Come te lo immagini un campo profughi?
Te lo immagini? 
Me lo sono chiesta prima di partire e la mia testa non riusciva a produrre nessuna immagine concreta
Non ci riesco nemmeno ora che ci sono davanti 
Il filo spinato 
I muri alti 
Ma perché?
“In teoria” non è una prigione
In pratica lo è 

Leggi tutto...

Situazione attuale e Attività volontari/e

Durante il mese di marzo, gli arrivi via mare in Grecia sono stati in diminuzione rispetto all'inizio del 2026, in linea con quanto avvenuto anche negli anni precedenti. Secondo quanto riporta ABR, sulle isole greche vicine al confine con la Turchia sono arrivate 436 persone a bordo di 17 imbarcazioni, mentre a più di mille persone è stato impedito di arrivare a seguito dell’intercettazione da parte della Guardia Costiera turca.
A dieci anni dall’accordo tra Unione Europea e Turchia per fermare la cosiddetta “crisi migratoria” impedendo la partenza dalle coste turche di persone in movimento dirette in Europa, diverse organizzazioni internazionali hanno denunciato l’aumento della militarizzazione del mare e delle isole, un crescente uso della violenza e dei respingimenti illegali per evitare gli arrivi sulle coste europee, e l'aumento degli arresti arbitrari di persone in movimento. Per questa ragione, passare dalla Turchia è diventato sempre più costoso e complesso e così, soprattutto nel corso del 2025, la rotta che collega la Libia Orientale a Creta è emersa come la più utilizzata.

Leggi tutto...

Disegnare mi ha aiutata ad elaborare meglio quello che ho vissuto durante il mio periodo in Grecia. 
Mi ha fatto dare una forma alle emozioni intense che ho vissuto.

Mi ha riportata a riflettere sulla condivisione: quella vissuta sul campo e quella che ho modo di portare al mio ritorno.
Francesca

grecia i need life1
 grecia i need life1 grecia i need life1 grecia i need life1

Leggi tutto...

Situazione attuale

Secondo Aegean Boat Report, in questo inizio del 2026 gli arrivi sulle isole dell’Egeo sono diminuiti del 59,9% rispetto al 2025, con un calo ulteriore tra gennaio e febbraio 2026 del 17,8%. L’ONG riporta che le persone partite dalla Turchia in direzione delle coste greche sono state 1.702, ma di queste solo 737 sono arrivate effettivamente a destinazione. Le restanti 965 sono state riprese dalla Guardia Costiera turca. Di queste, il 10,4% ha subito un pushback da parte della Guardia Costiera greca, ma probabilmente il numero è maggiore.
Il mese di febbraio è stato anche un mese tragico per quanto riguarda le morti in mare. 54 sono le persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere la Grecia, alla data di scrittura del presente report. Il 3 febbraio, al largo delle coste di Chios, 15 persone, tra cui donne e minori, hanno perso la vita dopo la collisione tra un barcone in gomma e una nave da pattugliamento della Guardia Costiera greca. Le dinamiche non sono ancora chiare e sono sotto indagine, ma è evidente come la versione ufficiale sia contestata dalle testimonianze dei sopravvissuti.

Leggi tutto...

“La sfida del nostro ruolo è quella di essere termostati e non termometri, e cioè di non prendere la temperatura dell’ambiente, ma di provare a cambiarla”.

Pensando ad un conflitto è facile immaginare la presenza di violenza ed ingiustizie ed è facile aspettarsi che la “temperatura” dell’ambiente sia quella della rabbia, una miccia pronta a prendere fuoco e innescare un’esplosione. Ma in Grecia – culla della democrazia, della filosofia, dell’arte classica- dov’è il conflitto? L’ho trovato nei graffiti colorati sui muri dei campi sorvegliati da telecamere e bardati di filo spinato. L’ho sentito nella reazione allarmata della sicurezza privata del campo, di fronte al nostro tentativo di aiutare una persona fragile a trasportare dei pesi verso il checkpoint di entrata. L’ho visto durante gli incontri intorno al nostro tavolino negli sguardi circospetti, volti a scansionare chi altro è in ascolto nel momento in cui si inizia a raccontare della propria lingua madre, della propria storia. L’ho ascoltato nella voce di un padre che ci racconta di non riuscire a curare il proprio figlio in un ospedale in cui parlano una lingua che lui non conosce. L’ho percepito nelle lacrime di frustrazione trattenute da una ragazza che non ne poteva più di essere sfruttata sul posto di lavoro.

Leggi tutto...