Agosto 2025

Situazione attuale e Attività volontari/e

Ad agosto i volontari e le volontarie di Operazione Colomba hanno continuato a seguire alcuni importanti eventi riguardanti la popolazione Mapuche dall’Italia, in attesa di un loro prossimo ritorno in Cile.

Purtroppo continuano le violazioni dei Diritti dei Mapuche. All’inizio del mese si è diffusa la notizia di un grave fatto risalente ai primi di giugno: il figlio 13enne del lonko Alberto Curamil del Lof Radalco, nella zona di Curacautín, è stato ingiustamente accusato di furto dalla direttrice dello studentato dove vive, nella città di Victoria. I carabineros hanno interrogato il ragazzo senza la presenza dei genitori e successivamente lo hanno scortato e trattenuto al commissariato di Victoria Huarria. Sembra che gli agenti abbiano agito pur essendo a conoscenza del reale autore del furto, un altro alunno della scuola. Il ragazzo fortunatamente è stato rilasciato alcune ore dopo per ordine del Ministero Pubblico. Il padre ha denunciato i maltrattamenti subiti dal figlio e ha condannato l’accaduto come atto di razzismo e discriminazione nei confronti dell'adolescente.

Il 5 agosto la Corte d'Appello cilena ha riconosciuto il Diritto a benefici carcerari a Luis Tralcal, benefici che gli erano stati revocati il 10 di luglio dalla Gendarmería (che secondo le autorità giudiziarie non avrebbe potuto applicare sanzioni senza prima definire un procedimento penitenziario).

L'11 agosto il prigioniero politico José Arzola Millalen ha dichiarato di aver intrapreso un digiuno in segno di protesta per la sentenza di condanna a 51 anni di carcere, stabilita dal tribunale di Angol. Si tratta della condanna più lunga ricevuta da un Mapuche.

Il 15 agosto il prigioniero politico Mapuche Guillermo Camus, detenuto nel carcere di Concepción, ha subìto una perquisizione all’interno della propria cella da parte del personale penitenziario, che secondo quanto dichiarato dalla comunità, lo avrebbe perquisito, picchiato e trasferito in una cella a scopo punitivo. Tale azione si è ripetuta il 26 agosto. Guillermo Camus è conosciuto per aver portato avanti uno sciopero della fame di 118 giorni nel 2024, per opporsi ai maltrattamenti subiti all’interno del carcere e alla violazione dei suoi Diritti ancestrali. Durante il periodo di digiuno era stato vittima di abusi e torture, apice di una vessazione che sembra continuare anche a un anno di distanza.

Il 12 agosto la polizia ha effettuato una perquisizione nell’abitazione della Machi Millaray Huichalaf, autorità ancestrale conosciuta per la difesa dei Diritti Umani e del fiume Pilmaiquén. Le comunità Mapuche denunciano la violazione di Diritti fondamentali e un uso sproporzionato della forza da parte della polizia, eccessivamente armata, che avrebbe fatto irruzione senza presentare un ordine giudiziario di perquisizione e senza ulteriori spiegazioni.

Nel rewe erano presenti anche anziani e adolescenti, pazienti in cura dalla Machi, oltre ai suoi figli minori d’età. L’accaduto dimostra la sempre più crescente criminalizzazione e la costante persecuzione nei confronti dei Mapuche e, in questo caso, della Machi che rappresenta un punto riferimento nella lotta alla costruzione di centrali idroelettriche sul fiume Pilmaiquén.

Sembra che alla base del gravissimo incidente avvenuto il 19 agosto, ci sia l’apertura non segnalata delle paratoie di una centrale idroelettrica, che ha aumentato improvvisamente la portata della corrente del fiume durante una cerimonia Mapuche: tre persone sono state trascinate dalle acque del fiume Pilmaiquén. Delle tre, un uomo risulta scomparso e una ragazza di 15 anni è stata ritrovata morta, mentre l’unica superstite è la madre dell’adolescente.

Il 30 agosto le comunità Mapuche di Lumaco, in Araucanía, si sono riunite per discutere l’elaborato scritto dalla Comisión para la Paz y el Entendimiento in merito alla risoluzione del conflitto territoriale nelle regioni della macrozona sud. Le comunità chiedono fine a tale processo di consultazione instaurato dal governo Boric, poiché non tiene in considerazione la voce di una rappresentanza Mapuche. La popolazione Mapuche accusa la Commissione di ignorare il Trattato di Tapihue del 1825, di negare l’espropriazione delle terre ancestrali e quindi il Diritto di rivendicazione. Secondo i Mapuche, il nuovo sistema territoriale proposto dalla Commissione rischierebbe infatti di legittimare ancora di più l’oppressione culturale, spirituale ed economica in atto nei loro confronti. Rifiutando quanto presentato nel documento, le comunità chiedono un dialogo bilaterale che coinvolga tutto il territorio Mapuche.