedendo a gran voce che si cominci ad indagare più approfonditamente l’uomo d’affari che avrebbe minacciato più volte Julia prima della sua scomparsa. Negli stessi giorni i volontari e le volontarie hanno assistito, in qualità di osservatori/trici, ad un’udienza di preparazione al processo che coinvolge tre giovani Mapuche, appartenenti ad una comunità nei pressi di Collipulli, detenuti già da più di un anno, in attesa di giudizio ad Angòl. Nella mattinata del 12 maggio si è svolto un “trawun”, un incontro, di fronte al carcere di Temuco. La cerimonia, guidata da autorità ancestrali Mapuche, chiamava a raccolta vari lof, comunità, familiari e sostenitori della causa Mapuche, con la finalità di rafforzare la spiritualità e solidarizzare, trasmettere energia “newen”, ai presenti e ai prigionieri Mapuche in carcere, per far fronte alla lotta quotidiana che numerose comunità mettono in atto per opporsi alla criminalizzazione da parte degli organi statali del movimento autonomista Mapuche. È stato un momento di condivisione e le/i volontarie/i hanno avuto modo di riallacciare rapporti e conoscere diversi protagonisti della resistenza del popolo originario. Nel pomeriggio dello stesso giorno è giunta la notizia dell’arresto di Jaime Huribe, “abkadi” (aiutante) e compagno della Machi Miliaray Huichalaf. Jaime è stato fermato durante un controllo stradale nel comune di Lautaro e trattenuto con modalità violente dalle autorità di polizia cilene. In serata, i volontari e le volontarie si sono recati in carcere per verificarne le condizioni di detenzione e per offrire la presenza di Operazione Colomba, come osservatori internazionali, durante l’udienza di convalida dell’arresto e il procedimento giudiziario. Il giudice del tribunale di Lautaro ha successivamente comunicato che il processo, con l'accusa di violazione di proprietà privata, si sarebbe tenuto a Río Bueno il 26 maggio, poi rinviato nuovamente a giugno.

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Situazione attuale

Il 14 aprile il governo cileno ha presentato il proprio piano nazionale per la realizzazione del “Corredor Bioceanico Vial” che collegherà via terra l’oceano Atlantico con il Pacifico. Questo corridoio, che avrà un’estensione di più di 2.400 km, attraverserà Cile, Argentina, Paraguay e Brasile. Le comunità indigene dei territori attraversati dal progetto, che pare non sia ancora passato da un processo di consulta indigena, hanno già da tempo espresso criticità e perplessità al passaggio del progetto sui loro territori.

Nella notte di domenica 22 aprile, in un attacco incendiario nel cantiere della centrale idroelettrica Rucalhue, nella regione del Biobio, sono stati dati alle fiamme 45 camion e 5 macchinari forestali.

L’attacco è stato classificato come il più violento avvenuto nella “macrozona sud” degli ultimi 30 anni. I mezzi erano di proprietà di China International Water & Electric Corporation (CWE), una grande impresa statale cinese, che si occupa della costruzione della centrale. L’ambasciata cinese ha energicamente richiesto al governo del Presidente Boric di garantire la sicurezza degli investimenti cinesi nel Paese. Il progetto della centrale idroelettrica di Rucalhue sul fiume Biobio, ostacolato perché presenti specie vegetali protette e dall’opposizione delle comunità Mapuche-Pewenche, è stato sbloccato nel 2023 quando la CONAF (Corporación Nacional Forestal) lo ha dichiarato di interesse nazionale. Le proteste sono state represse con violenza, suscitando forti critiche da parte dei leader indigeni. Il 30 aprile un grande contingente di “carabineros” ha attraversato il Rio Chaquilvin per sgomberare la presenza di Mapuche pewenche del Lov Rgaliko nell’ambio di un processo di rivendicazione territoriale nell’alto Biobio. La Werken (portavoce) Miriam Purran segnala violenza nelle perquisizioni e dichiara:”Noi non ci arrenderemo, perché questa è la nostra terra, continueremo a resistere, non molleremo e continueremo a lottare”. Per la terza volta è stato negato il trasferimento al carcere di Temuco di Héctor Llaitul, leader Mapuche della Coordinadora Arauco Malleco (CAM), condannato a 23 anni di reclusione.

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Situazione attuale

Anche a marzo sono stati numerosi i casi che hanno visto i Mapuche contrapporsi allo Stato, coinvolti in diverse questioni giudiziarie; per esempio i prigionieri Mapuche del lof Temulemu Chico, attraverso un comunicato, hanno criticato il prolungamento della detenzione preventiva e l’uso di testimoni anonimi nei casi che riguardano il processo di rivendicazione territoriale della comunità.

La leader Mapuche-williche Yohana Coñuecar ha denunciato la campagna di disinformazione nei confronti delle popolazioni indigene nel contesto del riconoscimento degli Spazi Marini Costieri. Le votazioni contrarie da parte delle Commissioni Regionali per l’Uso delle Aree Costiere (CRUBC) di Los Lagos, Aysén e Magallanes, hanno evidenziato, secondo l’attivista, la determinante influenza degli interessi commerciali nella questione.

Lunedì 31 marzo alle 10.30 circa, nel braccio Mapuche del carcere di Temuco, si è verificata un’ispezione da parte di agenti penitenziari che ha generato uno scontro con i detenuti che hanno denunciato l’utilizzo di gas lacrimogeni e manganelli e l’utilizzo di insulti fortemente razzisti e anti Mapuche da parte delle guardie. Tre prigionieri, a seguito di questo episodio, sono stati trasferiti in tre carceri diversi, in regime di massima sicurezza.

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Situazione attuale

Il 15 febbraio 2025, a Panguipulli, si è tenuto per il terzo anno consecutivo un incontro culturale dedicato “alla memoria e alla vita”, in ricordo di coloro che hanno perso la vita nella difesa del territorio e della biodiversità (per i Mapuche itrofillmongen).

Anche quest’anno si sono ricordate in particolare le figure di Emilia Bau, Francisco "Pancho" Martínez, Macarena Valdés, Rubén Collío ed Eloy Manquepan. Durante l'evento è stata sottolineata la necessità di trovare viva Julia Chuñil Catricura, scomparsa l'8 novembre 2024, affinché possa tornare alla sua comunità.

Inoltre, è stata espressa preoccupazione per le leggi Nain-Retamal (legge 21.560) e la legge di usurpazione (legge 21.633), entrambe implementate nel 2023, che rafforzano un sistema repressivo contro chi difende il Diritto alla terra.

Il 18 febbraio è stata formalizzata l’accusa a Pelantaro Llaitul Pezoa, figlio minore di Héctor Llaitul, per i fatti avvenuti il 10 maggio 2021 nel Fundo Vegas de Centenario.

I difensori hanno presentato una richiesta di proscioglimento basata sul fatto che era minorenne al momento dei reati contestati. L’udienza è fissata per il 6 marzo 2025.

Pelantaro Llaitul Pezoa è in carcere preventivo dal 2022 in relazione al "Caso Lautaro", per il quale la procura ha richiesto una pena di 70 anni, mentre il governo del Presidente Gabriel Boric ha avanzato una richiesta di oltre 100 anni di reclusione. La recente formalizzazione per i fatti del 2021 è vista, dai difensori e dalla comunità Mapuche, come un tentativo di aggiungere ulteriori accuse e aumentare la pena potenziale.

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