12 ore di pullman, un treno e autobus.
Un viaggio impegnativo ma ne vale la pena perché mi porta in Francia, per un incontro che avrei creduto impossibile qualche anno fa.
È arrivata una famiglia siriana dal Libano con i Corridoi Umanitari.
Sembra un evento da poco, detto così.
Ne arrivato tante di famiglie, per alcuni persino troppe.
Eppure che è un evento lo sentiamo bene io e Caterina, l'altra volontaria che è qui con me (a dire il vero io sono con lei, visto che non ricordo più come si parla né arabo né francese, ma vabbè).
Lo vediamo negli occhi pieni di lacrime che ci accolgono.
Nei sorrisi che ci abbracciano tutte.
Nei volontari che ci scrivono e chiamano per vedere/sapere/salutare.
E, sì, anche nei corpi finalmente fieramente pasciuti!
C'è futuro ora.
Per i figli che possono fare i bambini lontani da fabbriche di caramelle o raccolte di patate.
C'è un orizzonte in cui le fatiche sono "solo" quelle di farsi conoscere, accogliere, accettare e imparare una lingua che ha dei suoni sconosciuti.
Non ci sono raid notturni, non c'è la corsa forsennata a racimolare soldi ogni mese, non ci sono i ratti nella tenda e acqua che entra dove si dorme, quando piove.

Non si può descrivere la nonviolenza con una definizione unica, così mi ha insegnato la presenza di Operazione Colomba in uno dei tanti campi profughi improvvisati del Libano. Se dovessi scegliere qualche immagine per rappresentarla, ve la racconterei attraverso la scuola costruita e gestita da una famiglia siriana, decisa nel creare più opportunità e spazi per le nuove generazioni. Potrei farvi conoscere la rete di attivisti, ancora coinvolti nelle loro attività nonostante esporsi politicamente in Libano come rifugiato sia molto pericoloso. C'è una forza immensa in queste persone nell'immaginare un futuro alternativo. Potrei anche scegliere un'immagine quotidiana, come la gentile accoglienza che ci viene offerta durante qualsiasi visita ai nostri vicini. Spesso questa prende la forma di tè molto zuccherato, dell'energia infinita dei bambini e dei racconti di storie più o meno lontane.




