Diario di Agnese - 3

Ieri la mia valigia, carica di regali di amici siriani per i parenti, ha perso qualche pezzo, che ha raggiunto il suo destinatario, ma subito si è riempita di qualcos'altro da portare a chi è in Italia.
Oggi si parte presto verso Homs.
Uscendo da Damasco il bus costeggia la Ghouta, il quartiere letteralmente raso al suolo dalla repressione violenta del regime.
Quello degli attacchi chimici.

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Diario di Agnese - 2

Oggi a Damasco ho visto una Siria che prova a rialzare la testa e a dire quanto è bella e quanto è ancora viva.
T. ha 30 anni e mi racconta di essere rientrato dopo tanti anni all’estero.
Anni di diaspora per stare al sicuro.
Mi dice che non va tutto bene, che non è tutto a posto e che i suoi amici si lamentano di tante cose.

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Diario di Agnese - 1

La prima cosa grande è questa: è tanto che non parto, ma ora posso farlo.
Sto partendo per la Siria.
E posso farlo perché il mio passaporto, a differenza di quello di altri, apre le porte di più di 180 Paesi.
Un privilegio che non vale per tutti, e certamente non per i siriani.
Me ne accorgo anche da questo: “partire” è qualcosa di speciale.

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S. è una mia amica.
Ci siamo conosciute in Italia in una città che inizialmente non apparteneva a nessuna delle due: per lei perché ci si è ritrovata catapultata con i Corridoi Umanitari, per me perché la vivevo solo di passaggio.
R. è sua sorella.
L’ho incontrata in Siria, in un paesino dove entrambe ci sentivamo a casa, nonostante lei fosse appena tornata dopo 13 anni di vita in Libano e io erano pochi giorni che ci abitavo.
R. e S. sono figlie della stessa famiglia, eppure hanno vissuto vite molto diverse, e continueranno a farlo.

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Questa sera guardo le stelle da Quseyr, dal tetto della casa che abbiamo preso in affitto in questo piccolo paese siriano a sud-est di Homs.
Non è una vacanza, sicuramente non è turismo, non siamo propriamente cooperanti, non abbiamo un ufficio - e non ne vogliamo uno - ci spostiamo con i mezzi pubblici e parliamo dialetto levantino senza aver mai studiato l’arabo standard, quello ufficiale.

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