Disegnare mi ha aiutata ad elaborare meglio quello che ho vissuto durante il mio periodo in Grecia.
Mi ha fatto dare una forma alle emozioni intense che ho vissuto.
Mi ha riportata a riflettere sulla condivisione: quella vissuta sul campo e quella che ho modo di portare al mio ritorno.
Francesca

“Perché i civili hanno deciso di non essere più vittime,
ma protagonisti della costruzione della Pace”.
È questa la frase che abbiamo scelto dal Manifesto di Operazione Colomba
per la Campagna di Tesseramento 2026.
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IN PRIMO PIANO
GRECIA / Febbraio 2026
Situazione attuale
Secondo Aegean Boat Report, in questo inizio del 2026 gli arrivi sulle isole dell’Egeo sono diminuiti del 59,9% rispetto al 2025, con un calo ulteriore tra gennaio e febbraio 2026 del 17,8%. L’ONG riporta che le persone partite dalla Turchia in direzione delle coste greche sono state 1.702, ma di queste solo 737 sono arrivate effettivamente a destinazione. Le restanti 965 sono state riprese dalla Guardia Costiera turca. Di queste, il 10,4% ha subito un pushback da parte della Guardia Costiera greca, ma probabilmente il numero è maggiore.
Il mese di febbraio è stato anche un mese tragico per quanto riguarda le morti in mare. 54 sono le persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere la Grecia, alla data di scrittura del presente report. Il 3 febbraio, al largo delle coste di Chios, 15 persone, tra cui donne e minori, hanno perso la vita dopo la collisione tra un barcone in gomma e una nave da pattugliamento della Guardia Costiera greca. Le dinamiche non sono ancora chiare e sono sotto indagine, ma è evidente come la versione ufficiale sia contestata dalle testimonianze dei sopravvissuti.
Temperatura
“La sfida del nostro ruolo è quella di essere termostati e non termometri, e cioè di non prendere la temperatura dell’ambiente, ma di provare a cambiarla”.
Pensando ad un conflitto è facile immaginare la presenza di violenza ed ingiustizie ed è facile aspettarsi che la “temperatura” dell’ambiente sia quella della rabbia, una miccia pronta a prendere fuoco e innescare un’esplosione. Ma in Grecia – culla della democrazia, della filosofia, dell’arte classica- dov’è il conflitto? L’ho trovato nei graffiti colorati sui muri dei campi sorvegliati da telecamere e bardati di filo spinato. L’ho sentito nella reazione allarmata della sicurezza privata del campo, di fronte al nostro tentativo di aiutare una persona fragile a trasportare dei pesi verso il checkpoint di entrata. L’ho visto durante gli incontri intorno al nostro tavolino negli sguardi circospetti, volti a scansionare chi altro è in ascolto nel momento in cui si inizia a raccontare della propria lingua madre, della propria storia. L’ho ascoltato nella voce di un padre che ci racconta di non riuscire a curare il proprio figlio in un ospedale in cui parlano una lingua che lui non conosce. L’ho percepito nelle lacrime di frustrazione trattenute da una ragazza che non ne poteva più di essere sfruttata sul posto di lavoro.
GRECIA / Gennaio 2026
Situazione attuale
A gennaio, sulle coste delle isole greche del Mar Egeo, secondo i dati registrati da Agean Boat Report, sono arrivate 897 persone in movimento, mentre sono state respinte 43 barche con a bordo 1.038 persone. Tuttavia, il database dell’UNHCR, che considera anche gli arrivi su altre isole, incluse Creta e Gavdos, segnala l’arrivo via mare di 1.222 persone e di 720 persone via terra. Gli arrivi via mare sono i più bassi degli ultimi 12 mesi, in linea con la tendenza evidenziata da Frontex per cui gli sbarchi irregolari sulla rotta dell’Egeo sono diminuiti del 27% nel 2025. Non è detto, però, che alla diminuzione degli arrivi corrisponda necessariamente una diminuzione delle partenze: il forte maltempo causato dal ciclone Harry potrebbe avere causato la morte di un migliaio di persone in movimento che in quei giorni hanno provato ad attraversare il Mediterraneo.
Dicembre 2025
Situazione attuale
Nel mese di dicembre l’agenzia indipendente di monitoraggio Aegean Boat Report ha registrato l’arrivo di 1.606 persone in movimento sulle isole greche del Mar Egeo, un dato in forte calo rispetto allo stesso periodo del 2024, quando gli arrivi erano stati 3.981. Tuttavia, il database dell’UNHCR ha riportato 4.714 arrivi via mare complessivi in Grecia nel mese di dicembre. In attesa delle statistiche ufficiali della Guardia Costiera greca, le principali testate giornalistiche hanno segnalato l’arrivo di circa 3.000 persone sulle isole di Creta e Gavdos, confermando anche nel mese di dicembre la preferenza emersa nell’arco di tutto l’anno per la rotta meridionale, che collega la Libia orientale all’isola di Creta, piuttosto che la tradizionalmente più utilizzata rotta del Mare Egeo che bagna Turchia e Grecia.
In particolare, proprio a ridosso delle festività natalizie si è registrato un nuovo picco di partenze lungo il corridoio meridionale: nell’arco di pochi giorni, circa 830 persone sono state soccorse dalla Guardia Costiera greca e da Frontex al largo di Creta e Gavdos. Nello stesso tratto di mare, tuttavia, si è consumata una grave tragedia: il 13 dicembre un gommone è naufragato, causando la morte accertata di 17 persone, mentre 15 risultano disperse e solo due sopravvissuti sono stati tratti in salvo da un peschereccio.








