I ricordi più luminosi

Due giorni a Mykolaïv, la "città dei costruttori di navi".
Per questo ha grandi viali, così il principe Potëmkin l’ha pensata già dal XVIII secolo.
Qui si respira la storia di una delle più grandi città della moderna Ucraina, una storia che parte dal XIII secolo a. C.


Da qui sono passati i cosacchi di Zaporižžja, poi i Russi, poi almeno 10 altre etnie diverse che l’hanno abitata e fatta crescere.
Tante, troppe persone morte a causa dei totalitarismi, le ferite ancora aperte e raccontate dai monumenti.
Il fronte è a soli 30 Km, fa paura, gli allarmi suonano anche stasera, quanta ansia.
Impossibile non pensare a chi muore e si nasconde anche al di là del fronte.
Le distruzioni lungo la strada per Kherson terrorizzano, la mancanza di elettricità di questi giorni logora.
Allora, come volontari di Operazione Colomba, proviamo a condividere un po’ di serenità, in un pomeriggio al parco con B. che a 9 anni ha perso il papà in guerra ed è profugo qui a Mykolaïv con la mamma.
Per gioco saltiamo le trincee del parco vicino alla chiesa.
Sono ferite aperte e sanguinanti che ricordano ogni minuto che la guerra c’è e non si nasconde, ma a noi sembrano enormi sottopassi scavati nella sabbia in un’ideale e calda spiaggia estiva.
Saltiamo, corriamo, giochiamo agli acrobati.
Poi salutiamo una famiglia al completo, il papà in licenza oggi pomeriggio, fra poco saluterà i figli e la moglie, un arrivederci o un addio?
Siamo qua, come dice il manifesto della Colomba: “perché la mia vita è importante quanto la tua” e allora condividiamo anche noi con chi è in Italia, fatiche, gioie, ansie, ecc.
Fra le persone con cui abbiamo condiviso oggi c’è O., oggi abita a Boves, nel 2022 era con la famiglia nel Luhans'k sotto attacco.
O. racconta il ricordo del buio nel rifugio, lo strazio della sirena, le orecchie ferite dagli scoppi.
Poi, ci dà un dolce suggerimento: “Mi ricordo della mancanza di luce nel rifugio, quando c'erano pesanti bombardamenti, chiedevo alle persone quali fossero i loro ricordi migliori e più luminosi dell'infanzia, e questo ci aiutava a distrarci dai pensieri tristi”.
Proveremo anche noi a fare così O., grazie!
Buonanotte Mykolaïv, domani si torna a Kherson.

G.