Situazione attuale e Attività volontari/e
Durante il mese di maggio le attività delle volontarie e dei volontari presenti in Cile sono ripartite a pieno regime accompagniate da vari momenti di condivisione con le comunità locali.
Il primo maggio l’equipe ha seguito, a Temuco, una manifestazione in occasione della Giornata Internazionale dei Lavoratori che si è svolta pacificamente con un momento particolarmente suggestivo di condivisione tenuto dalla Werken, portavoce, di una vicina comunità che ha ricordato ancora una volta l’importanza della resistenza del popolo Mapuche, la loro resilienza nel mantenere e ripristinare le tradizioni e la cultura.
A pochi giorni di distanza si è tenuta, come ogni 8 del mese, la manifestazione per mantenere alta l’attenzione sulla scomparsa della dirigente Mapuche Julia Chuñil di cui non si hanno più notizie dall’8 novembre 2024. Il corteo è stato molto sentito dai partecipanti, l’energia era alta, l’indignazione per il modo in cui le Istituzioni cilene si stanno occupando del caso si è fatta sentire. I manifestanti si sono fermati a protestare di fronte alla sede della PDI (Policìa de Investigaciones - polizia investigativa) di Temuco per diverso tempo, chiedendo a gran voce che si cominci ad indagare più approfonditamente l’uomo d’affari che avrebbe minacciato più volte Julia prima della sua scomparsa. Negli stessi giorni i volontari e le volontarie hanno assistito, in qualità di osservatori/trici, ad un’udienza di preparazione al processo che coinvolge tre giovani Mapuche, appartenenti ad una comunità nei pressi di Collipulli, detenuti già da più di un anno, in attesa di giudizio ad Angòl. Nella mattinata del 12 maggio si è svolto un “trawun”, un incontro, di fronte al carcere di Temuco. La cerimonia, guidata da autorità ancestrali Mapuche, chiamava a raccolta vari lof, comunità, familiari e sostenitori della causa Mapuche, con la finalità di rafforzare la spiritualità e solidarizzare, trasmettere energia “newen”, ai presenti e ai prigionieri Mapuche in carcere, per far fronte alla lotta quotidiana che numerose comunità mettono in atto per opporsi alla criminalizzazione da parte degli organi statali del movimento autonomista Mapuche. È stato un momento di condivisione e le/i volontarie/i hanno avuto modo di riallacciare rapporti e conoscere diversi protagonisti della resistenza del popolo originario. Nel pomeriggio dello stesso giorno è giunta la notizia dell’arresto di Jaime Huribe, “abkadi” (aiutante) e compagno della Machi Miliaray Huichalaf. Jaime è stato fermato durante un controllo stradale nel comune di Lautaro e trattenuto con modalità violente dalle autorità di polizia cilene. In serata, i volontari e le volontarie si sono recati in carcere per verificarne le condizioni di detenzione e per offrire la presenza di Operazione Colomba, come osservatori internazionali, durante l’udienza di convalida dell’arresto e il procedimento giudiziario. Il giudice del tribunale di Lautaro ha successivamente comunicato che il processo, con l'accusa di violazione di proprietà privata, si sarebbe tenuto a Río Bueno il 26 maggio, poi rinviato nuovamente a giugno.
La comunità di cui fa parte Jaime si batte da anni a protezione del loro territorio minacciato dalla realizzazione di 3 centrali idroelettriche lungo il corso del Rio Pilmaiquén, nella regione de Los Rìos, costruite e gestite dalla multinazionale norvegese Statkraf. L’ultima diga è stata da poco terminata e diverrà operativa a luglio. Molti attivisti della zona sono stati recentemente arrestati con molteplici accuse, la polizia teme azioni di sabotaggio prima della messa in funzione della centrale. Il conflitto tra la comunità Mapuche Huilliche e l’impresa norvegese è cominciato nel 2009 quando hanno avuto inizio i preparativi per la costruzione di una prima centrale idroelettrica sul Rìo Pilmaiquén, luogo di culto e di importanza culturale per la popolazione nativa della zona. Da allora le comunità continuano a chiedere il ritiro immediato del progetto e affermano che il luogo sacro non ha prezzo: dichiarano chiaramente di non voler negoziare la loro spiritualità, cultura e territorio.
Il 16 maggio si è svolta a Temuco una manifestazione che ricorda i 3 anni dalla promulgazione dello “estrado de excepciòn y militarizacion”, stato d’eccezione e militarizzazione nel territorio. Lo stato d’eccezione è una misura legale con la quale il governo può assumere poteri extra-ordinari per affrontare una crisi o emergenza. Questa estensione di potere può permettere la riduzione di diritti e libertà. I manifestanti hanno marciato con slogan contro la detenzione dei “prigionieri politici Mapuche” e promettono di riprendersi i territori sottratti al popolo originario. Questo mese è continuata la presenza alle udienze del processo per il caso Huracan, inoltre i volontari/e hanno avuto l’opportunità di incontrare un’attivista Mapuche che ci ha raccontato la sua storia di rivendicazione culturale passata attraverso un grosso lutto familiare frutto del conflitto fra comunità Mapuche e Stato cileno. Continua, inoltre, il confronto e la collaborazione con l’ufficio della comunità Papa Giovanni XXIII presso le Nazioni Unite di Ginevra.




