Situazione attuale
Nel mese di luglio Aegean Boat Report ha registrato l’arrivo di 2.435 persone sulle isole del Mar Egeo, mostrando un evidente aumento rispetto al mese precedente.
La tratta che unisce Tobruck, in Libia orientale, con Creta e Gavdos rimane al centro del fenomeno migratorio in Grecia. Gli arrivi sulle due isole da gennaio fino ad oggi sono di 10.688 persone su un totale di 25.421 ingressi in tutto il Paese.
Lo scorso anno gli arrivi a Creta e Gavdos erano stati 5.161.
Nonostante ciò, le due isole sono rimaste totalmente impreparate nella gestione del fenomeno migratorio che le sta interessando. Non vi è presenza di un sistema di accoglienza come i CCAC (Closed and controlled Access Camp) presenti sulle isole dell’Egeo. Gli effetti di questo sono evidenti anche nei campi della regione dell’Attica. Ad esempio, circa 500 persone residenti nel campo di Malakasa sono state soggette di importanti azioni di sfratto e trasferimento verso altri campi più remoti, indipendentemente dalle loro condizioni mediche e psicologiche, in modo da creare spazio per i nuovi arrivi.
La notte dell’8 luglio, a causa del trasferimento di circa 250 persone di nazionalità Sudanese nel campo di Ritsona, ci sono stati degli scontri molto violenti con le comunità già presenti nella struttura, con lanci di pietre e utilizzo di coltelli che hanno portato anche a numerosi feriti. Il tutto è avvenuto senza nessun intervento da parte delle forze dell’ordine.
Inoltre, il 13 luglio si è registrato il suicidio di una persona all’esterno del campo di Malakasa. Non sono state diffuse informazioni ufficiali a riguardo ma si teme che l’accaduto possa essere legato agli sfratti dei giorni precedenti.
Il forte incremento degli arrivi a Creta, congiuntamente al fallimento della missione della delegazione Europea nella Libia di Haftar, che aveva come obiettivo quello di parlare di possibili accordi sull’immigrazione, ha portato l’11 luglio il Parlamento greco ad approvare l’articolo 79 della Legge 5218/2025, per volontà del Ministro dell’immigrazione Plevris. La legge sospende le domande d’asilo per tutte le persone che entrano illegalmente in Grecia a bordo di qualsiasi nave proveniente dal nord Africa, indipendentemente dalla loro nazionalità, genere, età o qualsiasi altra condizione di vulnerabilità. Tali persone verranno trasferite nei Pre-Removal Detention Center, centri di detenzione dove le persone rimarranno in attesa di essere deportate.
Secondo molte organizzazioni civili e istituzionali, come l’UNHCR, questa norma rappresenta una violazione sia della Costituzione Greca, sia di numerosi leggi internazionali tra cui il principio di non Refoulement presente all’articolo 33 della Convenzione di Ginevra.
Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari e le Volontarie
A luglio i/le volontari/e hanno salutato Anna e hanno accolto Ruben all’interno del progetto.
In questo mese è continuata la presenza settimanale presso i campi di Ritsona e Malakasa con anche due visite presso il campo di Thiva, insieme a momenti di condivisione con le persone residenti ad Atene.
Il caso di J., la persona di cui i volontari hanno denunciato la scomparsa il mese scorso, è stato preso in carico da un’avvocata per svolgere una ricerca su tutti i luoghi di detenzione, ma J. non è stato trovato in nessuna struttura e il suo nome non è neanche mai stato registrato, nonostante alcuni testimoni sostengano sia stato arrestato dalla polizia. La situazione rimane dunque critica e preoccupante.
I/le volontari/e hanno continuato a supportare e monitorare la vicenda di Su. e del marito Sa. che, arrestato il mese scorso, ora si trova presso il carcere di Anfissa. Un momento significativo che volontari/e hanno condiviso con la famiglia è stato l’accompagnamento di Su. e Sm. (la figlia) presso la prigione affinché potessero rivedere il marito/padre.
I/le volontari/e hanno svolto un viaggio di monitoraggio al campo di Corinto, constatando che è un campo diverso dagli altri nella zona di Atene: la vicinanza al centro della città e la presenza di un community center a poca distanza permette alle persone di essere meno isolate e di avere a disposizione più servizi.
Dal 22 al 30 del mese, due volontari/e hanno svolto un viaggio di monitoraggio tra Creta e Gavdos con l’obiettivo di incontrare gli/le attori/attrici locali e vedere i luoghi di passaggio delle persone in movimento sulle isole. E’ stata occasione di confronto con le autorità, attivisti/e e gruppi solidali alle persone in movimento e giornalisti. La situazione riscontrata conferma la precarietà e l’allarmante inadeguatezza del sistema di accoglienza. Vi è una quasi totale assenza di supporto medico se non per casi molto gravi che necessitano di ricovero. Non esiste primo supporto psicologico né alcun tipo di informativa legale. I luoghi dove vengono detenute le persone prima di essere trasferite in uno dei Pre-Removal Detention Center nella Grecia continentale presentano condizioni igieniche fortemente precarie. Le persone dormono su cartoni in luoghi sporchi, con a volte presenza di liquami sulla pavimentazione, e con scarsissima disponibilità di docce e servizi igienici.



