Ottobre 2025

Situazione attuale

Nel mese di ottobre Aegean Boat Report ha rilevato l’arrivo di 2276 persone sulle isole del Mar Egeo e il respingimento verso le coste turche di 31 imbarcazioni con a bordo 942 persone. Inoltre sono 31 le persone che sono morte nel tentativo di raggiungere l’Europa, a cui si aggiungono almeno 5 dispersi. Secondo la denuncia di Aegean Boat Report in seguito al naufragio del 14 ottobre nelle vicinanze di Rodi, le morti che stanno avvenendo vedono come responsabile anche l’azione della stessa Guardia Costiera Greca. Inoltre, la stessa ONG, segnala come i respingimenti illegali continuino ad essere sempre molto violenti nei confronti delle persone in movimento provenienti dalla Turchia. Ultimo esempio quello avvenuto il 25 ottobre nel quale i passeggeri sono stati respinti anche mediante la minaccia di una pistola e violenti colpi su viso e corpo.


Il 14 ottobre, inoltre, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha emesso una sentenza contro la Grecia relativa alla morte di 16 persone in un naufragio avvenuto nel 2018. Le autorità greche non avrebbero, di fatto, adottato nessuna misura di soccorso nonostante la Guardia Costiera fosse stata informata tempestivamente.
Per quanto riguarda i flussi migratori dalla Libia Orientale in direzione di Creta/Gavdos è difficile reperire dati affidabili sugli arrivi presenti ad ottobre, ma secondo i dati di UNHCR sulle due isole sarebbero approdate circa 4.530 persone tra agosto e ottobre 2025, a testimonianza di come questa rotta sia ancora molto attiva nonostante la sospensione del Diritto di asilo in vigore fino al 14 di ottobre.
Ad inizio ottobre il Ministro Plevris per la migrazione e l’asilo, ha annunciato un accordo relativo alle gare d’appalto per i servizi destinati alle persone in movimento, con l'obiettivo di tagliare i costi del ministero. Si prevede una riduzione complessiva delle spese del 30% passando da 400 a 288 milioni di euro annuali. La misura prevede principalmente la chiusura dei fondi destinati precedentemente ai sussidi per l'affitto per le persone già riconosciute come rifugiate, oltre ad un taglio del 50% del sostegno economico ricevuto dalle stesse. Questa manovra secondo Plevris farà sì che i fondi destinati ai sussidi per l’affitto saranno indirizzati verso la formazione professionale e corsi di lingua greca, aggiungendo che per i rifugiati “l’era della residenza passiva è finita” e che l’obiettivo è quello di costruire un’integrazione attraverso il lavoro e non tramite i sussidi. Secondo il Ministro inoltre, si libereranno appartamenti nel centro di Atene disponibili nuovamente ai residenti della città, facendo riferimento alla chiusura del programma Helios+, che sovvenzionava 162 appartamenti (equivalenti al 0,01% del mercato immobiliare dell’Attica) per i beneficiari di protezione internazionale. Le organizzazioni avvertono che i tagli agli aiuti mettono a rischio migliaia di persone vulnerabili, e che senza un adeguato alloggio e un sostegno transitorio i percorsi verso l’occupazione rimangono fuori portata.

Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari e le Volontarie

Il mese è stato molto intenso. Il 2 ottobre sono stati salutati Su., Sa. e la figlia Sa. dopo che la situazione creatasi li ha portati a decidere di tornare in Iraq tramite il programma di rimpatrio “volontario” gestito da IOM. Inoltre N., un signore palestinese di 60 anni, ha finalmente ottenuto lo status di rifugiato e ha deciso, insieme alla moglie, di raggiungere i figli in Germania che non vedeva da più di dieci anni.
Il 17 ottobre è venuto a mancare il piccolo H., figlio di Sa., Bu. e fratellino di Fa., a cui vanno i nostri pensieri e il nostro affetto. La famiglia, che viene seguita dal progetto da più di due anni, è stata accompagnata dai/dalle volontari/e in questo difficile momento in tutte le necessità che si sono susseguite fino alla sepoltura della salma, ora nel cimitero di Chalkida. La famiglia negli ultimi mesi, vista la situazione sanitaria di H., aveva vissuto in una casa ad Atene. In seguito alla morte del piccolo H. tutti loro si sono ritrovati a dover tornare nuovamente nel campo profughi di Ritsona. Sfortunatamente la legalizzazione della loro presenza in Grecia sembra ancora lunga, ma l’avvocata che ha in carico la loro domanda di asilo mostra dell’ottimismo nel pensare che alla fine questa famiglia riuscirà ad ottenere i documenti di cui ha bisogno per stabilizzarsi.
Dal 10 al 12 Ottobre i/le volontari/e si sono recati a Creta con lo scopo di partecipare al Festival Antirazzista a Chania. Con l’occasione si è avuta la possibilità di rivedere molte delle persone e delle organizzazioni già incontrate nel viaggio di monitoraggio di luglio e di conoscerne di nuove. È stato un buon modo per dare seguito al lavoro di relazione e monitoraggio portato avanti negli scorsi mesi.