20.11.24
Ala e Bogdan, mamma e figlio. A Mykolaiv da un mese perché la loro casa a Kherson è quasi completamente distrutta. Il marito di Ala, papà di Bogdan, è morto al fronte qualche mese fa. Ala ha fatto il funerale al marito da sola. Non ha più nessuno qui: tutti i suoi parenti sono andati via dall’Ucraina e vorrebbe farlo anche lei, vorrebbe andare in Polonia ma le servono i soldi per il passaporto e deve imparare la lingua. Ala ha gli occhi di chi è distrutto dalla vita, di chi è stanco di questa guerra che devasta quasi tutto. Non distoglie mai lo sguardo dai miei occhi ed i suoi, di occhi, gridano dolore. Eppure Ala cucina ogni giorno per tutti noi al centro di Mykolaiv e si preoccupa sempre se abbiamo mangiato.
Bogdan gioca sempre con il suo monopattino. È un bambino di guerra, uno di quelli che non sogna di fare l’astronauta da grande, semplicemente non sogna più. Ha gli occhi piatti, fermi all’unica possibilità reale che vede: giocare con il suo monopattino e abbracciare la madre. Ha 9 anni Bogdan. Ha un bisogno disperato di vedere che c’è altro oltre la guerra, il suo papà morto, la sua casa distrutta ed il suo monopattino; che può sognare anche lui di diventare qualsiasi cosa lui voglia; che c’è un futuro anche per lui. Ha bisogno di avere lo sguardo di un bambino che sa di poter sognare!



