Settembre 2025

Situazione attuale e Attività volontari/e

In Cile il mese di settembre è carico di significato, per la storia della dittatura militare di Pinochet (1973-1990) e per le celebrazioni de las Fiestas Patrias. Per le comunità Mapuche settembre quest’anno si è contraddistinto per gli ennesimi atti di ingiustizia e per tenaci azioni di protesta.

Il primo settembre è iniziato il processo contro Alejandro Linguen Venegas, prigioniero politico Mapuche detenuto nel carcere di Angol, accusato dell’omicidio del sotto ispettore Luis Morales Balcázar e del tentato omicidio del funzionario della PDI (Policía de Investigaciónes) Felipe González Pradenas. Linguen si dichiara innocente rispetto a tali fatti, avvenuti durante un’operazione a cui presero parte circa 850 membri della PDI, il 7 gennaio 2021. Il 16 settembre il tribunale di Angol lo ha dichiarato colpevole e il 29 settembre ha emesso la sentenza di condanna a 28 anni di carcere. Lo stesso giorno, nella zona, si sono registrati numerosi controlli stradali interpretati, da alcuni, come segno di intimidazione. Il suo caso ha scatenato diverse obiezioni da parte delle comunità Mapuche, che denunciano le carenze investigative, evidenziate da perizie balistiche contraddittorie, oltre che dall’assenza di prove scientifiche e di testimonianze.

Il 2/09 il werken del Lof Rayen Mapu (Collipulli) ha accusato il tribunale della Corte d’Appello di Temuco di non prendere in considerazione le denunce delle comunità Mapuche in merito allo sgombero violento subito il 15 luglio.

Diverse effrazioni di simile portata si sono verificate anche questo mese. Il 7/09 la PDI ha fatto irruzione nel Lov Pocuno, nei pressi di Cañete, colpendo con spray al peperoncino cinque minori d’età (tra cui un neonato) e un uomo di 78 anni, poi immobilizzato a terra all’interno della propria casa. Le comunità Lavkenche segnalano che non è la prima volta.

Il 9/09 il Lof Linko Nawel (Jauja) è stato sottoposto a uno sgombero violento per la seconda volta: i Carabineros e le guardie private dell’impresa forestale avrebbero distrutto alcune abitazioni (rukas) e beni materiali appartenenti agli abitanti del Lof; un’azione definita dalle comunità come “sproporzionata, irrazionale e arbitraria”. La tenuta, in processo di rivendicazione territoriale da 5 anni, era precedentemente occupata da un impresa forestale, la stessa che in passato deteneva il terreno del Lof Rayen Mapu (vedi sopra).

L’11/09 a Temuco le comunità Mapuche si sono riunite in manifestazione a 52 anni dal golpe de Estado, protestando: «La dittatura è ancora viva, le stesse persone uccidono, reprimono e governano». Lo stesso giorno quattro membri del Lof Autónomo Las Cardas sono stati trattenuti in carcere preventivo prima a Victoria e poi a Temuco, dichiarando di essere stati trattati in modo violento dai Carabineros, tra spari e minacce. Denunciano un atteggiamento razzista e violazioni dei Diritti Umani da parte della Gendarmería.

Le comunità esprimono preoccupazione per la salute di due prigionieri politici Mapuche, di 18 e 22 anni, detenuti nel carcere di Temuco e in sciopero della fame da inizio agosto. I familiari denunciano la negligenza della Gendarmería, che avrebbe aspettato più di una settimana prima di farli ricoverare in ospedale, nonostante diversi sintomi di malessere, la perdita di più di 10 kg e le cattive condizioni dell’infermeria del carcere di Temuco. Allo sciopero della fame si sono uniti poi altri prigionieri politici Mapuche, dalle carceri di Angol e di Temuco, rispettivamente dal 17/09 e dal 22/09, in sostegno ai due giovani. L’8/09 anche i prigionieri politici Mapuche conosciuti per il “caso Quilleco” hanno iniziato lo sciopero della fame, chiedendo di poter presenziare al proprio processo, la cui udienza è prevista per il 10 ottobre 2025 a Los Ángeles. Le comunità segnalano irregolarità nel caso e la violazione di Diritti, tra cui quello di un difesa dignitosa.

Mercoledì 24 settembre a Ginevra, durante la 60ª sessione del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, si è svolta la tavola rotonda annuale dedicata ai diritti dei Popoli Indigeni. I rappresentanti di APG23 sono intervenuti portando la voce di chi subisce le conseguenze di modelli di sviluppo ingiusti. In nome della transizione energetica, vengono realizzati grandi progetti che distruggono l’ambiente, compromettono la biodiversità e alimentano nuove disuguaglianze. A settembre alcuni rappresentati di Operazione Colomba hanno partecipato all’incontro con la Commissione Internazionale delle Nazioni Unite sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, esponendo i contenuti del report presentato ad agosto 2025.

Dal 26 al 28 settembre, nella provincia di Chiloé, si è tenuto un secondo Trawun delle comunità Mapuche per affrontare la proposta del Congresso Nazionale di modificare la Ley Lafkenche, legge che riconosce l’esistenza degli Spazi Marittimi Costieri dei Popoli Indigeni e i diritti ad essi legati. Le comunità coinvolte dichiarano di non essere state consultate rispetto alle possibili modifiche, dietro le quali vi sarebbero le pressioni da parte dell’industria del salmone. Durante l’incontro le comunità hanno raggiunto un accordo e ribadito l’importanza del legame che gli abitanti del lafken mapu (terreno costiero) hanno con il mare stesso, e dunque la necessità di difendere questa legge.

Settembre si chiude con una notizia terribile. Il 30 settembre, dopo mesi di indagini e mobilitazioni, la famiglia di Julia Chuñil Catricura, scomparsa l’8 novembre 2024, rende nota una scoperta sconvolgente. Il principale sospettato, secondo l'opinione della famiglia e delle comunità Mapuche, un imprenditore della zona, è stato intercettato durante una telefonata con il padre mentre diceva: «la quemaron», «l’hanno bruciata». Queste parole risuonano con forza tra le comunità Mapuche e tra tutte le persone che in questi mesi hanno manifestato per ritrovare Julia. La richiesta è chiara: continueranno a chiedere giustizia.

Anche a settembre le attività sul campo dei volontari sono rimaste sospese, dopo l’incendio della casa di Lautaro avvenuto a giugno; ma a fine mese i volontari hanno iniziato ad organizzare i prossimi passi, in previsione di una ripartenza del progetto ad ottobre.